The Host: Anime aliene

21/nov/2011 10.35.39 Blog Network Contatta l'autore

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L'Ospite di S.Meyer

“L’ospite” (The Host) è un libro uscito nel 2008. Autrice: Stephenie Meyer. Ebbene sì, colei che ha reso “Twilight” un fenomeno planetario a torto o a ragione. Ma questo libro non ha niente a che vedere con il suo romanzo più famoso: è molto di più e lo supera di gran lunga sia per trama che per contenuti e, purtroppo, non ha avuto il successo che meritava.

Presi “L’ospite” attirata soprattutto dal genere: fantascienza. In un panorama letterario dove sono il fantasy, l’urban fantasy o il paranormal a farla da padrone, non mi sembrava vero. Ho fatto intere scorpacciate di Asimov, Bradbury, Simack e questo inaspettato spuntino non poteva che essere il benvenuto. La mia curiosità è stata largamente premiata perché questo libro è una piacevolissima sorpresa; confesso che mi sono chiesta più volte se questo romanzo sia stato scritto veramente dalla Meyer.

Ho detto fantascienza, ma non vi sono navi spaziali o laser, battaglie galattiche o robot, non c’è azione: questo libro è pura introspezione. Cosa c’è allora di fantascientifico? Alieni. Termine che significa extraterrestri, ma anche estraniati da se stessi.

In un futuro non molto lontano la razza umana è soggiogata da un’altra razza: alieni intelligenti, Anime (così definiscono loro stessi), una sorta di parassiti che vengono introdotti nel cervello del loro ospite umano. Ciò che rimane dell’umanità vive raggruppata in piccole comunità di fuggiaschi che organizzano una sorta di resistenza volta più alla sopravvivenza che alla lotta per la ribellione.

Ed è proprio uno di questi fuggiaschi, la giovane Melanie, che viene catturata per essere l’ospite di una delle Anime più antiche, Wanderer, Viandante (in seguito chiamata Wanda). La voce narrante è proprio quest’ultima che, impiantata nel corpo della ragazza, dovrà imparare, ancora una volta, ad avere un corpo. Wanderer dovrà quindi, per l’ennesima volta, affrontare emozioni, sogni, memorie, ma non è preparata all’intensità di ciò che l’aspetta.

Il corpo di Melanine, dopo l’introduzione dell’alieno, avrebbe dovuto essere niente di più che un guscio vuoto, un involucro per l’Anima a lei destinata; invece l’identità di Melanine rifiuta di andarsene e la bombarda giorno e notte con ricordi troppo vivi e brucianti per essere cancellati.

Il desiderio di Melanie di ricongiungersi a Jared – l’uomo che ama – e a Jamie, il fratello, sono troppo intensi perché lei possa rinunciarvi. Wanda, incapace di separarsi fisicamente dal corpo e dall’anima di Melanie, si ritrova a dover fare i conti con il  più umano dei sentimenti: l’amore, alimentato da un feroce attaccamento alla vita.

Coinvolta da Melanie nella sua caparbia e disperata ricerca delle persone che ama, Wanda intraprenderà un arduo percorso di crescita. Vivrà in una caverna con il gruppo di ribelli di cui faceva parte la sua Ospite-Melanie, dapprima come prigioniera poi come parte della comunità; apprenderà dagli umani ciò che la sua razza non ha mai conosciuto: l’intensità dei sentimenti umani. Solidarietà, odio, amicizia, paura, invidia, ira e amore.

Inizialmente il libro è difficile da capire, si rimane spiazzati, ma superata la prima difficoltà non si può fare a meno di divorarlo. Gli alieni, questi parassiti che si impossessano dei corpi umani sono sottilmente spietati; la loro è una violenza subdola, uno sterminio silenzioso e sistematico. Wanda è in qualche modo diversa dalla sua razza: ha vissuto molto più a lungo di qualsiasi altro suo simile, ospite di molteplici esseri su altri pianeti, ma nella sua infinita conoscenza manca qualcosa: per la prima volta, nella sua lunga vita, si imbatte in esseri la cui individualità e ricchezza di emozioni non ha eguali.

Wanda/Melanie è un personaggio fantastico: un unico corpo dotato di due personalità completamente differenti. Wanda è delicata, Melanie è forte. Wanda non farebbe male a una mosca, Melanie è combattiva. Wanda è riflessiva mentre Melanie è un crogiolo di impulsi. Insieme diventeranno una persona speciale, unica; come è unico il loro continuo confrontarsi per tutta la durata del libro in ogni situazione che affronteranno.

Da potenziali nemiche diventeranno alleate e Wanda metterà in dubbio l’operato della propria razza: è giusto rubare la vita di altri esseri in nome della conoscenza, è giusto credere che il proprio modo di vivere sia il migliore? Oppure ogni essere deve essere lasciato libero di costruire il proprio futuro in base alle proprie capacità, libero di scegliere?

Quesiti che porteranno l’aliena Wanda a far propria la lotta per la sopravvivenza del genere umano. Aiutando Melanie a ricongiungersi con l’uomo che ama e con il fratello, conoscerà la forza di un sentimento che non aveva mai provato: l’amore. Seguire Wanda in questo suo percorso lascia senza fiato; è bellissimo il rapporto che instaura con il giovane Jamie, il primo a credere che la sorella sia ancora viva nel suo corpo occupato, ma che nello stesso tempo accetta incondizionatamente l’aliena Wanda come una nuova componente della comunità. Per non parlare del passo toccante in cui Wanda assisterà un malato terminale fino al suo ultimo istante, confortandolo, sostenendolo, lei che non ha mai visto la morte da vicino perché in teoria non può morire.

In alcune recensioni si parla del triangolo amoroso Wanda/Melanie/Jared, riducendo il libro a una sorta di amore a tre, ma non è così. Certo la loro è una storia complessa, ma Wanda non amerà mai Jared, invece imparerà ad amare attraverso l’amore di Melanie per il suo uomo. Ed ecco che entra in scena Ian, uno dei ribelli del gruppo, l’umano che si innamorerà di Wanda. Ian, che secondo me è degno di occupare un posto d’onore, è un personaggio bellissimo: gentile, sensibile, ma al contempo risoluto e pronto a tutto. Difenderà sempre Wanda, nonostante i pregiudizi del gruppo; sarà pronto a mettersi contro il fratello, metterà in discussione le rigide leggi di sopravvivenza della comunità per trovare sempre e comunque la soluzione più saggia. Ian accetterà e vedrà Wanda per quello che è: l’amerà anche se è un aliena, anche se è “diversa” e forse proprio per questo. “Ti ho tenuta in mano, Viandante. Ed eri bellissima.”

Questo romanzo mi ha fatto venire le lacrime agli occhi più di una volta. La storia è impeccabile, il finale è molto bello e per niente scontato. L’amore fraterno, l’amore romantico, l’amore per un amico sono i protagonisti assoluti, così come i problemi legati alla diversità, ai dubbi su come vivere con qualcuno estraneo al nostro modo di essere.

Un romanzo delicato, toccante, ma al contempo potente come una fiammata.

«Io restai dove mi aveva lasciato, cercando inutilmente di non guardare Jamie in faccia. Il modo in cui mi fissava – con rabbia, desideroso di mostrarsi coraggioso e maturo, ma anche pieno di paura e dolore che illuminavano i suoi occhi scuri – scatenò il pianto di Melanie e un fremito nelle mie ginocchia. Non volevo rischiare nuovamente di crollare così mi avvicinai lenta alla parete opposta. Jamie mi guardò con cautela poi fece quattro passi lenti in avanti e si inginocchiò al mio fianco. All’istante la sua espressione si fece intensa, sembrava più maturo che mai. Il mio cuore batteva per l’uomo triste nel volto del ragazzino.

“Non sei Melanie ma conosci i suoi ricordi e tutto il resto, vero?”

Anuii.

“Sai chi sono io vero?”

Cercai di ricacciare le parole in gola, ma mi sgusciarono dalle labbra. “Sei Jamie.” Non potei fare a meno di pronunciare il suo nome come se lo stessi accarezzando.»

L’ho divorato e poi l’ho riaperto alla prima pagina per rileggerlo più lentamente, per assaporarlo, ancora una volta, fino in fondo.


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