Raffaele_Paganini_è_Rodolfo_Valentino_a_E'grandEstatE_?ÿ?Windows-1252?Q?2003

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19/lug/2003 16.31.50 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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E'grandeMusical

Raffaele Paganini in

Rodolfo Valentino

il musical di Harold Troy

adattamento Paolo Orlandelli

regia Claudio Insegno

musiche Maurizio Fabrizio

liriche Giuseppe Fulcheri

coreografie Silvie Mougeolle

scene Francesco Scandale

costumi Silvia Morucci

disegno luci Massimo Tomasino

produttore esecutivo Tiziana D’Anella

 

Parma, Piazzale della Pilotta,

lunedì 21  luglio 2003 ore 21.30

        

       

        Rodolfo Valentino, un mito in carne e ossa. Un uomo, o meglio un ragazzo, entrato nella leggenda grazie a una fugace apparizione nel mondo della celluloide e ad una morte tanto inaspettata quanto misteriosa. Un artista che ha incoronato il tipo classico di bellezza mediterranea a modello di seduzione universale. Un attore raffinato, insieme asciutto e sensuale. Un professionista consapevole delle enormi prerogative del mezzo cinematografico e sempre più esigente in materia di creazione e verosomiglianza. Un esteta, affamato di bellezza, che interpretò la vita come un sogno, un romanzo, un film. Il fascino e la maestria di Raffaele Paganini traducono in danza il mito dell'attore pugliese, nel musical di Harold Troy a lui dedicato, in scena in Piazzale della Pilotta lunedì 21 luglio alle ore 21.30, nell'ambito di E'grandEstatE 2003, la rassegna di musica, danza e teatro della Fondazione Teatro Regio di Parma, realizzata con il sostegno di esselunga.

        Rodolfo Valentino guadagnò la fama di grande amatore grazie a film di enorme successo. Soprattutto Valentino fu il primo modello di maschio a differire dai canoni di bellezza americani, biondi e sorridenti. Oltre alla sua intrigante bellezza mediterranea Valentino godeva del fascino dello straniero, del barbaro conquistatore. Sguardo tenebroso, aspetto curato, modi cavallereschi, fu identificato con l’amatore di professione.

Divenne l’oggetto del desiderio di tutto il pubblico femminile del cinematografico e, malgrado tutto, il tipo più imitato dai playboy dell’epoca. La sua morte improvvisa si abbattè come una frustata in pieno volto sui milioni di ammiratori e simpatizzanti e servì tragicamente a fissare la sua fama al gradino più alto. Morì a trentun anni. Si era posto all’attenzione del pubblico solo otto anni prima, regalando alla macchina da presa la prorompente pienezza della sua gioventù. Attore versatile, ballerino, collezionista di oggetti d’arte, Valentino si circondava di bellezza e curava maniacalmente il proprio personale.

        Possedeva un’innata eleganza, un portamento sofisticato e disinvolto insieme, aveva gusto, intuito, passione per lo studio e l’esercizio fisico. Aspetti questi che lo accostano a Raffaele Paganini, étoile del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, che in scena ripercorrerà le tappe della sua vita mettendone in luce il suo lato più umano. Valentino si costruì una casa da favola e spese un patrimonio per arredarla. Ogni centesimo che guadagnava veniva investito per la realizzazione di un mondo di sogno di cui si sentiva protagonista. Il cinema, come dimora della fantasia, esprime l’unica dimensione in cui Rodolfo Valentino si trovasse perfettamente a suo agio. L’unica in cui potesse essere sé stesso ed altri mille personaggi contemporaneamente, l’unica da cui gli fosse possibile abbracciare le folle di ammiratori e soddisfare il suo disperato bisogno d’amore.

Natacha fu la donna del suo destino. Lasciandolo lo privò di un solido punto di riferimento facendolo soccombere alle proprie debolezze.

La morte di Valentino è tuttora avvolta nel mistero ma è certo che dal momento della separazione fino alla morte, Rudy fu profondamente infelice.

Per informazioni e prenotazioni tel.0521 039399 www.teatroregioparma.org

 

 

Sono disponibili immagini digitali ad alta risoluzione e schede approfondite su ciascuno degli appuntamenti in cartellone (queste ultime on line su www.teatroregioparma.org)
 
 
Paolo Maier
Ufficio Stampa e Comunicazione
Fondazione Teatro Regio di Parma
via Garibaldi, 16
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