MIGRANT BANKING

23/giu/2006 15.56.00 Sint Contatta l'autore

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Una nuova ricerca: il 92%degli immigrati soddisfatti delle banche

 

Gli istitutiitaliani faticano, però, a sintonizzarsi sulle loro esigenze. Emerge una classemedia che chiede economicità e servizi di pagamento, sostiene uno studiocommissionato da S.in.t a Newfin Bocconi

 

Giovani, attivi sul mercatodel lavoro, buoni risparmiatori e in crescita dal punto di vistasocio-economico. Per una banca sembrerebbe il profilo di un segmento di mercatosu cui investire massicciamente in vista di ritorni futuri. È, invece, ilprofilo degli immigrati, un segmento sul quale gli istituti di credito italianifaticano ancora a muoversi, nonostante i ripetuti segnali dell’emersionetra le sue file di una classe media e imprenditoriale e nonostanteun’accelerazione nella proposta di prodotti bancari specificinell’ultimo anno. Lo rileva un lavoro presentato questa mattinaall’Università Bocconi: Il migrantbanking, una ricerca commissionata da S.in.t - Servizi Integrati peril Terziario, a Newfin Bocconi, coordinata da Anna Omarini e pubblicatada Bancaria editrice.

Attraverso le interviste a 150immigrati bancarizzati, la ricerca conferma che l’interesse per i servizibancari e finanziari cresce all’allungarsi del periodo di permanenza inItalia, con metà dei detentori di conto corrente che risiedono in Italia da piùdi 10 anni, ed evidenzia l’impossibilità di considerare quello degliimmigrati un segmento unico. La nazionalità, la natura del progetto migratorioe la sua fase di sviluppo sono variabili ulteriori, che potrebbero contribuirea una sottosegmentazione.

“Se le ipotesi sui flussi migratori e le indicazioni sullapolitica di integrazione permetteranno un insediamento definitivo ed unconsolidamento del progetto migratorio,” commenta Bianca Mutti, DirettoreGenerale S.IN.T. “le influenze sul sistema economico nazionale saranno“decisive”. In questa prospettiva” continua Mutti “lebanche devono necessariamente evolversi; se, infatti, fino ad oggi ilsistema bancario italiano ha sviluppato alcune iniziative rivolgendosi solo adun unico gruppo definito con il termine “immigrati”, nel prossimofuturo dovranno emergere proposte mirate ad un mercato costituito da diverseetnie, ciascuna con esigenze specifiche. Questa ricerca” conclude“è nata proprio con l’obiettivo di indagare un nuovo mercato dalpunto di vista dell’individuo così da offrire alle banche un modello diservizio partendo dalle richieste dei clienti.”

Gli immigrati mostranoabitudini di consumo simili a quelle degli italiani, con un’incidenzapiuttosto bassa di acquisti in negozi etnici, utilizzati solo dal 13% delcampione, e una forte prevalenza di supermercati-ipermercati (71%) e centricommerciali (63%). Se la gran parte degli immigrati utilizza il contante per lespese, una metà abbondante ricorre anche alle carte di pagamento.

Si tratta, spesso, di bancomato carte prepagate, perché le banche fanno fatica a rilasciare carte di creditoa chi, pur avendo un reddito regolare, non riesce a dimostrarlo. In questo,come in altri aspetti, il target immigrato è trattato dalle banche in modo nondissimile dagli italiani precari.

“Fino a poco tempo fa,anche quando esistevano prodotti specifici si trattava quasi sempre di conticorrente base, con costi bassi, pochi servizi e uno sforzo di marketing checonsisteva nella comunicazione in lingua”, sostiene Omarini.

Oggi alcuni istituti si rivolgono ad agenzie specializzate incomunicazione interculturale e differenziano, almeno in modo embrionale, iprodotti per immigrati. La reticenza delle banche non consente una rassegnaesaustiva, ma uno dei servizi più frequentemente aggiunti al conto corrente èla carta prepagata. Nei casi più avanzati, che implicano la collaborazione conuna banca nel luogo di origine degli immigrati, la carta può essere rilasciatain duplice copia, in modo da essere utilizzata anche dai familiari in patria.Alcuni istituti predispongono conti a pacchetto, che comprendono dei serviziassicurativi (rimpatrio della salma, pagamento del viaggio per un familiare) ola possibilità di reperire informazioni sanitarie. La banca può ancherilasciare una fidejussione che favorisca l’ingresso in Italia di parentiper turismo, studio o lavoro. Altri istituti prevedono sportelli dedicati oaree informative con la presenza di mediatori culturali.

L’esperienza americanasuggerisce comunque che la killer application, per questo segmento, potrebbeessere costituita dai servizi di pagamento, utilizzati per trasferire fondi inpatria. Ragioni di convenienza suggeriscono, oggi, agli immigrati di utilizzarei servizi di money tansfer (67%) o addirittura gli amici (20%), ma alcunebanche cominciano a organizzarsi per fare fronte a una richiesta molto forte(un 20% totale utilizza gli istituti o le Poste).

“La nostraricerca”, dice Omarini, “conferma che, fino a oggi la bancarizzazionedegli immigrati è stata determinata più dalla loro richiesta che dalla volontàdegli istituti e lo stimolo più forte è stata la volontà dei datori di lavorodi versare gli stipendi su un conto corrente”. Quando l’immigratodecide di presentarsi allo sportello non sembra avvertire particolaridifficoltà nell’apertura del conto (se ne lamenta solo l’8% delcampione), anche perché, nel 19% dei casi, l’immigrato è accompagnato daun amico che ha già fatto la stessa esperienza o dal datore di lavoro. Ilrapporto con sportellisti definiti disponibili (55%) e gentili (39%) si traducein un livello di soddisfazione molto alto (92%), motivato soprattutto dallacapacità di ascolto degli addetti.

Il 40% degli intervistati si èrivolto alla banca anche per ottenere un finanziamento e nei due terzi dei casisostiene di averlo ottenuto con facilità.

Un elemento di criticitàrimane quello dei costi. Il 40% di chi non utilizza le carte di pagamento lo faper motivi economici e il suggerimento alle banche che ricorre più spesso èquello di ridurre i costi (49%). Il gradimento mostrato, soprattutto inAmerica, nei riguardi degli economici servizi online, fa pensare che questa siauna strada percorribile anche in Italia, data l’elevatissimafrequentazione di Internet point da parte degli stranieri.

“Un’altra lezioneamericana è quella della segmentazione”, conclude Omarini. “Inalcuni casi l’etnia, per esempio, si dimostra decisiva nella ricerca diservizi diversi. In America gli ispanici cercano servizi bancari tradizionali,mentre i cinesi vogliono investire il loro denaro affidandosi ai broker”.

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