La colazione americana dei Supertramp

06/mar/2012 12.36.13 Blog Network Contatta l'autore

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Per iniziare una carriera nel difficile mondo del rock a volte non bastano la buona volontà e le doti tecniche; chi non ha i mezzi economici, infatti, il più delle volte è tagliato fuori. Da questo punto di vista i Supertramp sono stati abbastanza fortunati. Pur non disponendo delle necessarie risorse per acquistare una strumentazione decente, sono riusciti ad incontrare un miliardario con uno spiccato spirito mecenatesco, che ha deciso di puntare su di loro.

I Supertramp sono nati nel 1969, quando Stanley August Miesegaes, rampollo di una ricca famiglia olandese e appassionato di rock,  si è preso a cuore le sorti di Rick Davies, tastierista e cantante degli appena sciolti Joint. Il misantropo si è offerto di sovvenzionare una rock band e Davies ha reclutato il polistrumentista Roger Hodgson, il chitarrista Richard Palmer e il batterista Bob Miller. Il nome del gruppo è stato scelto da un romanzo dello scrittore gallese W.H. Davies, Autobiography of a Supertramp.

Dopo avere firmato per la A&M, nel 1970 è stato rilasciato l’album d’esordio, che prende il titolo dal nome della band. A quel punto la line up era già stata rivoluzionata: Palmer e Miller sono stati sostituiti dal bassista Frank Farrel e dal batterista Kevin Currie, mentre ha trovato posto anche il sassofonista Dave Winthrop.

I primi due dischi, lo psichedelico Supetramp e il più rockettaro Indelebily Stamped, sono passati praticamente inosservati e i pochi concerti del gruppo si sono rivelati disastrosi, nonostante la presenza al famoso festival hippy sull’Isola di Wight.

Nel 1974 Hodgson e Davies hanno prima sciolto e poi riformato la band, chiamando John Anthony Helliwell (sax), Dougie Thomson (basso) e Bob C. Benberg (batteria). Le sessioni di prova, svolte in una fattoria del XVII secolo, hanno portato alla nascita di Crime Of The Century, album che finalmente ha avuto il successo sperato, raggiungendo la prima posizione della classifica inglese.

La ricetta del successo è praticamente da ricercarsi nell’affiatamento raggiunto tra Davies e Hodgson, due teste che pensavano come una sola: stessa vena compositiva, stesso modo di cantare, medesimo potenziale creativo. La fusione della loro genialità ha portato ad un sound che incolla la leggerezza orecchiabile del pop alla maestosità del rock progressivo.

Le tematiche, sviluppate in finto stile naif, presentano testi che sono indirizzati ai teen agers, ma in cui si rileva anche la presenza di una presa di posizione sociale, come nella rockeggiante Asylum e nella malinconica Rudy, di un incoraggiamento, come nella ballata School, che si apre con un’armonica alla Morricone diventata ormai famosa, e di una sottile autoironia, come nella stupenda title track, una mini-suite introdotta dal pianoforte, che poi aumenta d’intensità sino al pirotecnico finale con tastiere e sax. La sbarazzina Dreamer e la stupenda ballata Hide In Your Shell, ricca di cambi di tempo, sono altri brani ormai leggendari.

Fautori del sound più pulito che si possa immaginare, i Supertramp basavano la loro musica sul tappeto di tastiere fornito da Richard Davies e Roger Hodgson, al quale si contrapponeva la tenuta ritmica di Benberg e Thompson, che svolgevano un lavoro spesso oscuro ma di notevole fattura. Dal vivo poi, il punto focale era diventato il sax di John Helliwell, che aveva assunto il ruolo di leader. Sopra tutto, le voci candide, acute e cristalline di Davies e Hodgson.

I singoli estratti da Crime Of The Century, Dreamer e Bloody Well Right, hanno suscitato interesse anche oltre oceano, grazie anche ad una massiccia campagna pubblicitaria e frequenti passaggi FM. E’ anche per questo motivo che i successivi album Crisis? What Crisis? e Even In The Quietest Moments hanno raggiunto buoni risultati in America. Entrambi gli album, e i brani da loro estrapolati quali la sentimentale A Soapbox Opera, la sbarazzina Sister Moonshine e l’acustica Give A Little Bit hanno riscosso buoni consensi. Molto belle sono anche la pianistica Downstream e la travolgente suite di oltre 10 minuti Fool’s Overture, entrambe tratte da Even In The Quietest Moments.

Il definitivo e irripetibile successo è arrivato nel 1979 con Breakfast in America, uno degli album più venduti di tutti i tempi. Grazie a brani quali Goodbye Strangers, The Logical Song e Take The Long Way Home, il disco è rimasto a lungo in testa alle classifiche di mezzo mondo. Questa volta la premiata ditta Davies & Hodgson ha attinto da un certo heavy rock americano e da un pop brillante di matrice anglosassone, il tutto rivisitato in chiave progressive.

I brani sono uno più bello dell’altro, a partire dalla triade citata in precedenza. The Logical Song è stata e sarà sempre considerata il brano di punta di tutto il repertorio dei Supertramp, così come la festosa Goodbye Strangers e la malinconica Take The Long Way Home. Ci sono poi la stupenda Breakfast in America, con tanto di trombone, e la ballata pianistica Lord Is Mine. E ancora Gone Hollywood, Oh Darling e la mini suite Child Of Vision.

Sulla scia del clamore causato da Breakfast in America, il doppio live Paris, registrato naturalmente a Parigi nel novembre 1979, ha raggiunto la posizione numero 8 in America.

Il trionfale successo era difficilmente irripetibile, così negli anni seguenti la band è vissuta più che altro di rendita, patendo a causa di scompensi interni e di una stanca vena creativa.

Famous Last Words, datato 1982, è un documento di questo momento incerto, anche se ha venduto bene, grazie soprattutto al singolo It’s A Raining Again, un pezzo orecchiabile che non sarebbe sfigurato nella scaletta di Breakfast in America. A mio parere il pezzo più bello è la ballata in crescendo Don’t Leave Me Now. Quindi Crazy, Bonnie e il lento stile anni ’50 My Kind Of Lady.

Purtroppo questo disco è stato l’ultimo con Hodgson; il leader, infatti, poco tempo dopo ha deciso di abbandonare i compagni. Il magico equilibrio compositivo e strumentale si è così dissolto e i Supertramp hanno faticato non poco a riprendersi dal duro colpo.

Nel 1984 Hodgson ha esordito da solista con il buon Had A Dream, mentre gli ex compagni hanno risposto rilasciando Brother Where You Bound, lavoro orientato verso un sound più facile, dai vaghi accenti R&B, in cui spiccano il singolo Cannonball e i 16 minuti della title track, un pezzo sul tema della Guerra Fredda che ospita la chitarra di David Gilmour. Album e relativo video sono stati presentati alla stampa durante un lussuoso viaggio sull’Orient Express, da Parigi a Venezia.

Due anni più tardi ecco nei negozi Free As A Bird, che, nonostante la presenza di un produttore affermato quale Tom Lord Alge, conferma gli squilibri compositivi ormai presenti nella band. Il disco sonda una musicalità fortemente sintetizzata e ha in I’m Beggin’ You il suo brano di punta, che ha raggiunto la posizione numero uno nelle classifiche dance americane.

Il cambiamento di stile non è stato però ben accolto dai fans e lo stesso album ha raggiunto solo la posizione n° 93 nel Regno Unito e la 101 negli Stati Uniti, rompendo così una striscia consecutiva di sette top 100 nelle charts a stelle e strisce.

Il tour del 1988 ha dato spunto per Live ’88, disco che mostra una nuova dimensione dei Supertramp. L’organico è notevolmente ampliato e per la prima volta il sostituto di Hodgson, Mark Hart (già con i Crowded House), si è cimentato con il repertorio del suo illustre predecessore. Anche in questo caso, però, il successo non ha arriso al gruppo e la strada del declino è divenuta sempre più in discesa. A quel punto il gruppo si è sciolto.

Nel 1996 Davies riforma Supertramp insieme a Helliwell, Benberg e Hart, ma non Hodgson, che ha rifiutato. Il risultato è stato Some Things Never Change. Pubblicato nel marzo 1997, l’album ha provato a richiamare il vecchio suono dei Supertramp, ma non ha ottenuto buoni consensi, arrivando a toccare solamente la posizione n° 74 nel Regno Unito.

Nel 1999 i Supertramp hanno publicato il live It Was the Best of Times, seguito, nel 2002, dal nuovo lavoro da studio Slow Motion. Da notare che la canzone Goldrush è stata scritta all’inizio degli anni ’70, con la prima line-up dei Supertramp, ed è stata usata come brano d’apertura in tutti i loro spettacoli prima di Crime of the Century. La band aveva cercato di registrarla in diverse precedenti occasioni, ma ogni registrazione non era mai stata di loro gradimento.

Un altro tentativo di portare Hodgson di nuovo nel gruppo è fallito nel 2005. Quattro anni più tardi lo stesso Roger ha ribadito che non poteva più esserci alcuna riunione con i Supertramp.

Il 21 aprile 2010 è stato annunciato che alla fine dello stesso anno i Supertramp avrebbero eseguito 35 concerti. Le date sono state annunciate per i concerti in Germania, Portogallo, Paesi Bassi, Italia, Francia e altri paesi europei. Questo tour, chiamato “70-10“, è stato concepito per commemorare il 40 ° anniversario della prima uscita discografica del gruppo. Roger Hodgson, che non è stato incluso, ha intrapreso un suo tour personale in Australia, Nuova Zelanda, Sud America, Europa, Canada e Stati Uniti.

Nel 2011 sia Hodgson sia i Supertramp hanno eseguito due tour separati. Quando è stato chiesto se Roger sarebbe apparso in alcune delle date del gruppo, Davies ha risposto: “so che ci sono alcuni fans là fuori che vogliono che ciò accada. Cè stato un tempo in cui avevo sperato anch’io in questo. Ma il recente passato rende ciò impossibile. Per eseguire un grande spettacolo c’è bisogno di armonia, sia musicale che personale. Purtroppo questo tra di noi non esiste più e io preferirei non distruggere i ricordi dei tempi in cui l’armonia regnava tra di noi.”

Insomma, i Supertramp sono stati una band anomala nel panorama del rock. Non certo una meteora, ma neppura una di quelle che ha segnato indelebilmente la storia della musica. Mentre i primi lavori erano costituiti da un tradizionale progressive rock, la band ha goduto di un maggiore successo di pubblico e di critica quando ha iniziato a includere elementi più pop e radio-friendly, andando a vendere oltre 60 milioni di album. Molte, moltissime loro canzoni sono da considerarsi dei veri capolavori, che gli amanti della buona musica dovrebbero ascoltare e tenersi ben strette.


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