SMI-LAZIO, "AMBULATORI MED" E "AMBULATORI BLU": UN0 SPOT PUBBLICITARIO COSTATO ALLA REGIONE 2,5 MILIONI DI EURO SOLDI CHE, INVECE, AVREBBERO POTUTO STABILIZZARE UN DISCRETO NUMERO DI PRECARI. E SULLA RICETTA ELETTRONICA I MEDICI DI MEDICIN

02/lug/2012 09.33.46 Smi Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.



               COMUNICATO STAMPA

 

SMI-LAZIO, “AMBULATORI MED” E “AMBULATORI BLU”: UN0 SPOT PUBBLICITARIO COSTATO ALLA REGIONE 2,5 MILIONI DI EURO

 

SOLDI CHE, INVECE, AVREBBERO POTUTO STABILIZZARE UN DISCRETO NUMERO DI PRECARI

 

E SULLA RICETTA ELETTRONICA  I MEDICI DI MEDICINA GENERALE ATTUANO LA DISOBBEDIENZA CIVILE

 

(Roma, 1 luglio) -  Mentre il Servizio Sanitario Regionale rischia di essere smantellato, il Lazio è stato protagonista di una vergognosa propaganda dedicata a progetti inutili e dispendiosi, come gli “Ambulatori Blu” per l’influenza o gli “Ambulatori Med”. Basti pensare che, il percorso blu nel periodo influenzale e il progetto Med, hanno comportato una spesa di circa 2,5 milioni di euro che, invece, avrebbe potuto essere investita nella stabilizzazione di un discreto numero di precari. Il tutto registrando: meno personale, meno assistenza e più spese. E le organizzazioni sindacali insorgono e si preparano a scendere in campo con una manifestazione unitaria programmata per il prossimo 27 ottobre, nell’ambito della protesta nazionale in difesa del servizio sanitario pubblico. «Nel Lazio, a causa dei tagli lineari e del blocco del turn-over, si è verificato  un peggioramento  dell’offerta sanitaria. E, i risultati, sono sotto gli occhi di tutti». Afferma Pina Onotri, segretario organizzativo regionale Smi-Lazio e responsabile nazionale del servizio di Continuità Assistenziale, che aggiunge. «In mancanza di una progettualità chiara e concreta, è inutile andare avanti con spot pubblicitari  come quelli relativi agli “Ambulatori Blu” per l’influenza (costa  €120 /visita con punte di 320 per la provincia di Latina) o gli “Ambulatori Med”, che intercettano meno del 10% degli accessi del Pronto Soccorso. Mentre, con i soldi investiti in questi progetti discutibili, si potevano stabilizzare almeno 40 precari in Pronto Soccorso». Invece, la situazione complessiva in cui versa la sanità regionale è a dir poco critica. Nei dettagli, spiega ancora Pina Onotri: «Abbiamo meno medici nei nosocomi. La pianta organica del servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica), registra circa il -40% rispetto agli standard nazionali. E ancora: medici dei servizi che non vengono sostituiti e a cui non si rinnovano i contratti a termine perchè si preferisce appaltare l’assistenza domiciliare a cooperative o società di servizi; una prassi che, in un anno, ha portato al raddoppio dei costi e a una diminuzione delle prestazioni, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. In tutto questo disastro, si impone ai medici di medicina generale di attuare il decreto legislativo sulla ricetta elettronica. Di fatto la regione Lazio sta riversando i costi (economici e organizzativi) della ricetta elettronica sui camici bianchi. E, tutto questo, a discapito dell’assistenza al paziente e a detrimento dell’attività clinica». Quindi Pina Onotri propone: «Urge potenziare l’ospedale per le criticità. Servono più medici, più infermieri, più posti letto ed una riorganizzazione del territorio per la cronicità, con un reale incremento di mezzi e risorse». Quindi conclude: «I medici di medicina generale, non ottempereranno al disposto di legge dal 1 luglio e attueranno una disobbedienza civile. Lo Smi-Lazio aderirà, pertanto, a tutte le proposte messe in atto dall’intersindacale».

 

 

Smi-Lazio Ufficio Stampa

 

Elisabetta Menga

349/ 21.19.335

elisabettamenga@gmail.com

www.smilazio.org








blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl