Comunicato LAV, Caccia: sospende pre-aperture in 6 Regioni. Accolto il ricorso LAV: "ora il Parlamento converta il decreto legge per impedire ogni deroga alle norme UE".

Accolto il ricorso LAV: "ora il Parlamento converta il decreto legge per impedire ogni deroga alle norme UE".CACCIA, IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO LAV: STOP ALLE PRE-APERTURE IN BASILICATA, CAMPANIA, CALABRIA, EMILIA ROMAGNA, MOLISE E PUGLIAGRANDE SODDISFAZIONE DELLA LAV: FERMATA MATTANZA DOVUTA A SCANDALOSAPOLITICA DELLE REGIONI DI LIBERALIZZAZIONE SELVAGGIA DELLE DOPPIETTE.

06/set/2006 18.20.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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CACCIA, IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO LAV:
STOP ALLE PRE-APERTURE IN BASILICATA, CAMPANIA,
CALABRIA, EMILIA ROMAGNA, MOLISE E PUGLIA

GRANDE SODDISFAZIONE DELLA LAV: FERMATA MATTANZA DOVUTA A SCANDALOSA
POLITICA DELLE REGIONI DI LIBERALIZZAZIONE SELVAGGIA DELLE DOPPIETTE. ORA IL
PARLAMENTO CONVERTA IL DECRETO LEGGE PER IMPEDIRE OGNI DEROGA ALLE NORME UE.

Tortore, merli, colombacci, quaglie, e tanti altri animali sono salvi: oggi
il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con i Decreti n. 4930,
4931, 4932, 4933, 4934 e 4935, ha sospeso le pre-aperture della caccia nelle
Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Molise e Puglia, che
illegittimamente avevano aperto la stagione venatoria tra il 2 e il 3
settembre, prima della data del 17 settembre stabilita dalla legge statale
n. 157 del 1992.

La Sezione Prima del TAR Lazio, infatti, ha accolto sia il ricorso sia la
richiesta di sospensiva presentate dalla LAV, che aveva impugnato le varie
delibere regionali sulla pre-apertura, dando ragione alla LAV che, in base
al decreto-legge “De Castro-Pecoraro” sulla caccia n. 251, era già
intervenuta diffidando le Regioni a revocare i propri calendari venatori che
non rispettavano il chiaro disposto dell’art.3, comma 2, del decreto: “In
via transitoria, per la stagione venatoria 2006/2007, è fatto divieto di
esercitare l’attività venatoria in data antecedente alla terza domenica di
settembre”.

“Grazie a questa formidabile vittoria giudiziaria è stata sconfitta la
scandalosa politica di liberalizzazione selvaggia attuata dalle Regioni che,
abusando dei propri poteri amministrativi e legislativi, violano
costantemente le normative statali e comunitarie che cercano di tutelare la
fauna”, dichiara Ennio Bonfanti, della LAV. “Dopo il decreto-legge ‘De
Castro-Pecoraro’, ci si attendeva dalle Regioni maggiore senso di
responsabilità e rispetto per gli obblighi comunitari, visto che la
Commissione Europea ha già censurato le mille deroghe venatorie degli scorsi
anni. Invece - prosegue Bonfanti - ancora una volta è prevalsa una gestione
clientelare della caccia e sono stati emanati provvedimenti illegittimi non
solo in relazione al recente decreto, totalmente ignorato, ma anche rispetto
alla legge statale sulla caccia che dal 1992 è costantemente violata”.

“L’autorevole e chiaro pronunciamento dei Magistrati del TAR non può che
servire da sprone al Governo ed al Parlamento perché si arrivi ad una
conversione del Decreto-legge 251 con opportuni emendamenti che sanciscano
definitivamente lo ‘stop’ a deroghe e cavilli per aggirare le disposizioni
internazionali sulla tutela della fauna. - prosegue Roberto Bennati,
vicepresidente della LAV - Questa vicenda delle pre-aperture, autorizzate a
larghe mani dalle Regioni, dimostra che l’unica figura preposta a garantire
la conservazione degli animali selvatici deve essere lo Stato, anche
nell’interesse dalla comunità internazionale, e che le Regioni devono
uniformarsi alle politiche nazionali di conservazione della fauna. Per
questo chiediamo una riformulazione del decreto che rafforzi l’intervento
statale a tutela della biodiversità”.

Conclude Maurizio Santoloci, Direttore Legale delle LAV “questo
provvedimento conferma che la tendenza sostanziale alla violazione delle
regole europee in materia di protezione della fauna, alla quale il nostro
Paese è abituato per prassi storica, vede la naturale estinzione, e che il
ricorso alle vie giudiziarie costituisce uno strumento primario nel quale
tutta la LAV ha creduto fermamente e attraverso il quale intendiamo
continuare la nostra azione, anche in vista di futuri eventi di questo e
altro genere”

Il TAR ha confermato il divieto di pre-aperture della caccia contenuto nel
Decreto Legge n.251 che, viceversa, dalle Regioni, dal mondo venatorio e
dagli uffici ministeriali era stato interpretato in maniera non corretta e
favorevole alle pre-aperture; i Giudici amministrativi, inoltre, hanno
ritenuto che la caccia così anticipata viola la Direttiva 79/409/CEE (che
tutela gli uccelli nella fase riproduttiva) e contrasta con la sentenza
313/2006 della Corte Costituzionale, che ribadisce i poteri esclusivi dello
Stato in materia di calendario venatorio. Ne consegue che fino al 17
settembre qualunque attività di caccia venga esercitata nelle 6 Regioni in
questione, è penalmente rilevante e sanzionata ai sensi dell'art. 30, L. n.
157/1992 e del codice penale.


6 settembre 2006
Ufficio stampa LAV 06.4461325 - 329.0398535
www.lav.it

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