08/05/2006 09:22 Maria Beatrice Crisci

Casagiove
Casagiove, lunedì 8 maggio 2006
Agli organi d’informazione
Comunicato stampa
“A Casagiove, in questa campagna elettorale, avverto forte il senso di regime ed un’atmosfera pesante che non aiuta a liberare le risorse migliori della Comunità”. A sostenerlo è Gerry Casella candidato a sindaco per l’Unione nel Comune di Casagiove. “Purtroppo, devo registrare un’inqualificabile pressione di basso profilo clientelare su persone che condizionate dal bisogno di lavoro sono prese in giro da promesse insistenti circa percorsi favoriti d’accesso a nuove iniziative commerciali in tenimento di Casapulla.
Trattamento punitivo è riservato a quanti, non collocati politicamente
sulle posizioni del Sindaco uscente, lavorano nell’Ente Locale e nelle realtà
collegate.
Le tensioni della campagna elettorale –
continua Casella – sono forse inevitabili, com’è inevitabile la passionalità ed
i toni forti. Ma è fondamentale il rispetto dei limiti, la garanzia della
civiltà e la correttezza nei confronti delle persone.
La stessa diffida inviata alla Scuola Calcio, per l’immediata consegna
dell’impianto, sembra non del tutto priva di elementi di ritorsione politica.
L’apertura di un mio Comitato Elettorale nel rione Coccagna è stata prima
concessa dalla proprietà del locale e, poi, inspiegabilmente negata.
Speravo – incalza il candidato a sindaco – poter partecipare ad un
confronto di merito sui progetti ed i programmi, di incontrare cittadini liberi
con i quali dialogare con serenità ed accettarne le scelte, senza mai forzare
la volontà di ciascuno se non con il potere delle idee.
Se non bastasse, poi, tutti i miei manifesti sono stati imbrattati con
vernice ed in molti casi, al fine di confondere l’elettorato, il simbolo
dell’Unione è stato coperto da quello della lista incolore del centro destra
camuffato.
Spero vivamente, per l’amore che porto alla città e per il rispetto che
ne deriva nei confronti di tutti i cittadini, che tutti siano lasciati liberi
di scegliere, senza pressioni, senza trucchi, senza speculare – conclude Gerry
Casella – sul bisogno di lavoro dei giovani, senza raggirare le intelligenze.
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