Alcune considerazioni etiche nella scelta del divano: la denuncia di Pasquale Natuzzi

Il settore dei divani, storicamente, dà lavoro in Italia a migliaia di lavoratori, sia all'interno delle grandi ditte, che nei cosiddetti terzisti, cioè piccole e medie imprese che lavorano per conto delle aziende che non fanno produzione diretta.

Persone Milena Gabanelli, Pasquale Natuzzi
Luoghi Italia
Argomenti impresa, economia, lavoro, industria

12/gen/2012 16.18.09 Blog Network Contatta l'autore

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Se stai per scegliere un divano, ti posso dare un consiglio. Non guardare soltanto come è fatto e quanto costa: guarda anche cosa si nasconde dietro al prezzo. Molto spesso, infatti, prezzi troppo bassi sono sintomo di pratiche di lavoro poco chiare e ai limiti della regolarità. Per farti un'idea più chiara, ti consiglio di vedere il video dell'inchiesta di Report sull'argomento, andata in onda nella primavera del 2011.

Il team di Milena Gabanelli ha indagato lo spinoso problema della concorrenza sleale. Il settore dei divani, storicamente, dà lavoro in Italia a migliaia di lavoratori, sia all'interno delle grandi ditte, che nei cosiddetti terzisti, cioè piccole e medie imprese che lavorano per conto delle aziende che non fanno produzione diretta. Negli ultimi anni però in Italia sono fiorite moltissime ditte di terzisti gestite da imprenditori cinesi, che riescono a produrre i divani a prezzi stracciati: alcune grandi catene hanno quindi cominciato a rifornirsi da loro, lasciando senza lavoro i fornitori storici.

La questione è: come fanno i cinesi a lavorare a prezzi così bassi? La risposta purtroppo è semplice: sfruttando il lavoro dei connazionali, che ricevono buste paga irrisorie con l'escamotage del part time: si dichiara al fisco che un lavoratore ha lavorato 6 giorni in un mese, quando invece ne ha lavorati 25, ad esempio. Come scoperto dalle varie ispezioni della Guardia di Finanza, spesso i lavoratori cinesi sono persino costretti a dormire ammassati all'interno degli stessi capannoni in cui lavorano, e sono in certi casi clandestini.

L'inchiesta di Report intervista anche Pasquale Natuzzi, patron dell'omonima impresa leader nella produzione in Italia e nel Mondo. Natuzzi rivendica di aver rifiutato di esternalizzare la produzione: tutti i suoi divani vengono infatti prodotti interamente nei suoi stabilimenti, che impiegano 3.200 persone in Italia, più molte altre all'estero. Ovviamente, in questa maniera, i costi di produzione sono più alti, e il margine di profitto è risicato, tanto che la Natuzzi fa ricorso da oltre 6 anni alla cassa integrazione per alcuni suoi dipendenti.

I concorrenti (Chateau D'Ax in testa) negano di far ricorso a concorrenza sleale, pur ammettendo di aver esternalizzato la produzione e di non sapere quanto i fornitori paghino i loro dipendenti.

Sperando che le autorità pongano presto fine alla concorrenza sleale e allo sfruttamento dei lavoratori nel settore, non mi resta che dirti: scegli il tuo divano attentamente. Non contano solo forma, colore, materiali e costo.

 

 

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