Comunicato LAV, Caccia: la LAV fa appello al Presidente della Repubblica, Napolitano, per garantire il rispetto delle decisioni dei Giudici amministrativi.

07/set/2006 16.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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CACCIA SOSPESA FINO AL 17 SETTEMBRE IN 6 REGIONI DOPO DECRETO TAR LAZIO. LA
LAV CHIEDE L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO CONTRO REGIONI RIBELLI E
MINISTRO DE CASTRO PER GARANTIRE LA COSTITUZIONE ED IL RISPETTO DELLE
DECISIONI DEI GIUDICI.


Ieri il TAR Lazio, accogliendo il ricorso della LAV, ha sospeso le
illegittime pre-aperture della caccia in sei Regioni (Basilicata, Campania,
Calabria, Emilia Romagna, Molise e Puglia) fino al 17 settembre (data di
apertura ufficiale della caccia). Oggi le Regioni Calabria e Basilicata
annunciano di non voler eseguire la decisione dei giudici e, addirittura, il
sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Alfredo
Bertelli ha definito “illegittimo" il decreto dei giudici amministrativi e
preannuncia che la caccia continuerà come se nulla fosse.

La LAV prende atto, apprezzandone il tono, delle affermazioni del Ministro
dell’Ambiente, Pecoraro Scanio che ha invitato i cacciatori a rispettare la
legge ed attenersi alle decisioni dei giudici, mentre condanna la pericolosa
posizione del Ministro delle politiche agricole De Castro che - calpestando
il dovere istituzionale di rispettare un altro organo dello Stato - arriva
addirittura a sospettare che il TAR abbia surrettiziamente utilizzato una
legge (il decreto-legge De Castro-Pecoraro di due settimane fa ) “come
pretesto” per bloccare le aperture anticipate decise illegittimamente dalle
Regioni.

Per questo la LAV ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, quale capo del CSM e garante della Costituzione. “In
queste ore stiamo assistendo ad uno scontro frontale di alcune Regioni,
esponenti venatori e del Ministro delle politiche agricole contro
l’autonomia della Magistratura. - dichiara Gianluca Felicetti, presidente
della LAV - Vengono pesantemente messi in dubbio la correttezza,
l’imparzialità ed addirittura la legittimità di un provvedimento di un
giudice solo perché ha bloccato la caccia! Chiediamo al Presidente della
Repubblica di intervenire subito per fermare questo gravissimo conflitto
istituzionale”.

La LAV inoltre comunica di aver già allertato il Corpo Forestale, e gli
altri organi di vigilanza di Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna,
Molise e Puglia affinché vigilino sull’applicazione della sospensione della
caccia disposta dal TAR Lazio, notificata già ieri alle Regioni e quindi
vigente.

Qualunque attività di caccia che venga esercitata, pertanto, è penalmente
rilevante e sanzionata ai sensi dell'art. 30, lettera A della Legge
nazionale n. 157/1992 che prevede l'arresto da tre mesi ad un anno o
l'ammenda da 929 a 2.582 euro e del Codice penale. Non vi sono alibi o
scappatoie né le Regioni possono rifiutarsi di far applicare il decreto
presidenziale del TAR che è efficace sin da ieri senza bisogno di
recepimento, pubblicazione o altro: insomma la caccia è chiusa fino al 17
settembre “senza se e senza ma” e chi spara commette reato.

7.09.2006
Ufficio stampa LAV 06.4461325 - 329.0398535 www.lav.it

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