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Ma è vero che queste cose in Italia non possono accade?

01/mar/2006 12.08.27 stampa ccdu Contatta l'autore

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Va avanti il dibattito scientifico sulla validità dei "disturbi del comportamento e dell’apprendimento". Continua in particolare per l’ADHD (Disordine dell’Iperattività e Decifit dell’Attenzione), di cui non è mai stato dimostrato un effettivo squilibrio biochimico. Eppure sei milioni di bambini in America fanno uso di uno stimolante per curarlo.

Il Comitato Consultivo dell’FDA Statunitense per la Sicurezza e la Gestione del Rischio da Farmaci si riunirà il 9 febbraio, per valutare l’eventuale rischio cardiovascolare causato dai farmaci usati nel trattamento dell’ADHD. Decessi improvvisi e seri effetti collaterali (ipertensione e infarto del miocardio) sono stati segnalati tra i pazienti adulti e i bambini, in associazione con l’assunzione di farmaci per l’ADHD. (SCRIP World Pharmaceutical News - 16 gennaio 2006)

L'FDA ha proposto per questi prodotti specifici messaggi di avvertimento, conosciuti col nome di "Black Box Warning". Secondo il Comitato Sulla Sicurezza dei Farmaci e la Gestione del Rischio dell’FDA, le confezioni dei farmaci psicostimolanti per l’ADHD dovrebbero contenere un "Black Box" sul pericolo di morte improvvisa durante il trattamento. (SCRIP World Pharmaceutical News - 10 febbraio 2006)Le segnalazioni pervenute all’FDA sono aumentate nel corso degli ultimi anni col crescere dell’uso di questi farmaci. Negli USA, tra il 1999 ed il 2003, sono state riportate 28 morti tra pazienti che avevano assunto Adderall e 16 tra coloro che avevano assunto Ritalin. (Xagena News-27febbraio 2006).

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani da tempo sta lanciando l’allarme e sta cercando di fare breccia sul cliché così diffuso che "in Italia queste cose non possano mai accadere". Intanto 30.000 bambini sono già in cura psicofarmacologica (Ist. Mario Negri di Milano) e questionari epidemiologici sono stati distribuiti e compilati nelle scuole italiane (Progetto Prisma) ed altre iniziative similari continuano tutt’oggi; tutto questo dando via libera alle famose statistiche con cui i bambini vengono etichettati come malati dei vari disturbi di apprendimento, iperattività o dislessia, come ad esempio secondo il recente Convegno a Bressanone dal 19 al 22/1/06 sull’assistenza neuropsicologica nell'età evolutiva, secondo cui in Italia il 5%-8% dei bambini soffre di disturbi dell'apprendimento.

Riteniamo che non sia sufficiente la soluzione del nostro Ministero della Salute di utilizzare un registro di controllo per monitorare l’utilizzo di psicofarmaci per l’ADHD nei bambini (doc. Istituto Superiore di Sanità). Si tratta di diagnosi che risultano tutt’oggi oscure e si basano unicamente su questionari cui basta rispondere con un certo numero di risposte affermative perché il bambino sia etichettato.Anche un solo bambino morto a causa di questi trattamenti, dovrebbe mettere in allarme! Il nostro sistema di salute mentale ha il dovere di escludere ogni possibilità di abuso, frode o morte che possano derivare dai trattamenti psichiatrici o dall’uso di potenti psicofarmaci sui bambini. Dovrebbe invece promuove la ricerca di vere soluzioni, che peraltro esistono, e proteggere il diritto inalienabile di essere educati senza l’uso di psicofarmaci.

Il genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrico o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per esporre l’abuso o per maggiori informazioni: tel 02 36510685

e-mail: ccdu_italia@hotmail.com


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