Caserta. Enzo Battarra, la città nel segno di uno sviluppo sostenibile

Enzo Battarra, la città nel segno di uno sviluppo sostenibile

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06/mag/2006 10.23.42 Maria Beatrice Crisci Contatta l'autore

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Democratici di Sinistra

Caserta, sabato 6 maggio 2006

Agli organi d’informazione

Comunicato stampa

Caserta. Enzo Battarra, la città nel segno di uno sviluppo sostenibile

“Dall’Urbanistica contrattata all’urbanistica partecipata: la programmazione e l’uso del territorio è problema che interessa i tecnici, le istituzioni ma anche direttamente i cittadini”. Così interviene Enzo Battarra, consigliere uscente e candidato al Consiglio comunale di Caserta nella lista dei Democratici di Sinistra, esponente della Sinistra Ecologista. Nell’ultimo congresso programmatico cittadino i Ds casertani hanno elaborato un documento che con chiarezza va nel verso della vivibilità, dello sviluppo e della qualità.

“Queste elezioni segnano un momento di svolta per la città di Caserta. Da parte nostra – continua Battarra – è ben chiara l’idea di civitas che vogliamo realizzare insieme. Caserta ha bisogno di un nuovo Piano regolatore che serva a ridefinire i rapporti della città con il territorio della conurbazione, a riqualificare l’urbano esistente e determinare le condizioni per migliorare la qualità della vita, in breve a farne una città regionale.

Caserta è strettamente connessa al suo territorio extra-comunale: ogni ipotesi relativa al suo destino urbanistico non può prescindere da un’attenta considerazione dello sviluppo dell’unica città di trecentomila abitanti, una città quasi “spontanea”, che si estende da Capua a Maddaloni, in cui si intrecciano le diverse storie economiche, politiche, civili, culturali ed urbanistiche dei singoli Comuni che la compongono. In questo modo la città di Caserta potrà avere la capacità di relazionarsi all’area metropolitana napoletana, evitando di diventare, nei prossimi decenni, una subalterna periferia, destinata solo ad accogliere l’esubero demografico napoletano.

Bisogna limitare, per i prossimi anni, i programmi di nuova edificazione e l’offerta di edilizia residenziale pubblica, per venire incontro ai cittadini meno abbienti e per mettere sul mercato alloggi a fitti più contenuti.

Occorre promuovere una massiccia opera di riqualificazione urbana e di recupero edilizio dell’esistente e sostenere la tutela integrale del patrimonio storico monumentale e ambientale: dai grandi episodi di eccellenza agli episodi minori e diffusi.

Il verde va salvaguardato: dalla fascia pedemontana al di sotto dell’area urbanizzata fra Garzano e Mezzano alla gronda verde della città costituita dal sistema dei Monti Tifatini, fino alle aree verdi intercluse del centro cittadino.

Infine, va promosso un piano di riuso delle aree industriali e delle aree militari dimesse”.

 

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