VERSO LA MECCA

20/set/2006 17.49.00 media_round Contatta l'autore

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Da Gianna Volpi 338 6425492 - 06 58331126

 

Al Teatro della Cometa - Roma

 

Dal 26 Settembre al 22 Ottobre (serale ore 21 - pomeridiane sabato e domenica ore 17)

Prima stampa giovedì 28 settembre, ore 21

 

TORINO Spettacoli Teatro Stabile con INDIE OCCIDENTALI S.r.l. presentano

VERSO LA MECCA

di Athold Fugard

 

con ISA BARZIZZA,

GIOVANNI LOMBARDO RADICE, MAURIZIA GROSSI

regia Emanuela Giordano

   

scena e sculture Andrea Nelson Cecchini                                                     costumi Sara Bianchi

 

Una luminosa parabola sulla diversità, il conformismo, il razzismo, la vecchiaia

 

Nel 1985 il drammaturgo sudafricano Athold Fugard pubblica Verso la Mecca, che lo stesso anno viene messo in scena a Londra. Al centro del testo la figura di Helen Martins, personaggio realmente esistito.

In uno sperduto villaggio sudafricano un'anziana signora vive la sua solitudine in compagnia delle sue sculture di cemento realizzate nel corso di vent’anni: figure umane, animalesche, mitologiche e oniriche che ora popolano il giardino della sua casa. Una creatività inizialmente considerata come una bizzaria che però viene presto percepita come una minaccia dalla società bigotta e retrograda del luogo. La donna, progressivamente emarginata, osteggiata, diffamata, ora è giunta alla conclusione della sua ricerca interiore e artistica. Un prete cerca di convincerla a ritirarsi in una casa di riposo mentre una giovane amica la incoraggia a resistere, a riappropriarsi della sua casa, della sua arte, della sua libertà, della sua vita.

 

 

Athol Fugard , regista e autore sudafricano nasce a Middelburg, Provincia del Capo nel 1932. Studia a Port Elizabeth e a Città del Capo (filosofia). Viaggia a lungo per il mondo facendo i più svariati lavori. Nel 1956 sposa Sheila Meiring, attrice e scrittrice, con cui comincia a recitare e a scrivere per il teatro fondando la compagnia Circle Players. Nel 1959 produce No-Good Friday , scritto per un gruppo interraziale nel quale vengono adottate le tecniche recitative dell'Actors Studio di New York. Lavora anche in Europa (1960-61) interagendo col teatro underground e il teatro povero di Grotowski. Come regista mette in scena drammi di Beckett, Brecht, Büchner, Camus, Genet, Machiavelli, Sofocle e Soyinka con la sua nuova compagnia, i Serpent Players. Tra i suoi lavori drammatici, Il nodo di sangue realizzato nel 1961, Ciao e arrivederci nel 1965 e Boesman e Lena nel 1968, costituiscono la `trilogia di Port Elizabeth'. Successivamente sono state rappresentate: The Coat , nel 1966, e People Are Living There nel 1968, stesso anno in cui la Bbc mandò in onda il radiodramma Millemiglia dedicato alla mitica corsa automobilistica italiana. Nel 1972 F. realizza la sua seconda e più importante trilogia: Sizwe Bansi è morto , che definì «il più efficace atto d'accusa contro l'apartheid» (storia di uno scambio d'identità); L'isola , sui dialoghi di due detenuti che discutono della messa in scena di Antigone intrecciandola alle storie dei film che hanno visto; e Statements after an Arrest under the Immorality Act sulla vita di una coppia mista che fa dell'incontro affettivo e sessuale un luogo di riflessione sulla segregazione razziale. Dimetos (1975) è il suo primo testo che esce dai temi legati alla sua terra per affrontare l'incesto. Seguono: The Guest (1977), sull'artista sudafricano Eugene Marais e la sua dipendenza dall'eroina; A Lesson from Aloes (1978) in cui fa esplodere i conflitti di coppia di una famiglia della media borghesia inglese e l'autobiografico `Master Harold' and the Boys (1982). Gli ultimi lavori sono The Road to Mecca (1984) e A Place with the Pigs (1988). F. ha coltivato anche interessi cinematografici girando anche alcuni film, fra gli altri: Boesman and Lena (1974) e Marigolds in August (1979) e ha recitato in film altrui, fra cui: Gandhi di Attemborough (1982).

INVITO. Per foto, interviste e conferme, ai numeri sopra indicati, grazie, Gianna Volpi

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