CITIES: visioni metropolitane al Torrance Art Museum

Non si può che sentirne lo spirito, guardando le opere di "CITIES: visionary places", l'esposizione collettiva del Torrance Art Museum (TAM), California.

Persone Adela Leibowitz, Robert Koch Gallery, Nina Lumer, Michael Wolf, Klaus Thymann, Johanna Laitanen, Jeremy Kidd, Dmitry Gutov, Brian Cooper, Camilla Boemio, Shaun Gladwell, Fritz Lang, Susan Logoreci, Marcel Proust, Madeleine
Luoghi Milano, Salerno, California, San Francisco, Torrance
Argomenti arte, letteratura, edilizia, psicologia

06/ott/2011 13.48.24 Blog Network Contatta l'autore

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"Divide and Alter" by Susan Logoreci, 2011. Courtesy the artist

Prendete il sogno espressionista della città di “Metropolis”, il capolavoro di Fritz Lang del 1927. La città che sale, corre, travolge i suoi abitanti. Non si può che sentirne lo spirito, guardando le opere di “CITIES: visionary places”, l’esposizione collettiva del Torrance Art Museum (TAM), California. Utopia e distopia si rincorrono e si mescolano nel celebrare l’immaginario metropolitano.

I luoghi visionari di CITIES sono spaccati di vita, scorci di memorie e di punti di vista differenti, sono sfide e sofferenze del nostro quotidiano nella città. Quello che ci salva, in questa nostra routinaria immersione nel caos metropolitano sono le idee, che si trasformano in palpabile energia vitale.

Ed ecco che al mescolarsi di questa energia, dalla città scaturisce l’arte, la creatività, l’apertura, la condivisione. Questo è il motore che infonde la vita nei luoghi: le emozioni scorrono per le strade, nei cantieri, nelle fabbriche, sui ponti e negli scorci segreti, reinterpretati e rivelati al pubblico.

"Block of Flat" 360° by Isidro Ramirez. Courtesy the artist and the Troika Gallery

L’osservatore resta frastornato dalle sovrapposizioni, dalle luci della città, dalle contaminazioni. Il fascino dei non-luoghi, dei colori e delle complessità architettoniche, come Madeleine visive di Proust, lasciano scorrere vecchi ricordi nella mente e ne fanno scaturire di nuovi.

I paesaggi urbani sono colti nella loro dimensione percettiva: tutto è dinamico, tutto si muove. Il senso di estraneamento e di alienazione tipico della vita metropolitana viene ricamato nella trama delle opere esposte, dove idiosincrasie seducenti cristallizzano il quotidiano. Come se l’osservatore stesso fosse parte di un enorme scenario metropolitano polimorfico, in costante trasformazione.

"In a Station of the Metro" by Shaun Gladwell, 2006. Courtesy the artist

L’esposizione “CITIES: visionary places” è curata dall’italiana Camilla Boemio. Sarà possibile visitare la mostra fino al 5 novembre 2011 presso il TAM, a Torrance (California).

Sono presenti opere di: Brian Cooper, Shaun Gladwell, Dmitry Gutov, Kiel Johnson, Jeremy Kidd, Aitor Lajarin Susan Logoreci , Johanna Laitanen, Damir Ocko, Isidro Ramirez, Spencer Tunick, Klaus Thymann, Michael Wolf.

In collaborazione con le gallerie: Nina Lumer (Milano), Galleria Tiziana di Caro (Salerno), Robert Koch Gallery (San Francisco).

Season Opening exhibition: ” The Unseen: Blood Sabbath”, curata da Adela Leibowitz.


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