Caserta. Enzo Battarra, la Liberazione e il risveglio delle culture

24/apr/2006 17.09.00 Maria Beatrice Crisci Contatta l'autore

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Democratici di Sinistra

Caserta, lunedì 24 aprile 2006

Agli organi d’informazione

Comunicato stampa

Caserta. EnzoBattarra, la Liberazione e il risveglio delle culture

La ricorrenza del 25 aprile èlegata a una pagina importante della storia italiana, che non può e non devepassare inosservata, specie per quanto riguarda le più giovani generazioni. Variaffermata la Resistenza come momento fondante e unificante della Repubblica.

Il conferimento della Medaglia d'Oro al merito Civile allacittà di Mondragone per gli eccidi nazisti compiuti nel settembre e ottobre del1943, la rituale cerimonia commemorativa dell’anniversario della Liberazionecon deposizione di corone al Monumento ai Caduti e la giornata di studio organizzatadall’Università della Terza Età dedicata ai “Caduti Senza Croce” e in particolare altenente casertano Vincenzo Guerriero sono eventi istituzionali e culturali che servono a mantenere altonella memoria il ricordo del nostro doloroso passato.

Ma accanto a tali solennimanifestazioni, ci possono essere anche modi diversi per celebrare il 25 aprile.A Caserta, in questa campagna elettorale per le comunali, è bene avviare già daadesso un serrato confronto con tutti gli artisti, i poeti, gli scrittori, imusicisti, i fotografi, i registi e gli attori interessati a promuovere se nonuna rivoluzione culturale quanto meno un risveglio delle culture. Caserta è unacittà che ha messo troppe volte in fuga le sue menti migliori, i suoi talenti!Vanno completamente riscritte le politiche culturali.

"Liberi da ognioppressione": questo potrebbe essere il tema di un rinascimento delle artinel segno della solidarietà.Nel mondocontemporaneo, infatti, le forme di oppressione cui si è costretti a sottostaresi sono moltiplicate per tipologia e potenza: non solo oppressioni fisiche, maanche psicologiche, di ogni forma, assaltano, chiedono di scendere a patti conloro. Possono le arti essere una via di liberazione? Si potrebbe indagarloattraverso un percorso di incontri con gli artisti di qualunque generazione,artisti che operano secondo la propria sensibilità, utilizzando mezziespressivi differenti.

Nel giorno della Liberazione varivendicato l’utilizzo a fini inter-culturali, inteso come vero e proprioinvestimento economico e sociale, della cittadina medioevale di Casertavecchia,del Belvedere e del Borgo di San Leucio, del complesso di Sant’Agostino e del TeatroComunale. Queste strutture devono trasformarsi da precari contenitori in veri epropri incubatori e attrattori culturali. In questo processo di risveglio delleculture non potrà essere da meno nemmeno la Reggia. E un domani, il più vicinopossibile, la Caserma Sacchi e la stessa Area Macrico dovranno essereutilizzate anche a tal scopo.

Solo allora potremo direche Caserta è città delle culture.

 

EnzoBattarra

 

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