DAL LIBRO AL FILM, IL PASSO E' BREVE... O QUASI

DAL LIBRO AL FILM, IL PASSO E' BREVE... O QUASIDAL LIBRO AL FILM, IL PASSO E' BREVE... O QUASI L'ultimo della serie, appena presentato a Cannes e da pochi giorni nelle sale, è "Il Codice da Vinci", tratto dall'omonimo best seller di Dan Brown.

30/mag/2006 11.07.00 www.365bookmark.it Contatta l'autore

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DAL LIBRO AL FILM, IL PASSO E' BREVE... O QUASI

 

L’ultimo della serie, appena presentato a Cannes e da pochi giorni nelle sale, è “Il Codice da Vinci”, tratto dall’omonimo best seller di Dan Brown. E ancora, tutti ricordiamo il premio Oscar “I segreti di Brokeback Mountain”, una tormentata storia d’amore basata sull’omonimo racconto del premio Pulitzer Anne Proulx. E che dire della saga di Harry Potter, ideata e scritta da J.K. Rowling, giunta ormai alla quarta “puntata” nelle sale, o del "Signore degli Anelli" di Tolkien, entrambi campioni di vendite e di incassi?

La tradizione di film nati dall’adattamento di opere letterarie è lunga, a dimostrazione dell’esistenza di un legame stretto e proficuo tra libro e film. In molti casi, l'uscita nelle sale contribuisce al rilancio del libro, con picchi che ne duplicano o triplicano le vendite.

Ma, se per i libri campioni di vendite, approdare alle sale cinematografiche sembra essere una conseguenza naturale, per gli editori più piccoli, con soggetti buoni ma meno “visibili”, il processo non è così scontato e talvolta necessita di un intermediario.

Non a caso, alcune tra le principali manifestazioni europee dedicate al libro (la Frankfurter Buchmesse o la Fiera Internazionale del Libro di Torino ne sono un esempio) riservano spazi specifici al mercato dei diritti di adattamento. Al Book Film Bridge 2006, il mercato-ponte che si svolge nell’ambito dell’evento torinese, quest’anno ha collaborato www.365bookmark.it, realtà on line che aggrega oltre 220 editori indipendenti, con lo scopo di favorire l’incontro tra i piccoli editori e i professionisti del settore audiovideo.

Restando in Italia, ricordiamo “Arrivederci amore, ciao” di Massimo Carlotto (Edizioni E/O), la storia di un anti-eroe che racchiude in sé i vizi e le perversioni di una certa Italia laida e rampante che vuole vincere ad ogni costo, dal quale è stato tratto il film di Michele Soavi con Alessio Boni e Michele Placido, candidato al David di Donatello 2006. O ancora, “Quando sei nato non puoi piú nasconderti. Viaggio nel popolo sommerso” (Nottetempo) di Maria Pace Ottieni, dal quale è stato tratto il film di Marco Tullio Giordana, presentato in concorso al Festival di Cannes 2005. La storia di un ragazzino di dodici anni che durante un viaggio in barca cade in acqua e viene ripescato da uno scafo di clandestini che fanno rotta verso l'Italia. L’amicizia tra lui e due coetanei imbarcati e lo squallore crudo della realtà lo costringeranno a guardare il mondo con occhi diversi.

E’, invece, di qualche hanno fa “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano” (Edizioni E/O) di Eric-Emmanuel Schmitt, romanzo amatissimo dal pubblico, diventato un film di successo con Omar Sharif, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2003 con il Leone d’oro alla carriera. Una storia del nostro tempo, ambientata a Parigi, che racconta l’amicizia tenera e profonda tra un ragazzino ebreo e un vecchio saggio musulmano, a simboleggiare un possibile dialogo tra mondi diversi.

Ma il sodalizio libro-film non è certo una novità. “La guerra dei mondi” di Orson Welles (Baskerville) è il celeberrimo adattamento radiofonico, tratto dal racconto di H.G. Wells, con l’annuncio dell’invasione marziana del New Jersey che gettò nel panico gli Stati Uniti. Ne fu tratto un primo film nel 1953, e nel giugno 2005 è uscito nelle sale il kolossal con la regia di Steven Spielberg.

Per concludere, ricordiamo “L'invasione degli ultracorpi” (Marcos y Marcos) di Jack Finney, autore non a caso molto amato dal cinema americano. Un libro che ha fatto epoca e dal quale sono stati ricavati ben tre film: “L’invasione degli ultracorpi” di Don Siegel (1956), “Terrore dallo spazio profondo” di Philip Kaufman e “Ultracorpi: l’invasione continua” di Abel Ferrara.

 

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