F. Taranto (DESTRA PER L'ITALIA - Patria e Tradizione) LO STRANO MODO DI TRATTARE DELLA SINISTRA

In due casi su tre i comunisti alla guida delle Istituzioni di Fabrizio Taranto Presidente Nazionale di Destra per l Italia Patria e Tradizione www.destraperlitalia.it www.patriaetradizione.it                           E iniziata questa nuovalegislatura e si sono consumati i riti dell elezione deiPresidenti dei due rami del Parlamento; la circostanza vuole che ad essi si aggiunga l importantissimo passaggio dell elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Non è un mistero ormai per nessuno che l Italia uscita dalleurne sia un Paese diviso in due: non solo per la distribuzione geografica delvoto, la quale ammette qualche importante eccezione almeccanismo nord - sud, ma soprattutto per la netta ed equanime suddivisione deivoti fra centrodestra e centrosinistra.

10/mag/2006 15.00.00 Destra per l'Italia Contatta l'autore

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Spett.le Redazione

Inviamo l’allegato intervento concortese preghiera di pubblicazione.

Ringraziamo anticipatamente per il rilievoche vorrete attribuire ad esso.

Distinti saluti

 

Fabrizio Taranto

Presidente Nazionale

Destra per l’Italia – Patria e Tradizione

 

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info@patriaetradizione.it

fabrizio.taranto@argonetica.com

 

rif. 335\287104

 

LO STRANO MODO DI TRATTARE DELLA SINISTRA.

In due casi su tre i comunisti alla guida delle Istituzioni

di Fabrizio Taranto

Presidente Nazionale di “ Destra per l’Italia – Patria e Tradizione

www.destraperlitalia.itwww.patriaetradizione.it

 

 
 

                         

 

 

E’ iniziata questa nuovalegislatura e si sono consumati i “riti” dell’elezione deiPresidenti dei due rami del Parlamento; la circostanza vuole che ad essi si aggiunga l’importantissimo “passaggio”dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

 

Non è un mistero ormai per nessuno che l’Italia uscita dalleurne sia un Paese diviso in due: non solo per la distribuzione geografica delvoto, la quale ammette qualche importante eccezione almeccanismo nord - sud, ma soprattutto per la netta ed equanime suddivisione deivoti fra centrodestra e centrosinistra.

Anzi, diremmo noi che siamosicuramente e orgogliosamente “di parte”, con una leggerissimaprevalenza del primo sulla seconda se si vanno ad esaminare i numeri deisuffragi al Senato e non solo, perché anche il voto per la Camera dei Deputatiavrebbe avuto ben altro esito se non ci fossero stati in giro perl’Italia alcuni dichiarati “anti-comunisti” protagonisti diliste autonome, da tutto e da tutti, che hanno di fattosottratto al centrodestra almeno un centinaio di migliaia di voti, comeaccaduto in Veneto e non solo.

 

Una situazione dunque che dovrebbe indicare a chiunque si accinga a governare un Paese“diviso”, prudenza e “attenzione” alle istanzedell’altra “metà” dell’elettorato, quanto menoaddivenendo ad una sintesi per l’elezione delle più alte cariche delloStato e, se non altro, facendo prevalere le rappresentatività più moderate del proprioschieramento.

 

Sia ben inteso che non siamo traquelli che auspicano “grosse coalizioni” ogoverni di “unità nazionale”: chi, per matematica o per“ventura” - in questo caso riteniamo più la seconda che la prima– ha avuto l’indicazione di governare, governi, se ci riesce.

 

Quando però si discute dellecariche istituzionali che rappresentano l’Italia, anche all’estero,il discorso diventa più delicato: allora la ricerca di convergenze avrebbeavuto sinceramente un significato non solo molto più profondo e lungimirante,ma soprattutto di maggiore rispetto di una parte dell’elettorato che nonpuò riconoscersi - e riconoscere le proprie istanze -in certi rappresentanti e in quanto la loro storia rappresenta.

 

Eccoperché la situazione avrebbe richiesto molta più disponibilità di quelladimostrata dal centrosinistra, se non altro nella proposizione di una rosa dinomi, anche e soprattutto per la Presidenza della Repubblica, sui quali trovarela convergenza più ampia, anziché trincerarsi nella logica un po’arrogante del “prendere o lasciare”, dietro la foglia di fico delleschede bianche.

 

Invece questa coalizione“forse di governo” è dominata al suo interno dalla sinistra: erachiaro dall’inizio – ed era stato detto in campagna elettorale-  che questa riedizione dell’Ulivoavrebbe posto, al suo interno, i moderati all’angolo.

 

Puntualmente è giunta laconferma: Prodi relegato ad un ruolo poco protagonista e sempre meno“pesante”, mentre tutto viene deciso dallesegreterie dei partiti con grande preponderanza della sinistra e nomi disinistra, quasi solo nomi di sinistra, che “girano” per le altecariche dello Stato, con il risultato che l’Italia sarà rappresentata -in due casi su tre - da comunisti, attuali, “ex”,“post” che dir si voglia, ma sempre con una storia di comunismo allespalle o addirittura nel proprio presente politico.

 

Dopo l’elezione delPresidente della Repubblica non resta che attendere questa sinistra alla provadi governo, a cominciare dai risicati numeri su cui potrà contare al Senato:una coalizione che dovrebbe reggersi su senatoriprovenienti da mezzo mondo e “a vita”, anzi, da oggi, con unNapolitano in meno.

 

 

 

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