Mezzo milione di toscani ogni giorno in
E’ l’obiettivo che
Iltitolo del convegno “ Le Regioni e il futuro del Trasporto PubblicoLocale” che si è svolto a CarraraFiere nell’ambito di MobilityShow, la folla delle grandi occasioni, in particolare gli amministratoripubblici ed i manager delle aziende di trasporto pubblico di tutta Italia,interessati a discutere un problema determinante perla mobilità delle persone ma anche per un corretto sviluppo di un settore chedeve trovare una coesistenza “virtuosa” con l’ambienteconiugando velocità negli spostamenti con ecologia e disponibilità diinfrastrutture.
Ilconvegno, curato da Federmobilità e dalla regione Toscana, ha avuto fra irelatori il di Pisa Paolo Fontanelli (presidente di ANCIToscana) e il sindaco di Massa Fabrizio Neri, che hanno illustratoproblematiche affrontate in questo settore ed è stato l’occasione perapprofondire alcuni temi che vedono la Toscana all’avanguardia.
LaToscana, infatti è l’unica regione che siariuscita a liberalizzare il servizio di trasporto pubblico in tutte le suecittà compreso il capoluogo anticipando il nuovo corso che si è aperto con ilrecente decreto Bersani. Già nel 2001 aveva giàprevisto i “servizi autorizzati” ovvero la possibilità data alprivato, che si assume il rischio d’impresa, di svolgere un serviziopubblico.
Unrisultato che l’assessore ai trasporti Riccardo Conti
Lagestione del territorio come elemento strettamente connesso allo sviluppo deitrasporti locali è stato ripreso e ribadito da diversirelatori che hanno sottolineato come i due temi siano strettamente legati: èinsufficiente spendere centinaia di milioni l’anno per far girare i busse poi non si realizzano corsie preferenziali o le strade non stanno al passodelle sviluppo urbanistico e demografico. Il rischio, alla fine, è quello diavere pullman che viaggiano a quindici chilometriall’ora od anche meno.
“Servonopolitiche integrate destinando risorse prioritariamente ai centri urbani senzadimenticare la domanda debole, da consolidare con servizi innovativi e più efficienticome i prontobus. Lo scopo della riforma
Inqueste settimane è iniziata una riflessione sui risultati conseguiti ed emergela necessità di riflettere sulla necessità di superarela dimensione provinciale per le prossime gare ed una piena integrazione traferrovia e trasporto su gomma, saranno perciò necessari gestori più forti epreparati, capaci di fare squadra. Tutto questo ancora una volta porterà amigliorare il servizio e ad una ulteriore riduzionedell’inquinamento e dei costi sociali imputati alla mobilità.
“L’altavelocità – secondo Conti – è l’unicavera chance che abbiamo per riuscire a sviluppare il sevizio ferroviario regionaleche in questi anni è cresciuto perchè siamo venuti incontro ai pendolari e l’utenzaè passata da 160 mila a 200 mila toscani che si spostano e viaggiano ognigiorno in treno. Con il completamento del nodo fiorentino dell’Altavelocità vogliamo arrivare a 500 mila utenti nel
Tuttoquesto aiuterà a decongestionare le strade guardando alla mobilità ed allavelocità come elementi primari.
Concludendo