Crollano le fabbriche: Mirandola, Medolla e Cavezzo in ginocchio

Crollano le fabbriche: Mirandola, Medolla e Cavezzo in ginocchio.

Persone Corrado Clini, Linda, San Felice
Luoghi Emilia Romagna, Carpi, Cavezzo, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Giacomo Roncole, Rovereto
Organizzazioni Meta
Argomenti edilizia, sismologia

29/mag/2012 15.53.40 Blog Network Contatta l'autore

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Sono 15 in questo momento le vittime accertate delle nuove scosse di terremoto che hanno devastato la Bassa Emiliana. La prima scossa è arrivata poco dopo le 9 di questa mattina: un sisma di grado 5.8 Richter con epicentro nel triangolo Mirandola-Medolla-Cavezzo. Poi altre scosse lungo tutta la mattinata, le due più forti a cavallo delle 13, tutte di grado superiore a 5.0.

Il bilancio finale delle vittime potrebbe a salire ancora. Così come era avvenuto per la scossa del 20 maggio, con epicentro a Finale Emilia, i danni più gravi hanno riguardato le chiese, i monumenti, le abitazione antiche e soprattutto i capannoni industriali.

Secondo quanto riporta il Resto del Carlino, due persone sono morte sotto le macerie della fabbrica Bbg di San Giacomo Roncole, Mirandola. Poi 3 vittime a San Felice, nel crollo della azienda Meta; altri 2 a Mirandola; 1 a Concordia (un anziano colpito in strada da un cornicione che si è staccato dal tetto di un palazzo), 1 a Finale. Alla lista si aggiunge il parroco di Rovereto di Novi. Un altro parroco, a Carpi, dato inizialmente per morto sembra essere rimasto invece ferito nel crollo di una parte del duomo. Tra le vittime anche due donne a Cavezzo, una sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi.

La maggior parte delle vittime, ancora una volta, si conta dentro agli edifici industriali. Già qualche giorno fa, dopo la prima scossa, la nostra collaboratrice Linda era andata nella zona industriale di Mirandola e aveva assistito a uno spettacolo terrificante: capannoni di recente costruzione letteralmente sbriciolati, come testimonia la nostra fotogallery (immagini scattate prima delle scosse di oggi). Ci eravamo chiesti, in quel momento, cosa sarebbe successo se la scossa fosse arrivata in orario di lavoro. Ora abbiamo avuto la risposta e ci chiediamo: la tragedia di oggi poteva essere evitata?

Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dichiarato in proposito: “Il crollo dei capannoni pone dei problemi di sicurezza sui criteri di costruzione. Sicuramente hanno tenuto conto delle norme sismiche ma su dati di rischio inferiore. Occorre aggiornare la mappa del rischio sismico e ale norme per costruire in sicurezza in quelle aree”.

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