Nasce il nuovo "medico di famiglia europeo"

28/ago/2006 09.48.00 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Attento a verificare la qualità delle sue prestazioni, impegnato ad applicare le migliori strategie diagnostico-terapeutiche, desideroso di lavorare in team e di creare un forte collegamento con gli specialisti, sensibile alle nuiove tecnologie, consapevole di rappresentare il punto di riferimento per la popolazione, sempre in prima linea per la prevenzione e disposto a confrontarsi nella gestione di importanti patologie come tumori, malattie cardiovascolari, depressione in una visione che ponga al primo posto la persona, unendo alla tecnologia un nuovo umanesimo: ecco ilnuvo medico di famiglia europeo, lontano mille miglia dagli stereotipi come il medico della mutua. Ecco il professionista che vuol svolgere un ruolo di primo piano nei sistemi sanitari dei paesi occidentali, orgoglioso della propria preparazione e della funzione sociale svolta quotidianamente. Ne hanno parlato gli oltre 3.000 medici di famiglia di 64 paesi del mondo riuniti a Firenze alla Fortezza da Basso per il Congresso del WONCA, World Organisation of Family Doctors, la più grande associazione mondiale scientifica della medicina generale. Dal 27 al 30 agosto i congressisti si sono confrontati su alcuni dei grandi temi della medicina di famiglia, dalla ricerca al counselling, dal controllo dei rischi alla biologia, guardando ai nuovi modelli gestionali ospedale-territorio, capaci di coniugare qualità, efficienza, costi contenuti e razionalizzazione a vantaggio del malato. Più di 1.200 i lavori presentati al Congresso: ricerche spagnole, italiane, bulgare, finlandesi indicano come un medico di famiglia attento agli stili di vita errati può condizionare positivamente i propri pazienti nel correggerli., collaborando con dli insegnanti di palestre, educando i bambini delle scuole a non ingrassare, convincendo a smettere di fumare. Gli italiani del "Risk and Prevention Study Collaborative Group" hanno analizzato circa 5.000 pazienti per scoprire il legame tra condizioni socio-economiche, istruzione e fattori di rischio cardiovascolare, scoprendo che chi è più istruito fa meno attività fisica e fuma di più, ma smette più spesso e segue un'alimentazione più sana rispetto a chi è meno istruito, andando incontro più spesso a diabete ed ipertensione arteriosa. Dal congresso sono emersi nuovi stimoli ed impegni per il Medico di Famiglia, anche se il 99,4 % dei medici intervistati indica di volersi psecializzare e di non preferire la medicina di famiglia, soprattutto per "motivi di prestigio e di denaro". Si deve lavorare ancora a lungo per colmare il gap, hanno concluso al Wonca, ma ormai la storia è segnata.

 

Nicoletta Curradi




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