Comunicato stampa LAV, Caccia alle foche: Parlamento UE chiede stop a import di prodotti di foca. La LAV: "subito Legge contro il commercio di prodotti di foca".

07/set/2006 15.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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CACCIA ALLE FOCHE: PARLAMENTO UE CHIEDE STOP A IMPORT DI PRODOTTI DI FOCA.
DOPO GLI STATI MEMBRI ANCHE L’UNIONE EUROPEA RIPRENDA LA DISCUSSIONE SUL
DIVIETO DI IMPORTAZIONE.

La LAV plaude alla nuova Risoluzione del Parlamento Europeo che appoggia un
divieto di prodotti di foca, e che rappresenta un passo vitale verso la fine
della caccia commerciale alle foche praticata in Canada.

LAV e IFAW, che coordina la campagna internazionale contro la caccia alla
foche in Canada, hanno sostenuto il cammino parlamentare con successo,
ottenendo il consenso della maggioranza dei membri del Parlamento europeo
affinché firmassero una Dichiarazione Scritta che chiedeva la fine del
commercio di prodotti di foca: sono 368 i Parlamentari che hanno firmato la
Dichiarazione Scritta n.38, che sarà ora inviata alla Commissione europea e
al Consiglio di Ministri, chiedendo un divieto al commercio dei prodotti di
foca.

La Dichiarazione è stata inviata da cinque Parlamentari (Carl Schlyter,
Paulo Casaca, Karl-Heinz Florenz, Mojca Drcar Murko e Caroline Lucas) che
rappresentano quattro gruppi politici importanti nel Parlamento; evidenzia
inoltre le iniziative legislative in corso in molti degli Stati Membri
dell’UE (Belgio, Lussemburgo e Italia) e nei Paesi che hanno già vietato il
commercio di prodotti di foca (USA, Messico e Croazia).

“Dopo il Parlamento europeo anche il Consiglio d’Europa si appresta, su
proposta della LAV e con l’appoggio dell’On. Azzolini, ad emanare una nuova
Risoluzione contro la caccia alle foche” - dichiara Roberto Bennati,
vicepresidente LAV - “Un divieto europeo aiuterebbe la fine della caccia,
attraverso la riduzione della domanda dei prodotti derivati dalla caccia
alle foche. Il bando europeo costituisce quindi un importante messaggio per
il Governo canadese, testimoniando che l'Unione Europea non vuole nessun
coinvolgimento in questa caccia”.

La LAV invita, infine, il Governo Prodi a trasformare in Legge il Decreto
interministeriale n. 87 del 2 marzo 2006 (Modalità di applicazione del
divieto di importazione in Italia di pelli di foca, per fini commerciali),
firmato dagli allora ministri Scajola (Attività Produttive) e Tremonti
(Finanze), su iniziativa del vice ministro alle Attività Produttive con
delega al Commercio estero Adolfo Urso, che di fatto pone una moratoria
vincolando le importazioni - da qualsiasi paese - delle pelli di tutte le
foche (anche animali adulti) al regime restrittivo dell’autorizzazione
ministeriale.

7.09.2006
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