GRUPPALITA' IN RETE: PROFILI PEDAGOGICI E PSICOPATOLOGICI

E' proprio alla luce di questo compromesso, che l'"uomo digitale" ristruttura l'idea stessa di società in cui vive in senso reticolare e disordinato, ove ciascuno assume un ruolo contingente e decentrato, in un sistema privo di un centro, e nel quale ora è emittente, ora ricevente, proprio come nella Rete, nella quale ciascun Pc può essere ora server ora client, in assenza di un vero e proprio mainframe o computer centrale.

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10/dic/2005 16.11.17 Elform e-learning formazione Contatta l'autore

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Il manuale “Gruppalità in Rete: profili pedagogici e psicopatologici”, prossimamente in uscita nelle librerie, edito da Manni Editori http://www.mannieditori.it/ , tratteggia la realtà della socialità in Rete sia in termini socio-psico-pedagogici, sia in termini psicopatologici, laddove le varie forme di comunità, evolvendo in gruppalità, nel particolare contesto mediato, assumono connotati e funzioni particolari.

 

Il fenomeno delle comunità virtuali, fotografato da Rheingold, dimostra la rivoluzione sociale compiuta dalla tecnologia digitale, grazie alla quale si è passati da un concetto di comunità molto chiuso e definito, quale quello elaborato da Tonnies, ad un nuovo modello di socialità distribuita del Social Network di Lee e Campbell: si passa, in altre parole, da un’idea piuttosto sovrapponibile fra Identità personale e sociale dell’individuo ad una frammentazione infinitesimale dell’identità sociale, per ricongiungersi nel motto pirandelliano dell’”uno, nessuno e centomila”applicato all’uomo digitale. L’individuo nell’era di Internet, pur conservando e difendendo la propria Identità personale, accetta di comprimerla sempre in più occasioni per espandere le sue possibilità di interazione sociale. E’ proprio alla luce di questo compromesso, che l’”uomo digitale” ristruttura l’idea stessa di società in cui vive in senso reticolare e disordinato, ove ciascuno assume un ruolo contingente e decentrato, in un sistema privo di un centro, e nel quale ora è emittente, ora ricevente, proprio come nella Rete, nella quale ciascun Pc può essere ora server ora client, in assenza di un vero e proprio mainframe o computer centrale.

 

Questo nuovo modo di intendere la socialità pervade, ovviamente, tutti gli ambiti della vita moderna, portando la sua carica di innovazione in ogni settore: nasce una nuova gruppalità di Rete, alla luce della quale emerge l’esigenza di una modellizzazione, pur nel solco della tradizione socio-psicologica, volta a comprendere più a fondo come i vantaggi e i limiti delle tecnologie di Rete possano influire sulle performance collettive delle nuove socialità online.  Il manuale, pertanto, si fa carico di individuare dei particolari setting nei quali studiare i caratteri, le premesse, i limiti del gruppo online, per dedurne delle strategie operative in grado di assicurare l’efficacia e l’efficienza della comunicazione online, laddove nei contesti in presenza era possibile fare affidamento a indicatori connessi al linguaggio non verbale.

 

Partendo dalla consapevolezza di dover adottare un approccio flessibile ed aperto al nuovo contesto in cui avviene la comunicazione, si prende l’avvio, nel primo capitolo, con lo studio del piccolo gruppo psicologico, noto nella letteratura, evincendo dai vari modelli psicosociali di Lewin, Quaglino, Tuckman e Forsyth i connotati tipici della gruppalità “fisica”. Prendendo, poi, spunto dalle osservazioni di Gibson e Cohen sulle dinamiche intragruppali dei team virtuali aziendali, si mutuano dal setting virtuale le condizioni attivanti, necessarie affinché si possa parlare, nel rispetto della tradizione lewiniana, di gruppalità anche in Rete. Attraverso infine, il metodo del confronto fra gruppalità fisica e virtuale, si può assistere all’emersione di un setting di base per le diverse forme di gruppalità online (a seconda che si tratti di gruppo di lavoro aziendale, gruppo di apprendimento etc…).

 

Nel secondo capitolo del manuale ci si sofferma, invece, dapprima sulla compatibilità del setting virtuale, nel particolare caso della piattaforma di formazione a distanza, con le più note teorie dell’apprendimento; poi, si passa ad esaminare il setting, distinguendo il “contenitore” (ossia la piattaforma, quale luogo virtuale ove avviene la negoziazione sociale della conoscenza) dal “contenuto” (ossia il progetto formativo, quale strumento didattico onnicomprensivo, che fornisce le linee operative da adottare nel rispetto del paradigma costruttivista).

Lo studio della piattaforma FaD evidenzia il ruolo che le tecnologie possono svolgere all’interno delle attività di progettazione formativa (e non solo nella fase della gestione e valutazione della classe virtuale), portando persino a ipotizzare una negoziazione sociale della progettazione formativa stessa: il coinvolgimento di tutti gli attori del processo formativo, infatti, consentirebbe la formazione di una proto-conoscenza, funzionale agli sviluppi del percorso di formazione successivo, migliorando la probabilità di raggiungimento degli obiettivi di apprendimento attesi

 

 

I profili pedagogici illustrati a seguito delle analisi ora condotte, trovano un riverbero nella prassi didattica degli ambienti virtuali di formazione a distanza: nel caso pratico del gruppo di apprendimento in medicina, illustrato nel quarto capitolo, viene esaminata la realizzazione di un progetto formativo completo ed essenziale, che si inserisce nel più ampio quadro della formazione continua in sanità, voluto dal nostro legislatore. Si aggiunge a ciò uno studio-pilota, presente nel terzo capitolo, condotto sulla comunicazione online tipica dei forum, attraverso il quale è possibile evincere alcune informazioni circa la “salute” del gruppo di apprendimento online e che getta le basi per una sperimentazione più ampia e forse ad una modellizzazione conclusiva delle interazioni in ambito formativo

 

Conseguenza naturale dello studio fisiologico delle dinamiche gruppali in ambito formativo è lo studio del fenomeno della gruppalità in Rete in termini patologici, oggetto del quinto e ultimo capitolo: esiste infatti una forma di comunanza, di socialità virtuale che può, in presenza di alcuni requisiti, trasformarsi in patologia, laddove il soggetto manifesti lo sviluppo di una forma di dipendenza dalla tecnologia e dalla forma di interazione prescelta. In tal caso, l’identità personale sembra esistere solo se esiste l’identità sociale, nella particolare accezione della comunità o del servizio collettivo offerto da un particolare sito web. Quando l’identità personale viene compressa a tal punto da indurre l’individuo a ritenersi “vivo” solo sul web, emerge la psicopatologia, emerge la dipendenza da Internet, che può assumere varie forme (una per ogni sottotipo di socialità disponibile online).

Viene condotta qui un’analisi delle varie forme di dipendenza e verranno suggeriti i vari approcci terapeutici, frutto di recentissimi studi compiuti in Italia e nel mondo. Non si potrà non concludere l’argomento, ponendo l’accento sulla gruppalità, quale momento terapeutico, ossia nella sua accezione di forma sana di partecipazione sociale online (il gruppo di auto-aiuto), pronta a fronteggiare e risolvere quelle psicopatologie, che proprio nel caso della socialità deviante nel cyberspazio trova  terreno fertile.

 

 

Gli autori sono:

 

NICOLO' A. PIAVE (curatore)

General Manager di Elform e-learning formazione snc

Presidente Università Popolare per la Formazione a Distanza (UNIFAD)

Presidente Società Italiana per l'Apprendimento in Rete (SIAR)

Membro della Società Italiana di e-Learning (SIe-L)

Esperto in online learning

e-mail: direzione@elform.it  - sito web: www.elform.it

 

GIUSTINA IADECOLA (curatore)

Training Manager -  Elform e-learning formazione snc

Membro fondatore dell’Università Popolare per la Formazione a Distanza (UNIFAD)

Vice-Presidente Società Italiana per l'Apprendimento in Rete (SIAR)

Membro della Società Italiana di e-Learning (SIe-L)

Esperta in online tutoring

e-mail: dirdida@elform.it  - sito web: www.elform.it

 

VALERIA MOUCHET (autore)

Dottore di Ricerca in Studi Italianistici

Specializzanda in Didattica dell’Italiano per Stranieri

Formatrice di Italiano scritto e professionale

email: valeria_m@tiscali.it

 

IACOPO CRICELLI (autore)

Consulente per le Tecnologie di Progettazione ed Erogazione di Interventi Formativi a Distanza

Direttore Tecnico di Genomedics Srl

Web Application Developer, Web Designer, Web Project Manager

e-mail: iacopo.cricelli@dada.it

 

GIUSEPPE LAVENIA (autore)

Psicologo clinico

Cultore della materia di Psicologia delle Tossicodipendenze e Psicologia delle Dipendenze presso l’Università degli Studi di Urbino

Responsabile della Formazione del Centro Studi e Ricerche di Psichiatria, Psicologia e Psicoterapia “ Nostos” di Senigallia (AN)

Esperto in Medicina Psicosomatica e Nuove Dipendenze

 

e-mail: info@dipendenze.com  -  www.dipendenze.com  

 

 

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