Il mistero della Geenesi, le sculture di Jorge Jiménez Derédia a Fir

Il mistero della Geenesi, le sculture di Jorge Jiménez Derédia a FirQuaranta grandi sculture di marmo bianco di Carrara e di bronzo raccontano la perfezione simbolica della sfera, la vertigine del cosmo, lo spazio e il tempo, l'evolversi della materia, l'immensità della materia, le origini dell'uomo, il miracolo della vita.

13/giu/2006 14.14.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Quaranta grandi sculture di marmo bianco di Carrara e di bronzo raccontano la perfezione simbolica della sfera, la vertigine del cosmo, lo spazio e il tempo, l'evolversi della materia, l'immensità della materia, le origini dell'uomo, il miracolo della vita.  Ecco la mostra di Jorge Jiménez Derédia alla Limonaia grande di Boboli, aperta dal 14 giugno al 24 settembre. Artista costaricano di valore universale, studioso del Rinascimento, Derédia è italiano di adozione e scelta culturale, il primo non europeo a creare una scultura per San Pietro a Roma. Alla sorgente della sua ispirazione spiccano le millenarie sfere del popolo Boruca, civiltà fiorita nel sud del Costa Rica dal 1500 a.C. all'approdo di Colombo. Chi riusciva a produrre sfere così perfette, doveva possedere tecniche raffinate e non comuni modi di pensare: si tratta di uno dei primi esempi assoluti di arte astratta. Deerédia è arrivato giovanissimo a Firenze per studiare arte e architettura: Oggi, a 51 anni, vive e lavora vicino a Carrara all'ombra delle mitiche cave di marmo.

 

Nicoletta Curradi

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