Fw: Proposta del Baritono Giuseppe Zecchilli al Comune di Milamo. Naturalmente non ha avuto seguito.

29/lug/2003 14.26.40 Utente Non Registrato Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, July 29, 2003 10:59 AM
Subject: Proposta del Baritono Giuseppe Zecchilli al Comune di Milamo. Naturalmente non ha avuto seguito.

Seduta Consiliare 3 giugno 2003
1
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 3 GIUGNO 2002
Presiede Riccardo Albertini - Consigliere designato
Partecipa il Segretario Generale Dr. Giuseppe Albanese
- - - - - -
Il Presidente dispone si proceda con gli interventi ai sensi dell’art. 21
del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio
Comunale.
Indi dà la parola al consigliere Ciccioni.
Il consigliere Ciccioni così interviene:
“Metto a frutto la presenza dell’assessore Carrubba per una
questione che attiene appunto alla partita che lui è chiamato a dirigere.
Il Comune, Presidente e Assessore, spende per l’operazione ‘taglia
e cuci’ sul progetto della Scala - meglio dire sul corpo della Scala - quasi
108 miliardi e suscita perplessità, quando non anche sdegno, in gran
parte della popolazione. Naturalmente poi è facile che manchino i
quattrini, come leggiamo dai quotidiani, per tenere nella prossima
estate le manifestazioni di ‘Milano Estate’, un tentativo di dare alla Città
un po’ di cultura popolare, un momento culturale nell’afa che molti
cittadini saranno costretti a vivere a Milano.
Ci sono però delle proposte che vengono inviate al Sindaco, alle
quali non viene data risposta e io tengo - essendo qui al servizio della
Città - a farle conoscere a quest’aula perché poi non si dica che certe
Seduta Consiliare 3 giugno 2002
2
cose non era possibile affrontarle in un certo modo. Leggo quindi la
lettera che è stata scritta dal Sindacato Nazionale Autonomo degli Artisti
Lirici nella persona di Giuseppe Zecchillo, un noto baritono, un illustre
uomo di cultura musicale, il quale scrive esattamente queste cose:
‘Egregio Sindaco, ho appreso con molto rammarico e
preoccupazione che il Comune ha tagliato quasi completamente i
finanziamenti alle iniziative musicali-culturali dell’estate milanese. Visto
che si tratta soltanto di disponibilità economiche, mi permetto di
proporLe di favorire la realizzazione di una Stagione Lirica popolare al
Castello Sforzesco, simile a quelle che si facevano prima e subito dopo
la Guerra e che attiravano migliaia di persone a sera tanto da meritare il
titolo di ‘Teatro dei Ventimila’ e fruttare guadagni agli impresari’.
L’assessore Carrubba, che ascolta con attenzione, probabilmente
ricorderà questi fatti anche se non sono molto attuali.
Chiede Giuseppe Zecchillo nella sua lettera: ‘Se l’orchestra e il
coro della Scala sono in ferie, si potrebbe invitare l’Orchestra Toscanini
di Parma che tutte le estati va in tournée con la propria produzione
sovvenzionata dagli Enti locali emiliani e dallo Stato. La Scala potrebbe
prestare scene e costumi, gratis perché sono patrimonio comunale; una
Aida, una Butterfly, una Bohéme al Castello farebbero un enorme
successo di pubblico, pieno garantito, con un attivo di bilancio molto
probabile per gli organizzatori. Sarebbe la prima volta che la Lirica
Seduta Consiliare 3 giugno 2002
3
potrebbe guadagnare. A Milano poi ci sono in estate numerosi turisti e
migliaia di cittadini che alla sera non sanno dove andare; per non
parlare della provincia e dei Paesi limitrofi per i quali la Lirica al Castello
sarebbe un richiamo allettante. Ci sarebbero insomma’ - scrive Giuseppe
Zecchillo - ‘tutte le condizioni per fare una Milano-Estate offrendo ai
cittadini buona musica senza tracolli per le casse comunali. I titolari dei
locali del centro, che ora lamentano un penoso calo di affari perché
Milano alla sera è morta, sarebbero soddisfatti di questa iniziativa del
Comune’.
Naturalmente faccio mia questa proposta, ma purtroppo, ahimè,
debbo confrontarla con quanto nel frattempo ha proposto il Comune a
mezzo dell’assessore Predolin, il quale dice che ha in animo di mettere
un maxi schermo in Piazza Scala del costo di circa un miliardo e mezzo
di lire, dimenticando che con la stessa spesa e probabilmente con meno
quattrini si sarebbe potuta fare una Stagione Lirica al Castello, nella
magia nelle quinte del Castello, dando al pubblico un prodotto genuino e
poi la comodità di posti a sedere, mentre in Piazza Scala ci sarà
probabilmente un prodotto artificioso alla presenza di passaggi non
interessati a quell’opera che si prevede di dare sul maxi schermo, in una
condizione (come dire) di freddo culturale che certo non potrà garantire
alcun interesse da parte della Città e alcun godimento della musica
eventualmente che verrà prodotta.
Seduta Consiliare 3 giugno 2003
4
Presidente, ci sono delle questioni che a volte i cittadini
propongono all’Amministrazione e in questo caso non si può nemmeno
dire dalla base, ma da un pulpito avveduto di persona che è all’interno
del sistema culturale e musicale da molti anni.
Io chiedo al Sindaco di innovare un poco le sue consuetudini
rispondendo a questo cittadino e soprattutto tenendo presente - dico
anche a Lei, assessore Carrubba - che a volte tener davanti a sé una
proposta di questo tipo potrebbe dare alla Città dei risultati insperati.
Perché non provare? Perché in qualche modo non approfondire
l’argomento?”.
Il Presidente così interviene:
“Grazie, consigliere Ciccioni, le questioni che lei ha posto sono
state ascoltate con molta attenzione al punto che l’assessore Carrubba
desidera risponderle subito”.
Dà indi la parola all’assessore Carrubba.
L’assessore Carrubba così interviene:
“Grazie, Presidente, ho chiesto di poter rispondere subito perché
ho un impegno che mi costringe ad allontanarmi, però mi interessava
dare una risposta per ricordare che la proposta che è stata qui
presentata non tiene conto di alcune esperienze fatte anche di recente,
consigliere Ciccioni. Io ricordo che noi per tre anni abbiamo organizzato
delle Stagioni Liriche estive, due di queste Stagioni sono state
Seduta Consiliare 3 giugno 2002
5
organizzate proprio al Castello, ricordo anche che alcuni Consiglieri
dell’Opposizione non hanno sempre apprezzato questa iniziativa; ricordo
che queste iniziative sono state organizzate proprio dall’Orchestra
Toscanini.
Qual è il punto debole di questa proposta? I punti deboli sono due:
che, a differenza di quanto ritiene il firmatario della lettera, non è
possibile organizzare una Stagione Lirica per ventimila persone, non è
possibile anche perché, come voi dovreste sapere o come voi sapete, il
cortile del Castello è attualmente ingombro da un grande cantiere quindi
non è possibile organizzare un palcoscenico né per ventimila né per
venticinque. Comunque, quando pure il Castello fosse libero, come era
libero qualche anno fa, non è assolutamente più tecnicamente possibile
organizzare un palcoscenico e una platea per ventimila persone per le
ragioni di sicurezza e per le norme che attualmente… perché 50 anni fa
era possibile, ma attualmente non è più possibile organizzare un
palcoscenico per ventimila persone.
Questo rende, dal punto di vista economico, non interessante per
gli organizzatori, tanto è vero che negli anni passati c’è stato un forte
investimento del Comune su questa operazione della Lirica, proprio
perché noi riteniamo che sia importante consentire il godimento della
Lirica a tutti gli strati della popolazione; vi ricordo che si trattava di
spettacoli di grande qualità per i biglietti che costavano, mi pare, al
Seduta Consiliare 3 giugno 2002
6
massimo 60 mila lire, con scenografie e costumi della Scala, solo che il
massimo, diciamo, della capienza possibile mi pare si aggirasse intorno
ai 2.000-2.500 posti proprio perché oggi non ci sono le capienze
necessarie.
In nessuna altra zona di Milano è possibile costruire o realizzare
un palcoscenico per ventimila persone, quindi diciamo l’interesse
economico dell’operazione purtroppo non c’è. Quindi quest’anno, date le
note riduzioni di Bilancio, io ho dovuto rinunciare a investire, diciamo,
su questo spettacolo che ricordo, tra l’altro, era realizzato grazie a un
generoso contributo di uno sponsor privato, una banca privata milanese
che dava 500 milioni di vecchie lire. Questa è la ragione per la quale
non si è fatta una cosa così come proposta da quella lettera che, ripeto,
a Milano si è fatta proprio con l’Orchestra Toscanini e, devo ricordare,
aveva suscitato le proteste di quel signore che firma quella lettera,
perché ricordo che quando noi facemmo le Stagioni Liriche estive con
l’Orchestra Toscanini quel signore protestò perché utilizzavamo
l’orchestra Toscanini”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Bossi Emilia Moratti.
Il consigliere Bossi Emilia Moratti così interviene:
“Assessore, mi piacerebbe avesse il tempo anche di ascoltare
questo piccolo intervento perché mi voglio accodare a quanto detto dal
collega Ciccioni per quanto riguarda il progetto di rappresentazione
Seduta Consiliare 3 giugno 2002
7
virtuale della Scala sugli edifici di Piazza della Scala, cioè una
rappresentazione…”.
Interviene, fuori microfono, l’assessore Carrubba, le cui parole
non risultano, peraltro, udibili.
Il consigliere Bossi Emilia Moratti così riprende:
“No, lo so che è di Predolin, ma qualcosa c’entra anche lei, il suo
parere almeno come cittadino. Va bene, fa niente! In ogni caso questo
mi sembra un progetto un po’ immaginifico, verrebbe in sostanza
proiettata una rappresentazione virtuale dei palchi sugli edifici delle
banche a destra e a sinistra, verrebbe proiettato il palco reale su Palazzo
Marino e… mi viene da pensare anche gli effetti speciali di Albertini che
si potrebbe affacciare dal balcone di Palazzo Marino, a questo punto! E
dalla parte della Scala verrebbe proiettato probabilmente qualcosa di
repertorio, perché si dice ‘ci sono problemi di diritti d’autore sul
proiettare cose correnti’ cioè cose che vadano in scena agli Arcimboldi.
Ma mi sembrava che all’inizio le proposte fossero un po’ più di
contenuto, cioè: visto il problema effettivamente della Piazza della Scala
che rimaneva orfana della sua maggiore attrazione, con i conseguenti
problemi per gli esercizi commerciali, ma anche per i cittadini, per i
turisti che arrivano, l’insoddisfazione… tanti veramente arrivano non
sapendo che la Scala si è trasferita agli Arcimboldi! E la difficoltà di
anche andare a trovare la biglietteria nel mezzanino della metropolitana
Seduta Consiliare 3 giugno 2002
8
con indicazioni difficili da seguire… si era pensato, quindi, di tracciare
come un cordone ombelicale dalla Piazza della Scala, il luogo vero di
presenza della Scala, e gli Arcimboldi.
Quindi pensando se era possibile realizzare una piccola struttura
trasparente, magari si pensava utilizzando il portico che probabilmente
non sarà interessato alla ristrutturazione, forse anche il foyer potrà
essere interessato a una ristrutturazione veloce fatta, magari, solo nel
mese di agosto, e in questi spazi, oltre al fatto di poter pensare a un
megaschermo appoggiato sulla Scala dove proiettare parti di repertorio
o le stesse, perché io ritengo che invece ci sia uno studio sui diritti
d’autore sulla Scala che quando l’accordo fra RAI, come oggetto fisico, e
Scala come contenuti, si può.
Infatti in tal senso erano già stati presi contatti con l’allora
Presidente della RAI, Zaccaria, dall’Assessore al Commercio. E in questo
spazio oltretutto realizzare qualcosa che poi poteva rimanere anche
dopo, cioè: la consultazione degli archivi, perché non dimentichiamo che
la Scala, oltre ad essere - come ci hanno spiegato in questi giorni -
un’opera architettonica, cioè un teatro storico, un luogo dove va in
scena lo spettacolo con tutte le sue esigenze, è anche un enorme
giacimento culturale con archivi che sono stati man mano riordinati,
ristrutturati e resi disponibili per ulteriori usi o anche per la
consultazione corrente. Quindi, al di là di non disperdere il patrimonio,
Seduta Consiliare 3 giugno 2003
9
quindi di consentire una parziale consultazione, credo anche che per una
educazione dei futuri utenti, per non dimenticarci La Scala in tutti questi
anni che, ahimè, ci aspettano di attesa al ritorno qui nella sede di
Piazza della Scala, a me sembrava molto più coraggioso e pieno di
contenuti un progetto in tal senso.
Devo dire che sono rimasta un po’ stupita dal vederlo sminuito in
questo modo, mi sembrano cose un po’ più degne di Disneyland che
della nostra Città! E poi io penso che i soldi è bene spenderli, magari
anche tanti, ma che duri nel tempo l’effetto; sono abbastanza contraria
a queste manifestazioni one shot, che poi si buttano via.
Quindi io spero che ci si voglia ripensare e questi soldi spenderli
bene. Grazie”.
Naturalmente, visti gli enormi interessi...personali...la proposta (lapalissiana)
non ha avuto seguito. Il Castello resta desolatamente vuoto...come la Scala d'altronde.
Giuseppe Zecchillo ex consigliere i amministrazione del Teatro alla Scala
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl