Al Pecci di Prato il meglio della produzione austriaca recente

un itinerario che si snoda lungo cinque sale, ognuna dedicata ad una artista

25/feb/2006 02.54.19 de luca carmelo Contatta l'autore

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La presidenza austriaca dell’Unione Europea per il primo quadrimestre 2006
sarà festeggiata con una importante mostra che il Centro per l’Arte
Contemporanea Pecci di Prato e il Forum Austriaco di Cultura a Roma dedicano
alle correnti artistiche contemporanee di questo prolifico Paese. Attraverso
un itinerario che si snoda lungo cinque sale, ognuna dedicata ad una artista
eminente per centralità di corrente artistica, il pubblico ha modo di
contemplare il meglio della produzione austriaca dagli anni sessanta in poi.
Le foto in bianco e nero di Brus e Schwarzkogler introducono alla mostra
mediante degli scatti dal significato contrastante, infatti si può ammirare
il primo autore in un contemplativo assaporamento del senso del martirio e
un Schwarzkogler che rivisita le atrocità compiute sul corpo umano sotto
forma di esaltazione dell’estetismo fotografico.
L’estremismo delle opere menzionate fanno da antitesi al misticismo terreno
di una composizione di cinque foto disposte a forma di croce, ognuna
rappresentante l’autore FLATZ ferito nei punti della passione di Cristo,
esaltanti la sofferenza come eroismo.
Le opere di Lois e Franziska Weinberger ritraggono natura e cultura
antagonisti, tuttavia propensi a recuperare la primordiale armonia del
Paradiso Terrestre. La mostra riserva altre sorprese con una Valie Export
che rivendica la femminilità di una donna non subordinata ai condizionamenti
precostituiti nel corso dei secoli. Ancora si può osservare l’operato di
Erwin Wurm, che dona dignità a quanto adoperato nella quotidianità
trasformandolo in oggetto artistico, ma anche il filo sottile di separazione
tra realtà ambientale e sua rappresentazione artistica nelle opere di
Gerwarld Rockenschaub.
Gli ampi spazi espositivi del Pecci presentano altre gradite sorprese con
l’esposizione della produzione delle avanguardie emergenti austriache degli
anni 60 e 70, dalla cui visione analitica si percepisce e si interiorizzare
il messaggio artistico ed umano che le nuove leve lanciano con il loro
operato a livello internazionale.


Carmelo De Luca


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