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04/mag/2003 02.48.52 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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museo cinema M.I.C.S. Roma
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RIPORTIAMO IMPORTANTE DOCUMENTO

Prometheus Quindicinale di informazione culturaleDirettore
responsabile: Gianfranco Restivo Anno II. N. 38 - lunedì 11 novembre 2002


Il Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo: un patrimonio da
salvaredi Francesco Cicerone

Un tesoro unico e straordinario, d'inestimabile valore, riconosciuto e
stimato nel mondo, considerato rara memoria storica e collettiva: è il
preziosissimo patrimonio che custodisce il Museo Internazionale del Cinema
e dello Spettacolo (M.I.C.S.), fondato a Roma nel 1959. Frutto
dell'iniziativa privata dello storico, filosofo e idealista "puro", Josè
Pantieri, questa istituzione culturale è ora, dopo ben quarant'anni
(finalmente), visitabile ed aperta alla collettività grazie anche alla
struttura di ben 1500 mq, in via Portuense 101 (a Porta Portese) nel
centro della capitale. Tutto bene direte. Non è proprio così. Raggiunta
una certa stabilità, dopo mille e più sacrifici di singoli privati, invece
il MICS rischia di morire per cause che appaiono poco chiare e per nulla
condivisibili. Il Comune di Roma, spesso sensibile alla cultura, ha
invece - in questo caso - svenduto ad una società immobiliare, l'enorme
complesso di Via Portuense-Via Bettoni. Quest'atto dovrebbe determinare il
trasloco dell'intera struttura e dell'inestimabile ricchezza: e
l'intimazione di sgombero ("avverrà anche con la forza, se necessario", si
legge nell'ordinanza) del comune non si è fatta certo attendere. La
comunicazione è pervenuta al Museo, ben il 5 luglio scorso. Da allora
nessuno s'è premurato di fornire valide sedi alternative (non è certo tale
quella proposta dal comune, dell'ex autoparco dei vigili, infestato
dall'amianto) e non si è mai preso in considerazione, seriamente, il fatto
che non si tratterebbe di un semplice trasloco o di semplici
suppellettili. Un trasferimento della struttura insomma potrebbe
determinare danni irreparabili e renderebbe impossibile - forse per anni -
la fruizione di questo singolare ed importante ambiente e della sua
immensa memoria storica. Oltre a cineprese, proiettori, cimeli e costumi
d'epoca, il museo ospita una cineteca con cinquemila film rari del periodo
del "muto", un emeroteca, una fototeca (due milioni di foto) con
dagherrotipi dal 1950, una biblioteca. Ma anche reperti teatrali, oggetti
del circo, di musica, della radio. È per questo, per la sua tutela, che si
alza il grido di allarme e di denuncia, in maniera del tutto naturale, da
parte innanzitutto dello stesso direttore. A questo subito si sono unite
le voci e l'impegno di molti altri uomini di cultura, parecchie
associazioni come l'AKKUARIA, l'Unione Europea Giudici Scrittori,
l'Antiarte 2000, l'Adramelek Theater, l'Artistika, etc…). Per ciò che
rappresenta nel mondo della cultura, per la stabilità e per l'efficienza
locativa (appena raggiunta), crediamo e diciamo che il MICS non deve
essere trasferito (almeno a queste condizioni) ed inoltre invitiamo tutti
ad unirsi al movimento d'opinione, a quest'onda dissenziente, altresì
propositiva, che sta nascendo intorno: questo caso dimostra - insieme a
tanti altri - sempre più, che nel nostro Bel Paese, vige oramai la
supremazia dell'economia sulla cultura e sull'arte. C'è da riflettere se,
in seguito alla vicenda, il giudice drammaturgo Gennaro Francione ha
elaborato la bozza della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'ARTE
(DUDDA) cui hanno già aderito tutti i membri del Comitato di Difesa del
Museo del Cinema di Roma. È possibile sottoscrivere la Carta già dall'11
novembre 2002, giorno dell' assemblea (di molti uomini di cultura e
associazioni, sul da farsi) tenuta presso il Museo del Cinema di Roma Via
Portuense 101. È quindi più che lecito chiedersi - e viene davvero da
pensare - se sia possibile spostare un patrimonio così pregiato ed immenso
senza aver prima determinato e stabilito il come, il quando, il dove o
affermato il perché. LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'ARTE è
pubblicata - Preambolo: - considerato che ogni creativo ha i propri
diritti;- considerato che il primato dell'arte e della cultura
sull'economia rende la tutela del diritto all'arte e al sapere dell'uomo
prioritaria di fronte ad ogni altro interesse materiale ed economico;-
considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto
alla creatività e al sapere, fondato su Liberté, Egalité, Fraternité,
costituisce il fondamento della coesistenza della vita nel Mondo; -
considerato che un concreto diritto di accesso all'arte e alla cultura -
inteso in rafforzativo quale diritto a non essere esclusi - è fondamentale
per l'elevazione dell'Uomo, il che si realizza sostituendo l'attuale
modello gerarchico a Piramide della società con la nuova struttura Sferica
di platonica memoria;- considerato che all'autore dell'opera, portavoce
del sapere e dell'arte espresse in nome dell'Uomo in Grande, va
riconosciuto il diritto morale d'autore e solo un limitato diritto di
sfruttamento commerciale, ciò al fine di conciliare la creatività
individuale col diritto economico e morale di ciascuno di usufruire della
sua opera;- considerato che la primarietà dell'arte sull'economia comporta
l'affermazione di un diritto incondizionato all'espressione e
all'informazione senza che alcuna censura possa essere praticata;-
considerato in particolare che l'educazione alla creatività e al sapere è
il fondamento della disciplina della nuova infanzia affinché impari a
osservare, a comprendere, a rispettare e amare il Mondo in uno spirito di
libera eguaglianza, gratuità e solidarietà delle opere;- considerato,
infine, che l'Utopia del Nuovo Mondo è realizzabile soprattutto attraverso
Internet e va coltivata sostituendo al modello dell'Uomo Burocrate la
figura dell'Uomo Artista. Chi volesse avere informazioni sulle attività
del MICS, o anche esprimere la propria solidarietà, ecco alcuni
riferimenti : MICS, Via Portuense 101, 00153 Roma, Tel. 06-3700266

e-mail ^mics@email.it^
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