Prima edizione Biennale danza e Italia - Teatro Rossini, Pesaro

22/mar/2006 12.21.44 media_round Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Gianna Volpi Comunicazione: 06 58331126 - 338 6425492

 

BIENNALE DANZA E ITALIA

Pesaro: 27, 28, 29, 30 aprile 2006

 

 

Patrocinio: Comitato Internazionale della Danza (ITI - UNESCO)

Enti sostenitori: Comune di Pesaro - Provincia di Pesaro Urbino - Regione Marche

Partner: Fondazione Nazionale della Danza - Aterballetto, Reggio Emilia - Centre Chorégraphique National Ballet Biarritz, Biarritz, Francia -  Festival Le Temps d’Aimer, Biarritz, Francia -

Dantzaz, San Sebastian, Spagna - Dance Week Festival, Zagabria, Croazia

In collaborazione con: Federdanza/AGIS

Con la partecipazione di:

The Dance Centre, Vancouver, Canada -  Belgrad Dance Festival, Belgrado, Serbia Montenegro

Con il sostegno di: Banca Marche

Organizzatore: Centro Ricerca Arti Sceniche Contemporanee, Pesaro

 

 

 

 

Coreografi, danzatori, direttori di festival e di teatri, esperti e giornalisti del settore, provenienti da gran parte dei paesi europei, ma anche dal Canada e dal Bacino Mediterraneo  si sono dati appuntamento dal 27 al 30 aprile a Pesaro per la prima edizione della BIENNALE DANZA E ITALIA, una manifestazione ideata e organizzata da Antonio Cioffi, con la direzione artistica di Luciano Cannito,  che ha come madrina Viviana Durante. Con i temi di un Convegno a tutto tondo, la vetrina internazionale di nuova coreografia della prima edizione del Premio Guglielmo Ebreo, stage, seminari, incontri, la celebrazione della Giornata Mondiale della Danza e le serate di gala, questa manifestazione si presenta come uno dei più importanti appuntamenti di analisi dello stato della danza italiana ed  europea degli ultimi tempi.

 

La funzione della danza nella cultura e nella crescita sociale, la situazione della critica e dell’informazione, le problematiche legate alla produzione, alla distribuzione e alla formazione, i cambiamenti relativi alla Riforma Moratti, la situazione delle scuole e il confronto con le grandi istituzioni europee saranno analizzate nel Convegno dal titolo Il futuro in ballo - Produzione, Distribuzione e Formazione che si svolgerà dal 28 al 30 aprile (Palazzo Gradari, Pesaro) con la partecipazione di operatori, esperti e giornalisti internazionali del settore.

27/30 Aprile 2006

Teatro Rossini, Pesaro

Enti Patrocinanti:

Comune di Pesaro

Provincia di Pesaro e Urbino

Regione Marche

Sponsor Ufficiale:

Banca Marche

L’obiettivo del convegno - organizzato in collaborazione con Federdanza / AGIS - è quello di stimolare una riflessione globale e critica sulla situazione della danza e dello spettacolo in Italia, in rapporto anche a quanto succede in altri paesi europei. Riflessioni che si terranno alla luce della finanziaria varata dal Governo e considerando il ruolo delle Regioni nel sostenere la cultura, risorsa fondamentale ed insostituibile per la crescita sociale e civile di una popolazione. La cultura può essere considerata un bene economico capace di generare ricchezza per il territorio? Docenti ed economisti risponderanno a questo e ad altri quesiti.

Compito specifico del convegno sarà quello di arrivare ad un documento finale da sottoporre al Governo, che sarà soprattutto propositivo, poiché indicherà possibili soluzioni o miglioramenti per il settore dello spettacolo e, in particolare, della danza.

 

Le tendenze, la ricerca di nuovi linguaggi, il confronto di nuovi talenti della coreografia sono gli argomenti analizzati da una giuria composta da coreografi, direttori di festival internazionali, da critici e da pubblico, riuniti per il Premio Guglielmo Ebreo, il grande coreografo pesarese, nato nel XV secolo, che lavorò alle corti degli Sforza, dei Montefeltro e degli Estensi, precursore e  promotore dell’arte coreutica al quale si deve uno dei più importanti e antichi trattati di coreografia esistenti. Le fasi del premio si svolgeranno il 27-28 aprile (semifinali),  29 aprile (International Dance Day) finale aperta al pubblico, nella quale saranno presentati gli 8 lavori vincitori e consegnati i premi. Il Premio Guglielmo Ebreo è suddiviso in: Premio per la ricerca, premio in denaro, attribuito ad una composizione coreografica particolarmente innovativa; Premio per la produzione, il coreografo sarà invitato a creare una coreografia per l’Aterballetto, con premio in denaro aggiuntivo del Centro Ricerca Arti Sceniche Contemporanee, Premio per la residenza e la distribuzione: il vincitore sarà invitato dai centri europei, partners della manifestazione, con aggiunta di un premio in denaro da parte del Centro Ricerca Arti Sceniche Contemporanee;  altri premi speciali in denaro saranno assegnati  dalla Critica internazionale (Giuria indipendente)  e dal pubblico.

 

La manifestazione è anche accompagnata da incontri, seminari e master class su vari argomenti (Palazzo Gradari, Pesaro): dall’eredità di Guglielmo Ebreo e dalla regia nella coreografia al fund-raising degli enti no-profit, dalla comunicazione del settore alle testimonianze dirette di studiosi, coreografie e danzatori, l’universo danza sarà analizzato in ogni sua tematica.

 

Il 30 aprile la prima edizione di Biennale Danza e Italia chiuderà con una grande serata di Gala con la partecipazione di étoiles internazionali della danza classica e contemporanea, tra cui
Eric Vu An, Vladimir Derevianko, Johan Kobborg, Alina Cojocaru, Alessio Carbone, Talia Paz, Ma Cong, Daniela Buson, Belén Lopez, Aterballetto, Ballet Biarritz.

 

 

Credo che sia più che mai urgente, oggi che la cultura attraversa una profonda crisi - e non solo per i tagli imposti dalla finanziaria - dice l’ideatore della manifestazione Antonio Cioffi, membro del Consiglio Internazionale della Danza CID-UNESCO -  fare il punto sulla situazione e trovare possibili soluzioni. L’urgenza non è solo del settore dello spettacolo, ma di tutta la cultura e quindi della stessa società italiana. Forse di tutto l’Occidente. I motivi vanno cercati lontano e dentro di noi. Non per ultimo, nella crisi di identità delle giovani generazioni, nella loro difficoltà a ritrovarsi nello scarto che esiste tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra patrimonio storico culturale e progresso, tra costume e culto del no limits. Fatto sta che la nostra è una crisi dei valori a 360 gradi. Il consumismo estremo nel quale viviamo stride con il patrimonio genetico dei valori che abbiamo dentro. La banalizzazione dei nostri modelli etici e culturali fa i conti con i nuovi fondamentalismi, con modelli estremi che non lasciano spazio al dialogo pacifico tra mondi diversi, dove la parola cultura non è più declinabile al plurale. Forse, ancora una volta, bisogna ricominciare dalle basi, dalla scuola. Bisogna alfabetizzare i giovani con l’arte - come dice Jack Lang - per non morire nella mediocrità, poiché una società capace di ridisegnare in modo creativo la propria quotidianità, è una società viva, piena di interessi e di voglia di esistere che non genera integralismi e violenza. L’idea, dunque, di alfabetizzare i giovani attraverso l’arte, cioè di costruire il loro futuro non solo sulle conoscenze tecnologiche, ma in primo luogo sulle conoscenze umanistiche, dove l’individuo possa trovare spazio anche fuori dagli ambienti virtuali e dai paradisi artificiali, dove egli possa essere protagonista della sua vita utilizzando la sua capacità creativa e la sua fantasia, riscoprendo il significato della bellezza e della poesia, è una prospettiva affascinante che, credo, valga la pena di essere percorsa. Con questi stimoli e in considerazione dell’interesse che l’attività della danza sta riscuotendo nelle Marche - una regione in pieno fermento, ricca di storia e tradizioni, con più di 100 teatri ristrutturati - dove oltre 15.000 allievi frequentano corsi di danza, ho immaginato che il territorio marchigiano potesse essere lo scenario giusto per accogliere una grande manifestazione di danza condivisa dalle istituzioni e dal territorio, che desse un segnale forte e chiaro, in controtendenza, dove fosse possibile confrontarsi sui concetti base del nostro intendere la cultura e l’arte della danza e che diventasse una opportunità di crescita per gli artisti e per il pubblico.

Ho lavorato sul principio di apertura e di arricchimento attraverso il confronto e la condivisione di progetti e di competenze. Ho voluto allargare il panorama ad altre esperienze e ad altri paesi, parlare sì della situazione italiana, ma tenendo presente quello che succede altrove nel mondo, creando un tavolo di lavoro che potesse fornire un quadro preciso e che fosse principalmente propositivo. Su questi presupposti ha preso forma la Biennale Danza e Italia”.

 

___________________________________________________________________________

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra i partecipanti al Convegno (in ordine alfabetico):

 

Raimondo Arcolai, coordinatore nazionale ANART, Associazione Nazionale Attività Regionali Teatrali

Luca Bartolucci assessore alla Cultura, Comune di Pesaro

Francesca Bernabini, direttore responsabile Danza Sì

Filgi Claverie, direttore Festival Le Temps d’Aimer

Federico Grilli, presidente Federdanza/AGIS

Georgette Gebara, segretaria del CID ITI-UNESCO

Aja Jung, direttrice Belgrad Dance Festival e presidente CID-UNESCO di Serbia Montenegro

Yves Kordian, coordinatore Progetto Transfrontaliero Paesi Baschi-Aquitaine

Patsy Kuppe, ex direttrice Ballet de Zaragoza

Thierry Malandain, coreografo, direttore Centre de Chorègraphie National Ballet Biarritz

Velia Papa, Festival In teatro Polverigi

Pierpaoli Pascali, coordinatore settore danza AGIS

Rosanna Pasi, presidente FNASD Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza

Carmela Piccione, membro della Consulta della Danza presso il MBAC

Paulo Ribeiro, coreografo, direttore Ballet Gulbenkian

Simonetta Romagna, assessore alla Cultura Provincia Pesaro Urbino

Barbara Sparti, membro del Gruppo di Isteocoreologia - ICTM International Council of Traditional Music

Gino Troli, presidente AMAT, Associazione Marchigiana Attività Teatrali

Mirna Zagar, direttrice Zagreb Dance Week Festival e direttrice The Dance Centre di Vancouver

 

 

 

Giuria Premio Guglielmo Ebreo:

 

Luciano Cannito (presidente della giuria), coreografo, direttore Biennale Danza e Italia

Mauro Bigonzetti, coreografo, direttore Aterballetto

Filgi Claverie, direttore Festival Le Temps d’Aimer

Elixabete Garmendia, presidente Dantzaz, San Sebastian

Thierry Malandain, coreografo, direttore Centre Chorègraphique National Ballet Biarritz, Biarritz

Mirna Zagar, direttrice Dance Week Festival, Zagabria

 

 

Giuria dei Critici

In via di definizione

 

________________________________________________________________________________

 

CALENDARIO

 

27 APRILE  (Teatro Rossini) Semifinali Premio Guglielmo Ebreo (riservate alla Giuria)

 

28 APRILE  (Palazzo Gradari) dalle ore 10,00 alle ore 19 Convegno

                   (Teatro Rossini) Semifinali Premio Guglielmo Ebreo (riservate alla Giuria)

 

29 APRILE (Palazzo Gradari) dalle ore 9,30 alle ore 19 Convegno

                   (Teatro Rossini)  ore 21 Serata per l’International Dance Day

                   con Finale Premio Guglielmo   Ebreo e PREMIAZIONE

 

 

30 APRILE  (Palazzo Gradari) dalle ore 9,30 alle ore 16 Convegno

                   (Teatro Rossini)  ore 21 Gala

 

 

dal 28 al 30  APRILE (in luoghi in via di definizione) Incontri, seminari, master class

Con la partecipazione di danzatori, esperti e critici tra cui : Vittoria Ottolenghi, Viviana Durante, Vladimir Derevianko

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl