Ofena: i bambini vadano a scuola anche il 25 Dicembre. Una questione di coerenza.

19/dic/2005 08.02.58 http://digilander.libero.it/kunt_a_kinte/ Contatta l'autore

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Questa è solo una parte di una articolo più ampio che approfondisce i meccanismi attraverso i quali l'intrattenimento televisivo diventa propaganda politica.
Potrete leggere il resto sul magazine di comunicazione televisiva http://digilander.libero.it/kunt_a_kinte/
 
 
 
13-12-05
"Studio Aperto" comunica all'Italia ke ad Ofena, patria d'adozione dell'ambiguo personaggio Adel Smith (vi consiglio di leggerne la "biografia" nell'articolo riportato qui sotto perkè è davvero inquitante) si è arresa alle pretese del concittadino e siccome pare ke i suoi poveri bambini si impressionino alla vista dell'innocuo bambinello si è reso necessario "ripulire" la scuola elementare da loro frequentata, dagli oltraggiosi simboli del Natale.
 D'altronde è improbabile ke il prepotente Emilio (vero nome dell'imam, Emilio... fa un altro effetto vero?) si scagli contro dei pezzetti di plastica antropomorfi solo perkè magari si è un pò impressionato vedendo in tv quei presepi napoletani con le caricature di Albano e la Lecciso... Smettiamola con la balla della pacifica convivenza e il rispetto e tutte le altre scemenze ke vorrebbero passarci per verità indiscutibili in taluni talk show: è kiaro ke Mr Smith ha imposto all'intera comunità di Ofena di privare i bambini, non di una statuetta o di una lucina, bensì di una tradizione ke ha senso in quanto rappresentazione della fede cristiana, TANTO ODIATA E NON CERTO RISPETTATA da taluni soggetti con nazzistike velleità di conquista del mondo cristiano. Non a caso, si parla un tizio ke ha avuto a ke fare con la setta dei nazi-islamici, mica con la bocciofila di Ofena!
A questo punto è una questione di coerenza. Non possiamo essere "occidentali" o "cristiani" quando ci fa comodo per poi fare gli islamici perkè va di moda e alla tv, certi presentatori ci dicono ke è bello e ke "SIAMO PROPRIO UN GRANDE PUBBLICO" se accettiamo ke un imprenditore imam si arroghi il diritto di spogliare le nostre scuole dei simboli ke per tante persone hanno grande significato, dileggiandoci e sputandoci in faccia...
A questo punto ad Ofena si devono assumere le proprie responsabilità. Non ha senso ke il personale della scuola faccia vacanza e stia a casa a mangiare il panettone mentre i figli di Mr Smith se ne stanno a casa, tutti soli ad offendersi a causa del Bambinello.
Siccome, kiaramente qui non è una questione di "addobbo" ma di sentimento religioso rappresentato dall'"atto fisico" del mettere in pratica la "tradizione", dunque ad Ofena i bambini devono continuare ad andare a scuola e al limite, quando il signor Smith deciderà, dovranno fare il ramadan e kiudere le mense scolastike quando sarà periodo di digiuno. 
Essere accoglienti significa sottostare alle prepotenze dell'imam di turno? Quello ke è riuscito ad andare da Vespa per diventare una prima donna ed ha acquistato in tal modo potere legislativo? Fatelo! Ma da adesso in poi, i bambini di Ofena non festeggino più le ricorrenze cristiane ma solo quelle istituzionali. E' una questione di coerenza.
Ultima considerazione: vediamo soltanto padri mussulmani lamentarsi perkè i propri figli si sentono offesi dai simboli religiosi cristiani, non certo i bambini in questione. Anzi. Recentemente abbiamo visto su tutti i telegiornali una bambina di 11 anni ke si è sentita offesa. Offesa nei suoi diritti di essere umano: i genitori l'avevano costretta ad un orribile fidanzamento coatto con un altro giovane mussulmano... e lei ha cercato di uccidersi tagliandosi le vene dei polsi. A mio avviso è con queste creature ke dobbiamo essere solidali.
Meditate gente.
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