Comunicato Visso (MC)

29/set/2006 13.20.00 Promo.Ter Contatta l'autore

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Un comitato per la valorizzazione dei fiori di finocchio selvatico
A Visso(MC) si è formato l’ente che tutelerà l’antica tradizione

Proprio vero che il miglior nascondiglio di un tesoro è sotto gli occhi di
tutti! Ci voleva un’inglese per accorgersi della tradizione preziosa che
da tempo immemorabile si ripete nel territorio dei monti Sibillini: la
raccolta dei fiori di finocchio selvatico. E’ così che nel suo viaggio di
agosto Philippa Davenport, la giornalista eno-gastronomica del Financial
Times, ha scoperto quello che lei stessa ha definito “il tesoro di Visso”,
ovvero la polvere gialla (proprio come l’oro) e profumatissima che si
ricava dalla pianta di finocchio selvatico.
In un articolo, uscito lo scorso week end sul noto giornale finanziario
inglese, la Davenport parla in maniera entusiasta di questo
particolarissimo prodotto che contribuisce a dare profumi inimitabili alle
pietanze alle quali viene abbinato come i fegatini, le carni grigliate, il
coniglio o il maiale in porchetta.
E proprio sull’onda delle entusiastiche reazioni all’uscita dell’articolo
in Inghilterra e delle prime richieste di prodotto da parte di noti chef
inglesi, si è formato a Visso il Comitato per la Tutela e la
Valorizzazione del Fiore di Finocchio Selvatico o Finocchiella di Visso.
“Tale Comitato, che ha tra i soci proprio il Comune di Visso e il suo
sindaco Giuliano Pazzaglini- ha spiegato Enrico Cherchi, promotore e
co-fondatore dell’ente- avrà, oltre alla promozione del prodotto, il
compito fondamentale della sua tutela. In questa prima fase, dove tutto è
ancora in fase di sviluppo, il Comitato ha la responsabilità importante
della regolamentazione di questa produzione, tramite la redazione di un
disciplinare e la registrazione del marchio”. Quella del fiore di
finocchio selvatico è infatti una lavorazione antica a Visso, ma che non è
mai stata oggetto di una vera e propria commercializzazione. I fiori sono
stati sempre raccolti e lavorati per autoconsumo in molte famiglie, senza
mai svilupparne le potenzialità economiche. Un “tesoro” insomma noto a
tutti sul territorio, ma mai svelato all’esterno. Paradossalmente è stato
proprio grazie ad un altro dei prodotti simbolo della norcineria locale,
il ciauscolo, ed ad uno dei suoi migliori artefici, Giorgio Calabrò
dell’omonima macelleria vissana, che il fiore di finocchio è assurto
all’onore delle cronache suscitando il primo interesse della Davenport.
Ora si sta lavorando al reperimento di tutta la documentazione storica e
scientifica relativa al fiore di finocchio, per le prime presentazioni
“ufficiali” come l’ingresso nell’Arca Slow Food e la sua presentazione al
Salone del Gusto di Torino. Ma la volontà è anche quella di creare un
effettivo legame con le attività del territorio, in vista delle
potenzialità economiche della lavorazione del prodotto. E’ per questo che
il Comitato, che annovera tra i soci onorari la stessa Philippa Davenport,
invita chi volesse maggiori dettagli per avviare l’attività di raccolta
del fiore o anche chi avesse informazioni riguardanti il finocchio
selvatico, a contattare il num. 0733 216771 (Promo.Ter).
Info:
Eleonora Ciaralli
C/o Promo.Ter
Via Cassera 3
62010 Treia (MC)
tel/fax 0733 216771




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