Primavera dei Teatri 2mila3

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06/giu/2003 06.16.44 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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Comune di Cosenza

Università della Calabria

Comune di Rende

Provincia di Cosenza

Federazione Calabrese delle Banche di Credito Cooperativo

Scena Verticale

 

Primavera dei Teatri 2mila3

nuovi linguaggi della scena contemporanea

 

Cosenza  9 > 17  Giugno  2002

V edizione

 

 

 

Si apre dunque una nuova stagione. La quinta edizione di Primavera dei Teatri ribadisce con rinnovato vigore la volontà della direzione artistica di Saverio La Ruina e Dario De Luca di fare del festival luogo di fertili incontri e confronti con artisti e compagnie italiani e internazionali, con sensibile attenzione alle nuove generazioni di artisti e spettatori, all'evoluzione dei linguaggi scenici e con interesse particolarmente rivolto alla nuova drammaturgia, in un momento, questo, di estrema difficoltà.

 

Le urgenze che hanno messo in forse sino ad alcune settimane fa l'attuale edizione del festival, aggravando le difficoltà della compagnia Scena Verticale che ne cura l'organizzazione, pur non completamente superate, si sono alleggerite, aprendosi a prospettive incoraggianti, grazie all'intervento del Comune di Cosenza, dell'Università della Calabria (Centro Arti Musica Spettacolo e Centro Residenziale), del Comune di Rende, della Provincia di Cosenza, della Federazione Calabrese delle Banche di Credito Cooperativo, consentendo così a Primavera dei Teatri di continuare a gettare un nuovo sguardo su nuovi orizzonti.

 

Con uno slancio strenuo e prodigioso e con la collaborazione degli artisti, Scena Verticale è riuscita a comporre un programma nel quale riconosce la propria originale identità, seguendo la traccia delle edizioni precedenti e approfondendone il segno. Quattro sezioni spettacolari, La Fucina di Hansel e Gretel, sezione tradizionalmente riservata ai laboratori teatrali, e ancora seminari, incontri e presentazioni editoriali realizzati in collaborazione con il corso di Storia del Teatro e dello Spettacolo dell'Università della Calabria, che ha sostenuto e accompagnato il nuovo cammino di Primavera dei Teatri, sostenuto anche dal proficuo apporto del Centro RAT - Teatro Stabile d’Innovazione della Calabria.

 

 

RIFRAZIONI DEL PRESENTE

Bebo Storti in Mai morti (nome di uno dei più terribili battaglioni della Decima Mas, formazione che operò a fianco dei nazisti nella repressione antipartigiana), scritto da Renato Sarti, dà voce a un nostalgico delle "belle imprese" del ventennio fascista, riflettendo in modo diretto e crudo su quanto il razzismo, il nazionalismo e la xenofobia siano ancora protagonisti del nostro presente; il Teatrino del Rifo, giovane formazione friulana, in Peteano, attraverso il racconto della strage avvenuta in quella cittadina nel 1972, riporta agli anni bui della nostra storia civile segnati dalla strategia della tensione per tentare di ritrovare un orientamento tra i misteri della lunga ed eterna notte italiana. Il Teatro delle Ariette presenta il Teatro di Terra, evento per trenta commensali invitati a sentire il sapore del pane, della minestra, dei formaggi, a bere buon vino, a vivere un incontro, a ritrovarsi uniti ascoltando storie di abbandono e d'amore, nel rumore sordo di bombe, spari, scontri e venti di guerra. Con la violenza del carcere e l'impossibilità di fingersi un futuro si confronta Liberanti che in Per finire, da Finale di partita di Beckett, porta in scena i detenuti della Casa Circondariale di Lauro, con le loro vite che svelano nel gioco della finzione il loro duro carico di esperienze.

 

 

LE RADICI E LA MEMORIA

Arturo Cirillo presenta Mettiteve a fà l'ammore cu 'mme! di Eduardo Scarpetta, parlando d'amore con leggerezza e semplicità, sul filo dell'assurdo, un amore ancora infantile e d'altri tempi, gretto e ironico, un atto naturale e quasi animale racchiuso nei codici della piccola borghesia ottocentesca. Libera mente presenta Il giardino nero, secondo movimento dalla Trilogia della città di K di Agota Kristof, il cui fuoco centrale rimane la guerra, che dallo sguardo stupito ed eroico dei due bambini passa a quello dolce e straziante di Madre, ammalata da una guerra che si è insinuata tra le pareti di casa e ha portato via tutti, lasciandola sola a fare i conti con quello che resta. Scena Verticale ne La stanza della memoria ripercorre con affettuosa ironia le vicende di una comunità sociale calabro-lucana tra gli anni trenta e gli anni ottanta, il mondo contadino e il suo crepuscolo, l'avvento dell'industria, l'emigrazione, la mutazione dei valori, nell'accompagnamento contrappuntistico dalla musica eseguita in scena da un fisarmonicista che incarna l'anima e la voce popolare.

 

 

SCRITTURE D'OGGI

La storia dell'Italia meridionale rintracciata nei ricordi di personaggi che parlano un dialetto grave e poco frequentato. Francesco Suriano, autore teatrale e sceneggiatore cinematografico, mette in scena A cascia 'nfernali, secondo capitolo della sua trilogia calabrese intorno a Rocco, protagonista dalle molte anime. Dopo averne ascoltato i racconti di guerra in Roccu u stortu, questa volta Rocco ci guida a ritroso nella memoria, nella vita di quei suoi compaesani costretti ad allontanarsi dalla propria terra.

Il custode entra e sputa in faccia ai Bronzi di Riace, bellissimi, nella sala del Museo Nazionale di Reggio Calabria desolatamente deserta. Si apre così lo spettacolo scritto in fervido reggino da Antonio Lauro e interpretato da Paolo Triestino, protagonista un rancore assurdo: l’ultima personale resa dei conti tra il custode e le statue mute, mentre il mare fuori dalle vetrate non sopporta di rimanere escluso e fa sentire la sua voce prepotente.

Due uomini nel buio di una notte, e nel buio la sfida tra ciò che sono e ciò che potrebbero essere, un gioco sottile tra finzione dichiarata e realtà nascosta dentro una notte sempre presente. Un Canto Notturno elevato da SantiBriganti Teatro con le parole della poesia.

 

 

VISIONI DANZANTI

La compagnia MK di Michele Di Stefano e l’ensemble di Fabrizio Favale, giovani e già affermati protagonisti della nuova coreografia italiana, presentano in anteprima due performance in progress della loro ricerca coreografica dedicata alle strategie della visione, un modo possibile per indagare la ritrosia del corpo a farsi vedere o a farsi tradurre, cercando l’evidenza.

mb:, progetto che prende avvio da una performance denominata Bird Watching, in cui i danzatori agiscono solo dopo aver raggiunto la certezza di non essere osservati. (Al pubblico è consentito guardare la performance solo da una posizione nascosta o da lontano con un binocolo).

danza delle bende, “un fragile spalancamento o un tuffo a naso tappato in un’opera in costruzione e non finita. Desideriamo strappare uno sguardo assolutamente prematuro”.

 

 

LA FUCINA DI HANSEL & GRETEL

La sezione del festival tradizionalmente dedicata alla pratica laboratoriale, anche quest’anno offre la possibilità di sperimentare i linguaggi le tecniche dell’arte scenica contemporanea. Sarà la multiforme ricchezza del trio cossiadiflorioveno (Antonello Cossia, Raffaele Di Florio, Riccardo Veno) a guidare gli allievi attraverso un percorso centrato sulla pratica attoriale arricchita dalle competenze specifiche di ciascuno dei conduttori: attorialità, spazialità, musicalità

 

 

SEMINARI, INCONTRI, PRESENTAZIONI EDITORIALI

La riflessione sui nuovi linguaggi della scena offre nuovi strumenti  e nuove occasioni di approfondimento e confronto: il Seminario sulla nuova drammaturgia europea a cura di V. Valentini, V. Costantino, C. Fanelli, G. Mancini, R. Fazi; la tavola rotonda su Stato e prospettive del teatro in Calabria in vista della legge quadro regionale e della delega del F.U.S. alle regioni, presentazione di due libri dedicati alla scena contemporanea: Lo spazio aperto di Tiziano Fratus, edizioni Titivillus, Totò e Vicè di Franco Scaldati, edizione Rubbettino.

           

 

 

Sono disponibili immagini digitali ad alta risoluzione

 

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Primavera dei Teatri 2mila3

 

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tel/fax 0981 27734 tel 0981 26783

www.scenaverticale.it

scenaverticale@libero.it

 

Responsabile Comunicazione e Stampa

Paolo Maier tel. 347 5276460 paolomaier@libero.it

Segreteria Ufficio Stampa Orietta Aloia

 

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