Caserta. Cts: pièce tutta al femminile in via Ruggiero

I temi: la morte... Le sue innumerevoli

03/mar/2006 13.50.52 Maria Beatrice Crisci Contatta l'autore

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Piccolo Teatro C.T.S. - Centro Teatro Studio

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Caserta, venerdì 3 marzo 2006

Agli organi d’informazione

Comunicato stampa

Caserta. Cts: pièce tutta al femminile in via Ruggiero

Nono appuntamento con la stagione teatrale del Piccolo Teatro Cts di via Ruggiero a Caserta, un appuntamento con il teatro di prosa d'avanguardia.

“Nasi al cielo” è presentato dalla compagnia teatrale Pigrecoteatro. L'orario di inizio spettacolo è previsto con un'ora di anticipo rispetto agli orari consueti. Infatti l'appuntamento per domani sabato è alle ore 20 e domenica alle 19. In scena sul "Piccolo" Casertano ci saranno solo  attrici: Adriana Savastano, Angela Van Opejnen, Raffaela Erminio, Carla Manzo e Marina de Rogatis, che assieme a Maria Benoni ha curato anche la regia. Le immagini video sono a cura di Giulio Arcopinto.

Queste alcune note di regia.

I temi: la morte... Le sue innumerevoli declinazioni... Fine, distruzione, perdita, sparizione, paura, paralisi, distanza, censura, espulsione, ripetizione, eliminazione, clausura... Cinque attrici, cinque ombre, cinque figure in fuga verso la vita... Morte come rovescio. Paradosso del quotidiano. Imbarazzo, disagio, gaffe... Morte individuale e morte collettiva.

Le forme: alle azioni in scena si intrecciano e si sovrappongo immagini proiettate che dall'alto incombono sulle attrici e sugli spettatori. Figure di una leggerezza impalpabile e naif osservano a distanza il mondo disperatamente chiuso e ordinato che dà mostra di sé in basso, restituendo un universo fatto di solitudini inceppate, caotiche, nevrotiche e più o meno consapevolmente crudeli. Le immagini moltiplicano attraverso lo schermo il gioco di sguardi di cui è intessuto lo spettacolo chiamando in causa lo spettatore stesso. Il tempo dell'azione vive del contrappunto necessariamente ironico tra la "gravità" dei corpi in scena e la leggerezza colorata dei pixel.

Le azioni: in uno spazio ridotto e in un tempo frammentato, in una sorta di successione di dettagli cinematografici, assistiamo a una serie di morti minime. Abitudini e cose che finiscono senza un finale apparentemente eclatante. Pre-testo dello spettacolo è appunto la morte in questo tempo fatto di contraddizioni, di guerre e tentate tregue, di malesseri per le continue stragi che fanno morti e lasciano i vivi sospesi. Partendo da questa traccia, pesante, imbarazzante, tentiamo una difficile eppure necessaria elaborazione del lutto. Portiamo al parossismo l'orologio inceppato della comunicazione mediatica che spettacolarizza la morte e la violenza facendone pornografia.

Uno "spettacolo" sulla morte che non vuole "dare spettacolo" di sé. Respiriamo questa contraddizione in una  partitura che prova a mettere in scena la paura di morire per vincere la paura della vita. Dal  materiale imprevedibile dell'improvvisazione e dalla ricerca delle singole immagini e dalle atmosfere appaiono figure e tableau differenti. Micro partiture che s'intrecciano come fili di materiale diverso e formano un unico tessuto. I tableau sono le singole partiture "inquadrate", ognuna delle quali entrerà a far parte della composizione dell'intera pièce. Si tratta di  tableau statici e tableau dinamici, i primi sono composti dalle immagini dei corpi come materiale essenzialmente visivo e sonoro, i secondi sono partiture più complesse per corpi, voci, suoni e altro. Un segno teatrale fortemente affine al cinema povero, sobrio, ridotto all'osso, al minimalismo essenziale di una  punteggiatura, il  buio e la  luce. Non personaggi, ma  figure. In piedi, sedute, in movimento, nel respiro o nelle voci, in sguardi spesso "imbarazzati" trattengono i loro corpi dentro il cappottino "buono" della  loro esistenza. Ospiti occasionali, gente che passa, partecipa  formalmente agli eventi straordinari ed ordinari della vita e della morte. Figure latitanti, invisibili. Vivi e morti. Feriti e sani. Cecchini e bersagli. Parenti e vittime. Lapidi e tombe. Cimiteri e becchini. Cordogli  e suffragi. Con o senza  morto. Traslocatori e pacchi, , cumuli, macerie... Escono di casa come un giorno qualunque e subito dopo... non ci sono più. Appaiono e scompaiono in tanti e da soli... come la gente qualunque o come nessuno, senza identità o fissa dimora. E come quando si muore. Così muta il corso delle cose... "Ridono", nasi al cielo!

 

 Con preghiera di cortese pubblicazione e radio-tele-web-diffusione. I giornalisti che volessero partecipare alla manifestazione, richiedere ulteriori foto in formato jpeg o contattare l’ufficio stampa per ogni altra informazione possono rispondere a questa e-mail. Infoline: 340.7263581.

 

Cts Comunicazione

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