Viaggio alla scoperta di Barbados, perla dei Caraibi

Barbados, la più orientale delle isole caraibiche, è un'isola corallina, situata ai confini fra i Caraibi e l'Oceano Atlantico, un po' defilata rispetto all'arco delle Antille.

Persone Silvia Turrini, Israel Synagogue, John Powell, Pedro A. Campos
Luoghi National Heroes Square, Europa, Mar dei Caraibi, Oceano Atlantico, Inghilterra, Barbados, Arcipelago delle Antille, Jamestown, Bridgetown, Carlisle, Christ Church, Tsagaan-Ovoo
Argomenti economia, storia, agricoltura, diritto

10/apr/2012 10.19.19 Blog Network Contatta l'autore

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Barbados, la più orientale delle isole caraibiche, è un’isola corallina, situata ai confini fra i Caraibi e l’Oceano Atlantico, un po’ defilata rispetto all’arco delle Antille. A est di Barbados, chiamata la “Piccola Inghilterra” dei Caraibi, si stende l’infinito orizzonte dell’Atlantico che bagna una costa selvaggia e dai profili frastagliati, mentre a ovest il Mar dei Caraibi, dalle acqua calme, incontra spiagge sabbiose accoccolate fra baie tranquille.

L’isola ha la forma che ricorda quella di un frutto esotico e misura circa 34 km di lunghezza e 22 di larghezza. Il suo territorio è composto prevalentemente di roccia sedimentaria coperta da strati corallini che permettono all’acqua di penetrare creando torrenti sotterranei, sorgenti e grotte. La superficie dell’isola è piatta, leggermente collinare all’interno e verso la costa est. Il punto più alto è il monte Hillaby (340 m).

Il nome di Barbados fu coniato nel 1536 dall’esploratore portoghese Pedro A. Campos che si ispirò agli alberi da ficus che crescevano sull’isola. Questi hanno lunghe radici aeree simili a barbe da cui il nome Los Barbados (i barbuti). Nel 1625, dopo che portoghesi e spagnoli l’avevano abbandonata perché priva di interessi economici e commerciali, sbarcò sull’isola di Barbados il capitano inglese John Powell che la dichiarò territorio inglese e vi si stabilì fondando Jamestown (l’attuale Holetown). Il capitano la trovò deserta e ricoperta di foreste che ben presto furono distrutte per lasciare spazio alle piantagioni di canna da zucchero a seguito della sempre crescente domanda di zucchero proveniente dall’Europa. Ne nacque subito una fiorente economia basata sul lavoro di braccianti provenienti dall’Inghilterra ma presto la forza lavoro non bastò più, il popolo nativo, gli Arawak, infatti si estinse in breve tempo: iniziò così il periodo della schiavitù, più di 600mila africani furono portati a Barbados per lavorare nelle piantagioni.
La schiavitù fu abolita solo nel 1834 ma l’isola continuò a basarsi sulla coltivazione della canna da zucchero e sul lavoro degli ex schiavi divenuti dipendenti dei proprietari terrieri bianchi. Solo alla metà del XIX secolo, l’economia coloniale cominciò il suo declino e negli anni 30 del Novecento cominciarono le prime lotte sindacali e gli scontri fra lavoratori e coloni che avrebbero aperto la via all’indipendenza. Gli inglesi la concessero il 30 novembre 1966. Barbados è l’unica isola dei Caraibi che ha subito il dominio di un solo stato coloniale europeo, l’Inghilterra, che l’ha dominata per trecento anni.

Barbados non ha conosciuto guerre ma piuttosto una certa stabilità sociale: si tratta infatti della terza democrazia della storia con un parlamento nato nel 1639. Ancora oggi i bajan (gli abitanti di Barbados), godono delle condizioni socio economiche migliori di tutte le isole delle Antille.

Molte sono ancora oggi le tracce del passato, i monumenti storici e le case coloniali tutti da scoprire con itinerari ad hoc proposti dal Barbados National Trust, l’organizzazione nata nel 1961 per la conservazione e la promozione dei siti storici dell’isola

Barbados è divisa in undici distretti: St Lucy, St Peter, St Andrew, St James, St Joseph, St Thomas, St John, St Michael, St George, Christ Church, St Philip.

La capitale, Bridgetown, sorge presso la bella Carlisle bay, nell’angolo sud ovest dell’isola. Con i suoi circa 80mila abitanti (metà degli abitanti di Barbados), Bridgetown è una città moderna e funzionale ma conserva ancora alcuni edifici coloniali e stradine secondarie ricche di rum shop e chattel house. Vale una visita il Barbados museum, che, all’interno di una prigione militare del XIX secolo, ospita oggi una suggestiva esposizione che racconta la storia dell’isola e dell’epoca coloniale, la coltivazione della canna da zucchero e il periodo della schiavitù. Bridgetown è anche la sede della seconda più antica sinagoga dell’emisfero occidentale, la Nidhe Israel Synagogue. Al centro della città sorge la National Heroes Square che, insieme ad altre vie pedonali e parchi pubblici invitano a rilassanti passeggiate, anche all’insegna dello shopping grazie alla presenza di numerosi duty free, negozi di artigianato, piccoli mercati.

Le altre principali città dell’isola sono Holetown, la più antica, dove sbarcarono i primi inglesi nel 1627, e Speighstown, porto fiorente e principale rotta di navigazione per l’Inghilterra all’epoca delle coltivazione della canna da zucchero.

Il clima a Barbados è ideale tutto l’anno con temperature fra i 21° e i 28° nel periodo più secco (da gennaio a maggio), dai 23° ai 30° nel periodo più umido e un totale di tremila ore di sole all’anno. Barbados è l’isola più orientale delle Antille, e proprio grazie alla sua posizione privilegiata, fra il mar dei Caraibi e l’oceano Atlantico, gode di un ottimo clima anche in estate.

Informazioni turistiche fornite da Silvia Turrini di CartOrange


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