Comunicato LAV. CACCIA, LAV DENUNCIA FALLIMENTO DEL DECRETO LEGGE 251/06: REGIONI HANNO IGNORATO IL PROVVEDIMENTO, CONDANNA UE CERTA. APPELLO A DE CASTRO E PECORARO.

31/ago/2006 12.19.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato Stampa LAV 31 agosto 2006

 

CACCIA, LAVDENUNCIA IL FALLIMENTO DEL DECRETO DE CASTRO: “TRA PRE-APERTURA E CACCIA A SPECIE PROTETTE, LE REGIONI HANNOIGNORATO IL PROVVEDIMENTO. ORA CONDANNA DELL’UE SARA’ CERTA.”

 

Il decreto-legge sulla caccia n.251/2006- che doveva porre fine alle violazioni italiane alle normative comunitarie - èmiseramente fallito sottol’implacabile opera di liberalizzazione selvaggia della caccia delleRegioni: tra sabato 2 e domenica 3settembre, infatti, la caccia si aprirà inanticipo in almeno 15 Regioni(Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli VeneziaGiulia, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria eVeneto) e nelle province autonome di Trento e Bolzano, mentre addiritturaToscana e Marche hanno consentito la caccia alle specie protette dall’UE(passero, storno, ecc.) in palese violazionedalla Direttiva 79/409/CEE e alle nuove norme del decreto De Castro!

 

Lo denuncia la LAV che ha eseguito unmonitoraggio dei calendari venatori e ha diffidato i Presidenti delle Regioni arevocarli immediatamente: “In numeroseRegioni sarà consentita la caccia a speciestanziali (lepri, fagiani, starne, conigli, pernici, ecc.) o anatidi (germano reale, alzavola emarzaiola) che sono ancora in riproduzioneo di dipendenza dei piccoli e molte anatre non sono in grado di volarenormalmente per la muta estiva - dichiara Ennio Bonfanti, della LAV - Seaggiungiamo le deroghe illegittime per la caccia di specie protette, abbiamo laquasi certezza che la Cortedi Giustizia di Lussemburgo arriverà a una nuova e sonora condannadell’Italia per violazione del diritto comunitario ambientale che,paradossalmente, il decreto-legge doveva recepire per fronteggiare la miriadedi infrazioni del nostro Paese! La LAV chiedeuna riformulazione del decreto n.251/06, testo che ci riserviamodi denunciare alla Commissione Europea ealla Corte di Giustizia UE”.

 

A giudizio della LAV, se da una parte le Regioni –come prevedibile – hanno caparbiamente ignorato e calpestato il decreto,dall’altra il Ministro delle Politiche Agricoleon. De Castro ha avuto un atteggiamento di totale acquiescenza alle pressioni della lobby venatoriae non ha fatto nulla per difendere il suo decreto e per garantirnel’applicazione. “E’ grave che ilMinistro abbia prima smantellato il suo stesso provvedimento con una circolarealle Regioni che autorizza le pre-aperture dichiara Roberto Bennati,vicepresidente della LAV e poi non siaintervenuto per bloccare, come gli consente il decreto e la legge 221/2002, lederoghe illegittime. Insomma, il decreto che doveva fermare la deregulation‘calibro 12’è stato affossato e ‘impallinato’ da chi doveva applicarlo e farlorispettare”.

 

La LAV chiede un immediatointervento del ministro De Castro e del ministro Pecoraro Scanio, il quale conquesto decreto non ha assunto le posizioni espresse in campagna elettorale, alfine di bloccare l’ennesima stagione di massacro della fauna. Si ricordainoltre ai Ministri delle Politiche Agricole e dell’Ambiente che ilprogramma di Governo dell’Unione prevede ‘tolleranza zero’ verso le deroghe venatoriee l’impegno verso la piena applicazione della legge n. 157 del 1992, ilrispetto delle direttive comunitarie in materia di caccia”.

 

31.08.2006

Ufficio stampa LAV 06.4461325– 339.1742586 www.lav.it

 

 

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