Violenza sulle donne: l’ultimo regalo di Berlusconi alla Curia aquilana

L'ultimo colpo di coda del Governo Berlusconi sulla già martoriata città di L'Aquila va a favorire, come dubitarne, la Curia abruzzese.

Persone Gianni Chiodi, Giovanni D'Ercole, Mara Carfagna, Governo Berlusconi
Luoghi Roma, Abruzzo, L'Aquila
Organizzazioni Donne Terre-Mutate
Argomenti criminalità, diritto penale, diritto

05/mar/2012 17.20.03 Blog Network Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

L’ultimo colpo di coda del Governo Berlusconi sulla già martoriata città di L’Aquila va a favorire, come dubitarne, la Curia abruzzese. Prima delle sue dimissioni e precisamente l’8 novembre 2011, l’ex presidente del consiglio Berlusconi ha firmato un’ordinanza (la n. 3978) – atto normativo legato allo stato d’emergenza vigente ancora all’Aquila -  che prevede la destinazione di finanziamenti alla Chiesa.

Ma andiamo per ordine. Tre anni fa, nel 2009, il ministro Mara Carfagna decise di stanziare tre milioni di euro per i centri che si occupavano ed aiutavano le donne vittime di violenze ed abusi nelle zone terremotate. All’Aquila ce ne era già una di queste strutture, gestita da alcune associazioni laiche. Come spiegano le donne del comitato Donne Terre-Mutate, nato a L’Aquila dopo il sisma “L’obiettivo di far nascere una Casa delle Donne preesisteva al terremoto del 6 aprile 2009. Da tempo, infatti, si era posta l’esigenza di uno spazio sociale e culturale in cui accogliere le donne vittime di violenza, sostenerle nel percorso di uscita dalla violenza e dare loro anche un “rifugio di transito” verso le strutture residenziali protette. Dopo il terremoto che ha devastato persone e beni, questa esigenza è cresciuta, rafforzando la funzione sociale del Centro Antiviolenza dell’Aquila, operante dal 2007”. Con l’emissione di questa ordinanza metà di questi fondi saranno invece usati avvalendosi della diocesi abruzzesi che svolgono attività di sostegno ai nuclei familiari colpiti dal sisma del 2009. In pratica l’ordinanza stabilisce di consegnare in mano alla Curia aquilana, cioè a soggetti non qualificati e specializzati nell’attività di contrasto alla violenza maschile, centri così importanti. E, cosa ancora più grave, le operatrici qualificate ad aiutare le donne vittime di violenza, non potranno più operare perché rimaste senza finanziamenti. Stessa cosa per i Centri antiviolenza che in questo modo invece di vedere implementate le proprie risorse, le vedranno diminuire inesorabilmente.

Ma non è tutto qui. Nell’ordinanza si prevede anche che 1,5 milioni di euro rimanenti saranno destinati a “realizzare un centro poliedrico per le donne, per lo svolgimento di iniziative per il contrasto di situazioni di marginalità dovute anche alla violenza di genere e sui bambini, avvalendosi della consigliera di parità della Regione Abruzzo quale soggetto attuatore…”. E’ quasi inutile sottolineare come in tale ordinanza non venga specificato quali soggetti vi opereranno.

Questo nuovo favore alla Chiesa da parte dell’ex Governo Berlusconi si tinge anche di giallo. Alla guida della Curia aquilana c’è infatti monsignor Giovanni D’Ercole, nominato da Roma per gestire dopo il terremoto l’afflusso di offerte private ed i soldi pubblici. D’Ercole è però anche indagato dalla Procura dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta sulla tentata truffa con i “fondi Giovanardi” per la ricostruzione e per avere rivelato notizie segrete sull’inchiesta.

Il comitato Donne Terre-Mutate sul sito www.laquiladonne.com ha dato il via ad una petizione nazionale per chiedere un dietro front al presidente della Regione e commissario straordinario Gianni Chiodi.


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl