Roma, 6 maggio 2003 - Al via le nuove mostre del MACRO

06/mag/2003 20.28.06 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

MICHAL ROVNER
ANDREAS GURSKY

Presentazione alla stampa:
MACRO

Via Reggio Emilia 54 - 00198 Roma
Martedì 6 maggio 2003, ore 16.30

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Inaugurazione delle mostre:
MACRO AL MATTATOIO
Piazza Orazio Giustiniani 4 - 00153 Roma
venerdì 9 maggio 2003, ore 18.30

Nell'ambito della seconda edizione di FotoGrafia, Festival Internazionale di Fotografia, il MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma propone le mostre
della videomaker israeliana Michal Rovner e del fotografo tedesco Andreas Gursky.

Dopo la grande personale al Whitney Museum di New York e in attesa della Biennale di Venezia dove rappresenterà il suo paese d'origine, Michal
Rovner presenterà nello spazio di MACRO AL MATTATOIO l'estesa istallazione ambientale "Arena" composta da tre proiezioni: due laterali popolate da
una miriade di figure umane che muovono le mani in un ritmo automatico e ossessivo, come se fosse un gesto schematico ed enigmatico di scandire o
salutare; una centrale dove si svolge la scena (proiettata orizzontalmente, per terra) dell'interminabile lotta tra l'uomo e l'orso, "incorniciata" da una fila di
sagome umane, che partecipano animatamente a questa battaglia inquietante.
In occasione della mostra di Michal Rovner sarà pubblicato, in collaborazione con Zone Attive, un catalogo illustrato, bilingue (italiano-inglese), Federico
Motta Editore, con saggi di Dobrila Denegri e Eva Forgacs.

Michal Rovner si considera un'artista nomade, il cui percorso inizia in Israele negli anni Ottanta, ma l'affermazione sulla scena artistica internazionale
avviene nei primi anni Novanta, dopo il trasferimento a New York, che rimane tuttora la sua "seconda base" dopo la sua casa nel deserto nei pressi di
Tel Aviv.
Il costante spostamento caratterizza non solo il suo percorso personale ma anche il suo modo di lavorare, che è un continuo passaggio tra mezzi e
tecniche diversi: fotografia, video e cinema.
Il "nomadismo", lo "spostamento" nelle zone di confine e nei territori incerti sono i temi che affronta e che danno una forte impronta all' immaginario
visivo che crea. E' un immaginario popolato da figure dai lineamenti spesso irriconoscibili, ombre e sagome umane e animali, che evocano atmosfere
che possono sembrare estremamente poetiche e drammatiche allo stesso tempo. Queste zone di confine sono per la Rovner i luoghi dove si è più
consapevoli della fragilità dell'esistenza umana, il tema centrale del suo lavoro, ed è per questo che le figure appaiono prive di un'identità definita, in
modo da sembrare più universali e vicine a tutti.

Michal Rovner è nata nel 1957 a Tel Aviv e attualmente vive e lavora a New York ed a Tel Aviv. Oltre alla grande retrospettiva del 2002 che il Whitney
Museum di New York ha dedicato al lavoro di Michal Rovner ricordiamo altre importanti mostre personali e interventi site-specific: al Lincoln Center
Festival di New York e al Barbican Theater di Londra (nel 2002) in collaborazione con Philipp Glass; al Kemper Museum of Contemporary Art, Kansas City
(2001); Overhang in collaborazione con Deitch Projects, Chase Manhattan Bank, New York (2000); Overhanging, allo Stedelijk Museum, Amsterdam
(1999); alla Tate Gallery, Londra (1997) e partecipazioni alle collettive (recenti e selezionate): War (What is it Good For?); Museum of Contemporary Art,
Chicago (2003); The Endurance of Art. Westport Arts Center, Westport (2002); Exposure: Recent Acquisitions, Tel Aviv Museum of Art (2000); Zero-G:
When Gravity Becomes Form. Whitney Museum of American Art at Champion (1999); Apposite Opposites: Photography from the MCA Collection, Museum
of Contemporary Art, Chicago (1999); Animal. Anima. Animus. Poori Art Museum, Finland, P.S.1, New York (1999). In Italia ha esposto per la prima volta
allo Studio Stefania Miscetti di Roma nel 1998.

Accanto alle videoinstallazioni di Michal Rovner negli spazi del Mattatoio sarà presente anche il noto fotografo di origine tedesca Andreas Gursky con tre
grandi foto immagini: Gelsenkichen 1991, Tokyo Stock Exchande 1990, Fortuna 2000 - tre passaggi di un unico percorso per rappresentare la società
occidentale e le sue mitologie collettive.

Andreas Gursky si distingue da subito per l'uso del grande formato, per la manipolazione delle immagini, per l'attenzione alla figura umana ed alla
relazione tra gli uomini e il loro contesto ambientale. I lavori degli anni Ottanta mostrano grandi riprese dall'alto, animate da figure che non vengono
colte in quello che stanno facendo ma nella loro distanza ed astratta spersonalizzazione.
Con gli anni Novanta, i media e le foto sui giornali costituiscono una fonte di ispirazione. L'attenzione alla società contemporanea si alimenta
dell'interesse per i fenomeni collettivi, per i rituali di massa dei grandi supermercati, degli stadi ma anche delle grandi industrie high-tech. Ingaggiato
dalla Siemens inizia ad esplorare le aree dell'attività lavorativa e il rapporto con la tecnologia. Fotografa decine di fabbriche che suoi occhi guardano con
filtri old fashion.
L'occasione di un viaggio in Giappone e la foto alla Borsa di Tokyo sarà la prima di una lunga serie di immagini colte durante i viaggi alla ricerca di
soggetti contemporanei. Elementi privilegiati sono le località periferiche, le abitudini famigliari durante i weekend, riconsegnati attraverso una normale
banalità. Anche l'architettura, dalle vetrine dei negozi ai grandi hotel di Atlanta, New York, Singapore, trova luogo in immagini dove dietro il gusto per il
rigore e la purezza si intravedono citazioni minimaliste come nel caso dell'esplicito rimando tra Prada II (1997) e la produzione di Donald Judd.
Gursky è anche uno dei primi artisti ad usare il computer, all'inizio come un pennello da ritocco poi approfondendo progressivamente la contaminazione
tra digitale e stampa convenzionale. Negli ultimi lavori il processo di costruzione delle immagini si fa infatti più complesso. Il soggetto non è quello
dell'originaria visione è l'opera è il risultato della ricomposizione in un nuovo set di più foto (Unitled V -1997 ad es.) per un'immagine che nella realtà non
esiste

Andreas Gursky nasce a Leipzig, in Germania nel 1955. Frequenta la Folkwnag School, una delle più importanti scuole di fotografia allora diretta da Otto
Steiner e successivamente si iscrive all'Accademia d'Arte di Dusseldorf dove Bernd e Hilla Becher stavano formando una nuova generazione di fotografi.
Ha partecipato nel 1990 alla Biennale di Venezia e più recentemente ha esposto presso il Museo dell'arte Moderna di New York (2001), la Biennale di
Shangai (2002) e il Centro Pompidou (2002).



Si ringrazia l'Ambasciata di Israele


NOTIZIE UTILI:
Durata Mostre: 10 maggio - 17 agosto 2003
Orario di Macro al Mattatoio: da martedì a domenica e festività 16.00-24.00; (lunedì chiuso)
Informazioni: Telefono: 06-67107900 - Fax: 06-8554090 / macro@comune.roma.it
Sito Internet: www.comune.roma.it/macro


Ufficio Stampa:
Maria Bonmassar: tel. 06-4825370 / 335-490311 E.mail: maria.bonmassar@tiscali.it
Novella Mirri: tel. 06-678 88 74 / 335-6077971 E.mail: ufficiostampa@novellamirri.191.it


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