Eat low carbon diet: quanto inquino quando mangio?

06/set/2011 18.57.12 Blog Network Contatta l'autore

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Per combattere il surriscaldamento globale, i comportamenti virtuosi a tavola giocano un ruolo fondamentale. Dopo l’appello di Paul McCartney per i “lunedì senza carne” e le etichette svedesi, arriva “Eat low carbon diet”.

Si tratta di un tool on line per fare il calcolo di quanto incidano le nostre scelte alimentari sulle emissioni di CO2, realizzato da Bon appétit management company. L’aspetto grafico del sito è molto gradevole e intuitivo: sulla sinistra abbiamo le icone dei cibi e dei piatti, sul centro della schermata una padella e sulla destra il termometro che ci indica quanto sono “calde” le pietanze che consumiamo.

Il risultato viene espresso in punti, che vengono suddivisi in fasce colorate: verde per i menu a basse emissioni, fascia gialla per le emissioni medie, e rossa per i menu meno ecocompatibili. Ogni punto assegnato, infatti, corrisponde all’incirca a un grammo di CO2 emessa.

Con un semplice drag&drop sulla padella, indichiamo al sistema cosa conteggiare. Ecco un paio di esempi su due pasti all’italiana. Un pranzo a base di spaghetti alla marinara, pane, un frutto di stagione, una bottiglietta d’acqua naturale e un caffè zuccherato equivale a 982 punti. Il solo caffè, peraltro, ne produce 289.

Un’ipotetica cena che preveda un petto di pollo alla griglia, verdure di stagione grigliate, pane, un frutto e una bottiglietta d’acqua raggiungerebbe quota 837. Lo stesso pasto schizzerebbe in fascia rossa, a 2848 punti, se la razione di pollo fosse sostituita con una di vitello. Se invece scegliessimo il pesce, come una fetta di tonno grigliato, scenderemmo a 695 punti, oppure a 460 con una porzione di legumi, come i fagioli.

Grazie a strumenti come questo, tutti noi possiamo verificare quanto le nostre abitudini alimentari siano ecocompatibili. Le stime collocano il consumo di carne responsabile del 20% delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Scegliere menu che limitino la carne, in particolar modo quella rossa, e privilegino altre fonti proteiche, può dare un contributo importante alla riduzione del surriscaldamento globale.

La salute del Pianeta passa anche dalla nostra tavola.

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