Al MARTE Mediateca va in scena "Il cinema impossibile"

30/nov/2011 15.29.11 Ufficio Stampa MTN Company Contatta l'autore

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Comunicato stampa

Cava de’ Tirreni (Sa), 30/11/2011


Al MARTE Mediateca va in scena “Il cinema impossibile”

Parte al MARTE Mediateca di Cava de’ Tirreni (Sa) la rassegna video-cinematografica “Il cinema impossibile ovvero il profondo, il fatale, il barbarico”. 6 appuntamenti in programma alle ore 19.00 di ogni primo venerdì del mese, fino a marzo 2012. Venerdì 2 dicembre il primo incontro dedicato al "Meta-cinema", a cura di Elio Di Pace. Sullo schermo “La palla n.13” e “Due o tre cose che so di lei”


Il ripensamento della visione cinematografica “proiettato” al MARTE Mediateca di Cava de’ Tirreni (Sa). Nasce “Il cinema impossibile ovvero il profondo, il fatale, il barbarico”, la rassegna video-cinematografica che, a partire da venerdì 2 dicembre e per ogni primo venerdì del mese fino a marzo 2012, condurrà il pubblico “marziano” nella ricerca di un modo di intendere, vedere e fare cinema in maniera “impossibile”.


Prendendo spunto da una riflessione, provocatoria e paradossale, di Carmelo Bene, secondo cui «la categoria “impossibile” è da intendere come una possibilità per raccontare creativamente», la kermesse a cura dei giovani critici Elio Di Pace, Francesca Ferrara, Francesca Fichera, Pino Iorio, Antonino Masilotti e Saverio Monda si preannuncia nel solco della grande tradizione del cinema colto, impegnato e soprattutto capace di coinvolgere emotivamente chi continua a credere nella sua grande forza narrativa e visionaria. «L’idea è quella di evidenziare autori, opere e poetiche che annidano assalti sistemici e visioni del grado zero, disegni laceranti e riscritture radicali, passaggi di fuoco e autodistruzioni esistenziali, turbamenti del vedere e lesionismo dell’immagine, “incantesimi” ed “immoralità”», spiega Alfonso Amendola, ideatore del concept nonché Cultural Manager del MARTE. 

 

Il meta-cinema, l’assenza, il silenzio, la scomparsa, l’eccedenza e l’eresia: queste le 6 parole chiave adottate dagli autori per snodare, durante altrettanti appuntamenti (tutti ad ingresso libero e con inizio fissato alle ore 19.00), sullo schermo del centro polifunzionale metelliano «un percorso volutamente costruito su voragini temporali» che vede coinvolti giovani studiosi, i quali, pur originando da differenti orizzonti culturali, tracciano una soglia “possibile” delle funzioni della critica contemporanea.


Primo appuntamento fissato, dunque, per venerdì 2 dicembre con l’incontro dedicato a “Il meta-cinema. La magnifica disillusione”, a cura di Elio Di Pace, durante il quale saranno proiettate “La palla n.13” di Buster Keaton (1924) e “Due o tre cose che so di lei” di Jean-Luc Godard (Francia, 1966). «Il primo – spiega Di Pace - non mette in discussione il supporto o l’apparato, ma rimane nell’ambito dell’onirico, è ancora entro i confini del racconto, con il suo proiezionista che diventa un detective grazie all’immaginazione ed alle potenzialità del trucco cinematografico. L’altro, invece, è un film di Godard, autentica “garanzia cinematografica”, che lo ha realizzato prendendo a pretesto un’inchiesta giornalistica del “Le nouvel observateur” ed il teatro epico, quello dove gli attori non recitano, ma citano, dicono le cose come sono realmente».


Ad inaugurare il 2012 saranno, poi, “Manhattan by numbers” di Amir Naderi (Usa, 1993) e “Vinyan” di Fabrice Du Welz (Francia – Belgio - Gran Bretagna, 2008), in programma venerdì 13 gennaio. L’incontro, a cura di Pino Iorio, avrà come filo conduttore “La scomparsa”. Si proseguirà venerdì 3 febbraio con “La Passione di Giovanna d’Arco” di Carl Theodor Dreyer (Francia, 1928) e “Picnic ad Hanging Rock” di Peter Weir (Australia, 1975), scelti da Saverio Monda per l’appuntamento incentrato su “L’eresia”.

Il tema de “L’assenza” sarà, invece, al centro della scena venerdì 2 marzo, data in cui Francesca Ferrara, curatrice dell’appuntamento, proietterà sullo schermo “Che ora è laggiù?” di Tsai Ming-liang (Francia - Taiwan, 2001) e “Les jours où je n’existe pas” di Jean-Charles Fitoussi (Francia, 2003). Venerdì 6 aprile sarà la volta delle pellicole di Carmelo Bene “Nostra Signora dei Turchi” (Italia, 1968) e “Salomè” (Italia, 1972), che animeranno la serata, a cura di Antonino Masilotti, dedicata a “L’eccedenza”. Infine, “Dolls” di Takeshi Kitano (Giappone, 2002) e “Ferro 3 – La casa vuota” di Kim Ki-Duk (Corea del Sud, 2004) chiuderanno la rassegna venerdì 4 maggio, allorquando i riflettori saranno puntati sul tema de “Il silenzio”, a cura di Francesca Fichera.

 


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