Lettera al MInistro Riccardi e 5x1000 alla Rete dei Comuni Solidali

Buongiorno, inviamo in allegato e di seguito la lettera che l'associazione Rete dei Comuni Solidali ha scritto al Ministro Riccardi per denunciare il ritardo di 8 mesi nell'erogazione dei fondi della Protezione Civile per l'accoglienza dei rifugiati e ci che questo ritardo sta causando nei due piccoli comuni calabresi di Riace (Reggio Calabria) e Acquaformosa (Cosenza).

Persone Lorenzo Sola, Wim Wenders, Andrea Riccardi Ministero, Gigi Piga, Andrea Riccardi
Luoghi Terzo Mondo, Italia, Africa, Libia, Gent, Riace, Acquaformosa, Locride, provincia di Reggio Calabria, provincia di Cosenza
Organizzazioni RE.CO.SOL., Anthropos, ACNUR, 'ndrangheta, UNHCR, Rete
Argomenti diritto, politica, istituzioni, economia

03/mag/2012 13.04.28 Re.Co.Sol. Contatta l'autore

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Buongiorno,
inviamo in allegato e di seguito la lettera che l'associazione Rete dei Comuni Solidali ha scritto al Ministro Riccardi per denunciare il ritardo di 8 mesi nell'erogazione dei fondi della Protezione Civile per l'accoglienza dei rifugiati e ci che questo ritardo sta causando nei due piccoli comuni calabresi di Riace (Reggio Calabria) e Acquaformosa (Cosenza).

Cogliamo l'occasione per comunicarvi anche che possibile destinare il 5x1000 alla Rete dei Comuni Solidali inviandovi informazioni a rigurdo.

Auspicando che possiate darci un aiuto a diffondere queste informazioni vi invaimo i nostri pi cari saluti.

per la Rete dei Comuni Solidali
l'addetto stampa
Gigi Piga
cell. 3480420650
email. press@comunisolidali.org



LETTERA AL MINISTRO ANDREA RICCARDI

Alla cortese attenzione del Ministro Andrea Riccardi
Ministero per la Cooperazione internazionale e integrazione



Gent. Ministro Andrea Riccardi,

Ci permettiamo di segnalare con grande urgenza e preoccupazione la situazione che si sta creando in alcuni centri della Calabria: Comune di Acquaformosa, in provincia di Cosenza e il Comune di Riace in provincia di Reggio Calabria (entrambi aderenti a Recosol), comuni che da anni si occupano dell’accoglienza migranti con progetti dello Sprar e in seguito all’emergenza nord Africa progetti seguiti dalla Protezione Civile.

In particolare nel piccolo comune di Riace che ospita 120 rifugiati i fondi della protezione civile per l’accoglienza dei rifugiati hanno raggiunto il ritardo di otto mesi. Anche se ritardi nel trasferimento dei fondi per l’accoglienza sono sempre stati frequenti, una situazione come quella attuale non si mai verificata.. I ritardi stanno mettendo a serio rischio la serena convivenza, fino a creare una grave emergenza di convivenza civile dovuta al rifiuto da parte dei fornitori storici di generi di prima necessit (alimentari, farmacie ecc.) di continuare a far credito.

Come lei certamente sapr, Riace negli anni stato preso a modello come “progetto pilota” per la straordinaria capacit di trasformare un territorio difficile come la Locride in un esempio conosciuto in tutta Italia e anche all’estero (tanto da suscitare l’interesse del regista Wim Wenders e far diventare il paese protagonista del cortometraggio “Il Volo”). Oggi questa esperienza, sottoposta ad una pressione intollerabile, rischia concretamente di esplodere.

I sindaci dei comuni di Acquaformosa e di Riace evidenziano altres tempi eccessivamente lunghi per le convocazioni dei richiedenti asilo presso le commissioni territoriali incaricate di esaminare la domanda, giungendo fino ad un anno di attesa dopo l’arrivo in Italia, quando la legge (D.Lgs 25/08) prevede che l’audizione si debba svolgere in tempi brevi e comunque non superiori a tre mesi dalla richiesta di asilo.

Gli stessi Sindaci evidenziano con preoccupazione come quasi il 70% delle domande vengono respinte senza neppure vedere riconosciute le esigenze di protezione umanitaria. Si tratta di un approccio ingiustificatamente restrittivo che non considera in modo adeguato che gli attuali profughi dalla Libia sono fuggiti da una guerra ( talvolta imbarcati con la forza dalle milizie di Gheddafi) nel corso della quale hanno subito gravi traumi, e a seguito della quale hanno persone tutto. Il rientro nei paesi di origine per la maggior parte di loro non possibile a causa dell’assenza di legami famigliari, sociali ed economici con paesi lasciati molti anni fa (e per molti, in giovanissima et, persino minorenni). Si tratta di persone che vanno tutelate e nei cui confronti va assolutamente evitato che possano trovarsi allo sbando nel territorio nazionale, privi di accoglienza e di regolare titolarit di soggiorno. Ne conseguirebbero gravi fenomeni di tensione sociale.

In particolare la Calabria una regione ad alto rischio di criminalit: negando una protezione internazionale o umanitaria agli attuali richiedenti asilo, le stesse persone che l’Italia ha accolto, costrette a sopravvivere in qualche modo, verrebbero facilmente prese nelle file della “mano d’opera” della ‘ndrangheta alimentando la zona d’ombra del lavoro illegale.

I sindaci dei comuni di Acquaformosa e il comune di Riace, e la Rete dei Comuni Solidali che rappresenta trecento comuni in tutta Italia, si uniscono pertanto alla pressante richiesta avanzata al Governo Italiano dal Tavolo Asilo, coordinato dall’ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), che unisce i principali enti di tutela italiani. Il Tavolo, con voce unanime, in data 12 marzo 2012 ha chiesto con una nota pubblica rivolta all’Esecutivo “di valutare l’opportunit di una pi ampia attuazione delle norme vigenti in materia di protezione umanitaria che permetterebbe di rilasciare un permesso di soggiorno alla maggior parte delle persone arrivate dalla Libia e la concessione di un permesso di soggiorno a titolo temporaneo a quanti non hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale, n la protezione umanitaria”.

Per il coordinamento Recosol il legale rappresentante
Lorenzo Sola


comunicato stampa
possibile destinare il 5x1000
alle associazioni Rete dei Comuni Solidali e Anthropos

- indicando il Codice Fiscale 95003490828 -

Per un sostegno alla cooperazione decentrata a due associazioni che da 10 anni si impegnano a promuovere progetti di solidariet


possibile versare la quota del 5x1000 dell’imposta sul reddito delle persone fisiche alle associazione RE.CO.SOL. – Rete dei Comuni Solidali e Anthropos apponendo la firma in uno dei appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione e indicando il codice fiscale 95003490828.

Spesso si fa confusione tra 5x1000 e 8x1000, due strumenti che in realt sono diversi e percorribili contemporaneamente dal cittadino. Mentre il primo un meccanismo per sostenere le attivit dei protagonisti del Terzo Settore, il secondo a favore delle diverse confessioni religiose.
Quindi possibile firmare per destinare l'8x1000, per esempio, alla Chiesa Valdese o alla Chiesa Cattolica e contemporaneamente il 5x1000 a RE.CO.SOL. o altre associazioni.

Un sostegno a RE.CO.SOL. e Anthropos potrebbe permettere a numerosi COMUNI di continuare a sostenere progetti di cooperazione decentrata; un sostegno al volontariato e ad organizzazioni non lucrative di utilit sociale e di promozione sociale che sperano nei settori di cui all’art. 10, c 1 - del D.l.gs n 460 del 1997


RE.CO.SOL. - RETE DEI COMUNI SOLIDALI www.comunisolidali.org una associazione che attualmente conta 279 associati fra Comuni e Province in tutta Italia, che insieme realizzano principalmente progetti di cooperazione decentrata in paesi in via di sviluppo ma anche iniziative nel territorio italiano atte a sensibilizzare le persone su uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e sulla necessit di una vera integrazione culturale degli immigrati.
Il progetto nato nel 2003 per volont di alcuni amministratori piemontesi continua a trovare consensi e adesioni in molti comuni di tutto il territorio nazionale a testimonianza che sta crescendo la sensibilit e la convinzione di molti amministratori locali sulla necessit di liberare i Comuni dalla ormai vecchia concezione di luoghi adatti a svolgere semplicemente l’ordinaria amministrazione, burocratica, fredda ed autoreferenziale.
La Rete nata sulla convinzione che aiutando concretamente il Terzo Mondo si aiutano le prossime generazioni a vivere in un mondo con meno differenze sociali ed economiche.

La Rete dei Comuni Solidali attiva anche nel promuovere sul territorio nazionale manifestazioni che coinvolgano la popolazione in genere ed in particolare le scuole su uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e sulla necessit di una vera integrazione culturale. Tra i principali eventi promossi e coordinati da Recosol citiamo qui Riaceinfestival www.riaceinfestival.it e Lampedusainfestival www.lampedusainfestival.com

Per i Comuni che vi aderiscono non stato contemplato nessun tipo di obbligo, se non quello morale di promuovere solidariet e sensibilizzazione sul territorio e la quota di adesione stata deliberata con una cifra simbolica: 50 euro per i Comuni sotto i 5000 abitanti, 100 euro per i Comuni con pi di 5000 abitanti e 300 euro per le Province.
I Comuni interessati a mettersi in contatto possono richiedere informazioni scrivendo a coordinamento@comunisolidali.org, oppure telefonando ai numeri 011.9724245 o 0122.48934



Ufficio Stampa – Gigi Piga - cell. 3480420650 – press@comunisolidali.org






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