Caserta, Cerreto presenta il suo libro sui marchi

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23/mar/2012 11.28.37 Ferdinando Palumbo - Ugl Campania Contatta l'autore

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Nell’ambito della rassegna “Visione di donna tra erotismo e pensiero” in corso di svolgimento presso la Wi Free Gallery di Piazza Vanvitelli nella città di Caserta, si è svolta nella giornata di ieri una tavola rotonda sui temi dell’agroalimentare, che ha visto nella presentazione del libro "La tutela delle Dop e delle Igp" e nella discussione che ne è seguita i momenti di maggiore interesse. Gli ospiti intervenuti alla manifestazione hanno a lungo dibattuto sugli argomenti trattati nel volume scritto da Laura La Torre e Marco Cerreto che ripercorre in chiave tecnica la storia e le radici enogastronomiche dei territori italiani. “I prodotti tipici rappresentano la vera opportunità che il nostro paese ha di interpretare la globalizzazione” ha argomentato Cerreto “I marchi che garantiscono unicità, originalità ed irripetibilità sono tutelati da appositi consorzi che impongono precisi disciplinari ed impediscono le delocalizzazioni. E’ per questi motivi” ha aggiunto “che possiamo proporci con qualità sui mercati internazionali restando legati alle caratteristiche dei nostri territori”. A seguire Francesco Netti, biotecnologo alimentare, che ha rappresentato la necessità di seria una formazione in materia che consenta agli addetti ai lavori di rappresentare con professionalità il made in Italy enogastronomico nel mondo.  Conclusioni affidate al Segretario regionale del settore Agrialimentare della Ugl Campania Ferdinando Palumbo; “In tema di agroalimentare è oggi determinante coniugare lo sviluppo economico con la salvaguardia dei territori” ha commentato il sindacalista. “Troppe volte si rischia di investire in attività che non hanno nulla a che fare con un dato territorio e che apportano una ricaduta occupazionale pari od inferiore a quella che cancellano. Mi piacerebbe che nella patria delle eccellenze alimentari, l’industria di trasformazione rappresentasse il primo settore manifatturiero e gradirei che alcune normative europee non ci piovessero tragicamente addosso come nel caso della vinicoltura o della pesca”.

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