Comunicato LAV. COLLARI ELETTRICI PER CANI, TAR LAZIO ANNULLA ORDINANZA. LAV: REAZIONE DI PAURA/DOLORE DEL CANE E' MALTRATTAMENTO, URGENTE NORMATIVA CHE VIETI QUESTI COLLARI.

Comunicato stampa LAV CANI:TAR LAZIO ANNULLA ORDINANZA MINISTERO DELLA SALUTE CHE VIETAVA USO DI COLLARIELETTRICI.LAV: LAREAZIONE DI PAURA E SOFFERENZA DEL CANE E MALTRATTAMENTO.

18/set/2006 16.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV

 

CANI:TAR LAZIO ANNULLA ORDINANZA MINISTERO DELLA SALUTE CHE VIETAVA USO DI COLLARIELETTRICI.

LAV: LAREAZIONE DI PAURA E SOFFERENZA DEL CANE E’ MALTRATTAMENTO. URGENTE UNANORMATIVA STRUTTURATA CHE VIETI I COLLARI ELETTRICI.

 

Temevamo questa decisione del TAR, perchél’Ordinanza, per come strutturata, fin dall’inizio è apparsa debolesotto il profilo giuridico - dichiaraCiro Troiano, responsabile del servizio SOS Maltrattamenti della LAV- ma ci aspettavamo una maggiore attenzioneda parte dei Giudici Amministrativi, tesa a salvaguardare un bene collettivo,come la tutela degli animali, più che gli interessi privati delle due aziendericorrenti. E’ bene precisare, però - continua Troiano - che pur con la sospensione dell’Ordinanza, l’uso deicollari elettrici può costituire reato ed essere punito in base alla legge189/04 contro il maltrattamento di animali”.

 

La decisione del TAR,infatti, non entra in merito ad aspetti penali, che non sono di sua competenza,ma prende in esame solo la legittimità amministrativa dell’atto emanatodal Ministro della Salute, riconoscendo una lesione degli interessi economicidelle aziende che producono tali collari e non ravvisando le condizioni dinecessità e urgenza, presupposto necessario di ogni ordinanza. Nella sentenza,difatti, si legge “le argomentazioniche danno fondatezza la ricorso non danno luogo ad alcuna valutazione sulmerito della pratica usata e sui suoi contenuti tecnici”.

 

In merito alla normapenale il TAR rigetta i motivi di lagnanza dei ricorrenti asserendo che talimotivi “sono inammissibili atteso cheessendo la norma penale destinata a colpire i comportamenti individuali, sono isoggetti eventualmente perseguiti in forza di tale norma a doversi dolere”.

 

In merito alle condizionidi necessità e urgenza necessarie per giustificare l’emanazionedell’ordinanza il TAR ha ritenuto che ciò “non può ritenersi dalla reazione alla scossaelettrica da parte dell'animale, atteso che si tratta di una pratica non nuova”.

 

Il problema però non è la novità o meno costituita datali strumenti - conclude Troiano- ma la loro capacità di provocare paura,dolore e sofferenza, tali da poter configurare il reato di maltrattamento dianimali, per questo l’Ordinanza, pur con i suoi limiti, non doveva essereannullata”.

 

La LAV auspica quindil’emanazione di una disciplina normativa organica in materia che vieti l’uso,la detenzione, la vendita o l’uso di collari elettrici o similari,bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a determinare scosse oimpulsi elettrici nei cani.

 

18.09.2006

Ufficio stampa LAV06.4461325 – 339.1742586       www.lav.it

 

 

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