Mercoledì 5/4 :: Grande Jazz al Sio :: "It's About Time" - TONY ARCO 4et

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03/apr/2006 04.14.17 Sio Café Contatta l'autore

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Mercoledì 5 aprile, dalle 21.30

"It's About Time"

Tony Arco Quartet


Roberto Rossi - trombone

Paolo Birro - pianoforte

Marco Vaggi - contrabbasso

Tony Arco - batteria

 


Tony Arco

Trentanovenne “master drums” siciliano con un curriculum di studi e professionale assolutamente di prim’ordine. Perfezionatosi negli Stati Uniti con il grande e misconosciuto Alan Dawson, Arco ha sviluppato negli anni una conoscenza della batteria jazz pressoché assoluta; per quanto Tony Williams e Jack De Jonhette siano forse i suoi principali numi tutelari, conosce e ama l’intera storia dello strumento, da Baby Dodds a Elvin Jones, passando per Art Blakey, Max Roach, Philly Joe Jones. Come musicistam dopo gli esordi al fianco del pianista Antonio Faraò è entrato a far parte del corpo docente dei Civici Corsi di Jazz di Milano, diventando anche direttore dell’ensemble di percussioni Time Percussion. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1996, occupa la sedia del batterista nella civica Jazz Band di Enrico Intra, con la quale ha realizzato i più disparati programmi entrando in contatto con una vasta letteratura musicale afroamericana, ed è diventato poi parte integrante del trio dello stesso pianista e compositore, che non a caso gli dedica una sentita ed affettuosa improvvisazione collocata come epilogo a suggellare questo Cd in cui Arco si presenta per la prima volta in veste di leader (mentre come co-leader del Cues Trio, costituito con il contrabbassista Lucio Terzano e il pianista Roberto Tarenzi, ha già realizzato due album, uno dei quali con Dave Liebman ospite). Un esordio che rivela i suoi gusti e le sue notevoli potenzialità; in primo luogo è evidente la capacità di saper scegliere dei partner di alto livello, con i quali sviluppare un dialogo che non scade mai nel cicaleccio ma resta elevato nei contenuti creativi. Poi si nota la non casualità con cui è stato scelto il repertorio, la cui varietà svela la sua linea d’artista contemporaneocce non perde il senso della storia, unendo i materiali del passato alle esigenze e alla sensibilità del presente. Per questo troviamo brani di McCoy Tyner e Tony Williams accanto a classici di Monk, di Ellington, di Parker e a tre composizioni originali che mettono in evidenza le sue qualità di melodista. Ovviamente c’è anche il batterista, che unisce il gusto per le articolate scomposizioni poliritmiche alla chiarezza espositiva dei maestri degli anni ’50 senza disgiungere le frasi, i ritmi dalle dinamiche sonore e dai colori timbrici che li rivestono. Infine, ecco il leader che evita ogni tentazione narcisistica e suona con gli altri e per gli altri, mettendosi al servizio dei solisti e della musica e contribuendo a fare di questo quintetto un organismo duttile e un autentico gruppo.

Paolo Birro

Diplomatosi al Conservatorio di Vicenza, decide di dedicarsi esclusivamente al jazz ed inizia l'attività concertistica a fianco di musicisti italiani e stranieri: Lee Konitz, Ruud Brink, Scott Hamilton, Buddy De Franco, Art Farmer, Johnny Griffin, Gianni Basso, Hal Stein, Enrico Rava, Gianni Cazzola, Maurizio Caldura, Erwin Vann, Claudio Fasoli, Aldo Romano, Richard Galliano ed altri. Nel 1992 prende forma il trio con Sandro Gibellini e Mauro Negri, formazione che si classifica al primo posto al Concorso Internazionale di Barga Jazz e pubblica in seguito "FUNNY MEN" Le Parc 1993 e "THE TENDER TRAP" Velut Luna 1997. L'anno successivo entra a far parte del quartetto di Emanuele Cisi con cui registra anche un album in duo: "MAY DAY" 1997. Nel 1995 esce il primo disco a proprio nome "FAIR PLAY" Flex Records, in trio con Marco Micheli e Francesco Sotgiu. Nel 1997 collabora con il compositore Carlo Boccadoro alle musiche di un balletto commissionato dal Teatro alla Scala di Milano e inizia a collaborare con il flautista austriaco Gunther Wehinger al suo progetto "European Double Quartet". Nel 1998 esce per Velut Luna "CAPO D'ASTRO", un disco di piano solo e nel 1999 "VIVO SONHANDO" in duo col sassofonista Massimo Salvagnini, dedicato alle composizioni di A. C. Jobim.


Marco Vaggi
Ha suonato nel gruppo di Franco Ambrosetti, nel quartetto di Massimo Urbani, nel trio di Antonio Farao' e con innumerevoli altri jazzisti americani nei loro tour italiani: Lee Konitz, Charles Tolliver, Kenny Wheeler, Eddie Henderson, Jerry Bergonzi, Mal Waldron, Curtis Fuller.Walter PAOLI, batteria, ha collaborato tra gli altri con Tommy Flanagan, Rita Marcotulli, Steve Turre, Jimmy Owens, Enrico Rava, Stefano Bollani. Ha al suo attivo una decina d'incisioni di musica jazz e numerose collaborazioni nell'ambito della musica pop.



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Programma jazz di aprile
Ingresso libero

 

Mercoledì 12 aprile, dalle 21.30

"Somewhere bound"

Pietro Bonelli - chitarra

Andrea Rotoli - chitarra

 

Mercoledì 19 aprile, dalle 21.30

"The Art of the Trio"

Marco Detto - Pianoforte

Stefano Profeta -contrabbasso

Tony Arco - batteria

 

Mercoledì 26 aprile, dalle 21.30

"Orlandi-Gotti Quintet"

Sergio Orlandi - tromba

Marco Gotti - sassofono

Paolo Brioschi - pianoforte

Marco Vaggi - contrabbasso

Tony Arco - batteria

(Per tutte le info rivolgersi a Mario 3482508201 - 0266118087)

 

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via P. e A. Pirelli 6

Per tutte le infomazioni: info@siocafe.com

Mario Sio 3482508201 - Tel 0266118087

 

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