Bingo: a rischio 5000 lavoratori

Tratto da ww.agicos.it Il 2012, senza una proroga del regime di aliquote sperimentali introdotte due anni fa, potrebbe coincidere con la chiusura definitiva di almeno 100 sale bingo distribuite sul territorio nazionale.

Persone Soglia, Raffaele Ferrara
Luoghi Roma, Abruzzo
Organizzazioni Finanze, Camera dei deputati, Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato
Argomenti economia, politica, diritto, finanza, commercio

23/dic/2011 13.54.10 giocoonline Contatta l'autore

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Tratto da ww.agicos.it


 Il 2012, senza una proroga del regime di aliquote sperimentali introdotte due anni fa, potrebbe coincidere con la chiusura definitiva di almeno 100 sale bingo distribuite sul territorio nazionale. Il che vuol dire anche almeno 5.000 posti di lavoro che andranno in fumo. E' questo il grido d'allarme degli operatori del settore riuniti oggi a Roma per un conferenza stampa. Lo Stato, precisano, rischia di perdere oltre 200 milioni di euro di gettito. Tutta colpa dell'eventuale mancato rinnovo del sistema del prelievo unico erariale sperimentale (Preu) con aliquota al 12% (introdotto con il decreto pro-Abruzzo). Ed è per questo che i concessionari si rivolgono direttamente al presidente del Consiglio affinché intervenga per tempo. La misura sperimentale scadrà infatti il prossimo 31 dicembre. La sperimentazione è stata introdotta con un decreto attuativo dell'AAMS nel 2010, per favorire una ripartenza del Bingo, dopo anni di flessione della raccolta e la chiusura di molte sale.


L'idea era stata quella di introdurre una riduzione dell'aliquota del Prelievo Erariale Unico dal 23,5% al 12%, traducendola in percentuale di vincita ai giocatori nella misura del 70% della raccolta. Un intervento salutato con soddisfazione dagli operatori e addirittura auspicato dagli operatori dei mercati esteri che hanno indicato nel modello italiano una soluzione per il rilancio dell'intero settore, creando anche nuove assunzioni. E la recente introduzione di 4500 nuove macchine da gioco Videolottery nelle sale ha consentito nel 2011 di massimizzare raccolta e ricavi per l'erario grazie alle maggiori presenze in sala producendo oltre 130 milioni di euro in più di solo gettito erariale. La commissione Finanze della Camera ha approvato nei mesi scorsi una risoluzione per impegnare il governo "a prevedere l'adozione definitiva del nuovo regime del Preu in caso di conferma dei risultati positivi anche nel secondo anno di sperimentazione" e da parte dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato non c'è stata alcuna opposizione al rinnovo della misura.


Dinanzi a questa istanza, il ministero e i Monopoli di Stato, riconoscendo che il Bingo da sala era «effettivamente penalizzato sul piano tributario», con «notevoli investimenti iniziali e registra costi operativi elevati, tra i quali quello relativo al personale addetto alle sale», e che «l'abbattimento del Preu ha dato risultati importanti, con un recupero della raccolta intorno al 23-25 per cento» manifestarono parere favorevole circa l'opportunità di stabilizzare le misure sperimentali. A luglio scorso Raffaele Ferrara, Direttore Generale di AAMS chiamato ad esprimersi in merito all'ipotesi di una ulteriore riduzione del Preu al 10% suggerita dall'onorevole Soglia ha detto che "per il bingo è giusto pensare ad un adeguamento del Preu tra gioco on line e terrestre. Le sale bingo hanno costi di gestione molto alti e quindi è possibile pensare ad un imponibile del 12% anche per l'online". La stessa AAMS però ha comunicato nei giorni scorsi la mancata pubblicazione di un decreto dirigenziale di stabilizzazione delle misure che hanno portato ai risultati positivi per il settore, e nella manovra finanziaria di luglio è stata introdotta una ulteriore penalizzazione per il Bingo "terrestre".

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