Comunicato LAV. VIVISEZIONE, LAV: AUMENTANO STABILIMENTI AUTORIZZATI IN ITALIA A FARE USO DI OLTRE 900MILA ANIMALI. 1 SU 5 GLI ESPERIMENTI IN DEROGA. LA LAV SOLLECITA INDAGINE.

16/ott/2006 14.10.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampaLAV 16 ottobre 2006

 

VIVISEZIONE, NUOVA ANALISI LAV: AUMENTANO GLISTABILIMENTI AUTORIZZATI IN ITALIA A FARE USO DI OLTRE 900.000 ANIMALI.PIU’ ESPERIMENTI IN LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA, LAZIO, TOSCANA E VENETO,AL SUD CAMPANIA E SICILIA. 1 SU 5 GLI ESPERIMENTI IN DEROGA.

LA LAV SOLLECITA UN’INDAGINE: “TROPPIPUNTI INTERROGATIVI, TROPPA DISCREZIONALITA’. ITALIA INADEMPIENTESULL’USO DI METODI ALTERNATIVI.”

 

Vivisezionemeno segreta: la LAV ha elaborato i dati raccolti dal Ministero della Saluterelativi ai nuovi stabilimenti utilizzatoriautorizzati a effettuare test su animali negli anni dal 2002-2005,all’utilizzo di cani, gatti e primatinon umani, all’utilizzo di qualsiasi specie animale a finididattici e al non ricorsoall’anestesia negli anni 2003-2005.

 

Nelquadriennio 2002-2005, sono state rilasciate 198autorizzazioni, la cui maggior parte sono integrazioni a precedentiautorizzazioni. I “nuovi”stabilimenti effettivi risultanoessere 30, sorti nelquadriennio 2002-2005, una media di circa 8l’anno. Salgono così a 581in totale, in Italia, gli stabilimenti utilizzatori di animali a finisperimentali considerando che quelli precedentemente autorizzati erano 551, perun totale circa 912.000 animaliuccisi in un anno. Se si considerano invece le strutture fisiche includendo ilaboratori presenti all’interno di medesime strutture, (come ad esempio inumerosi laboratori che fanno parte di uno stesso ateneo) il totale deglistabilimenti risulta essere 269 acui vanno aggiunti i nuovi 30 autorizzati, per un totale di 299.

 

I “nuovi” stabilimenti autorizzati dal Ministero della Salute ad effettuaretest su animali (stabilimenti ex novo e nuovi laboratori o dipartimenti distrutture già esistenti o integrazioni di autorizzazioni già ottenute) sonocosì distribuiti a livello regionale: 9 inLombardia; 1 in Piemonte, Umbria, Abruzzo e Sardegna; 2 in Friuli Venezia Giulia, Campania e Puglia; 3in Toscana; 4 in Lazio ed Emilia Romagna, in ordinedecrescente.

 

Complessivamente, i 581 stabilimenti utilizzatori di animali afini sperimentali sono così distribuiti: 130 sitrovano in Lombardia, segue l’Emilia Romagna con 98, il Lazio con 61, la Toscanacon 53, il Veneto con 39, il Piemonte, la Campania e la Siciliarispettivamente con 27, le Marchecon 23, la Sardegna con 20, l’Abruzzo e la Liguria con 17, il Friuli con 15, la Puglia con 14, l’Umbria con 5, la Calabria con 4,Basilicata 2, Molise e Trentino 1. La regione Lombardia detiene il primatoin quanto a presenza di stabilimenti utilizzatori di animali a fini sperimentali,ma anche di allevamenti fornitori: il 50% è sul proprio territorio. 

 

Peggiora il quadro della sperimentazione in deroga: sperimentazione su cani, gatti e primatinon umani, utilizzo di qualsiasi specie animale a fini didattici; non ricorso ad anestesia: le autorizzazionisono aumentate da 113 nel 2004 a 144 nel 2005,in testa Lazio (ben 125), Veneto (54) eToscana (49).

 

Per legge la sperimentazione in deroga dovrebbecostituire l’eccezione e non la regola, mentre invece rappresenta circa il20% del totale della sperimentazione – dichiaraRoberta Bartocci, responsabile LAV settore vivisezione - Inoltre,negli ultimi anni, la ricerca per lo sviluppo di metodi alternativi allasperimentazione animale sta facendo molti passi in avanti e gli sforzi alivello internazionale stanno dando buoni frutti. In Italia, invece, ilprincipio per il quale il metodo alternativo debba essere preferitoall’impiego di animali viene del tutto ignorato siadall’utilizzatore di animali che dalle Autorità preposte al controllo.Una situazione che va peraltro  a tutto danno della ricerca biomedicaitaliana.”

La sperimentazione in deroga a finididattici (addestramento chirurgico e altri usi) continua adessere praticata - 10 nel 2003, 15nel 2004 e 12 nel 2005 - sebbene la normativa siaparticolarmente restrittiva e preveda quindi il riscorso ad essa solo in casodi inderogabile necessità e quando non sia possibile ricorrere ad altri sistemidimostrativi. Inoltre, l’uso di animali a fini didattici non è richiestoobbligatoriamente dalla legge, così come non lo è tutta la ricerca di base.Questo significa che in questi ambiti il ricorso a metodi alternativi dipendeesclusivamente dalla volontà degli utilizzatori di animali ed è quindi deltutto discrezionale.

“Il ricorso ad animali inambito didattico potrebbe essere completamente evitato, eppure il Ministerodella Salute e il suo braccio tecnico scientifico, l’Istituto Superioredi Sanità, ignorano del tutto la disponibilità di metodi alternativi dicomprovata efficacia per ogni applicazione: dai CD rom, plastici e video per leesercitazioni pre laurea di anatomia, fisiologia e farmacologia, ai manichini esimulatori virtuali utilizzabili dagli aspiranti chirurghi. L’uso diquesti metodi permetterebbe una concreta e immediata possibilità di risparmiareanimali ad una inutile e anacronistica fine - continua Roberta Bartocci - L’uso principale di animali vivi in ambitodidattico (se utilizzati già morti non è previsto che gli utilizzatori debbanocomunicarne l’uso alle autorità, quindi è plausibile un impiego dianimali in esercitazioni di anatomia, fisiologia, etc. senza però che questirisultino tra i dati ufficiali) risulta essere l’addestramentochirurgico, condotto su maiali e ratti. Eppure anche in questo ambito i metodialternativi -  manichini e simulatori - sono disponibili e dicomprovata  efficacia.”

Dall’analisi dellenuove autorizzazioni concesse emergono alcune informazioni verso le quali laLAV esprime la sua critica etica escientifica fondata sul dato oggettivo e scientifico, che nessunaspecie animale può essere un modello sperimentale per un’altra, manacompresa (pertanto la sperimentazione animale si basa su un errore metodologico), tanto che il 92% dei farmaci risultati innocui sugli animalivengono poi scartati durante le prove cliniche sugli esseri umani (fonte:The Scientist , 2005; Technology review, 2004).

- La ricercasu animali in ambito neuroscientifico risulta molto diffusa ma in psichiatrial’errore metodologico risulta doppio perché con gli animali noncondividiamo il linguaggio, indispensabile per comprendere le dinamichepsichiche e avanzare una diagnosi.

- sono stati effettuatitest di tossicità sul Nimesulide (antinfiammatorio): in letteratura vi sononumerosi studi su questo farmaco, cosa fa il Ministero della Salute per evitarela dolorosa, inutile e costosa ripetizione di esperimenti?

- L’impiego diratti e topi da parte della Glaxo, nel 2005, per la valutazione del desideriosessuale, oltre ad essere un esperimento discutibile sul piano scientifico edetico, è ai limiti del grottesco.

- L’impiego dianimali per la ricerca su sostanze d’abuso (alcool, mariujiana, fumo)potrebbe invece basarsi sullo studio di quella parte della popolazione umanache fa abitualmente uso di tali sostanze, con risultati più immediati eattendibili.

- Risultano stabilimentiautorizzati anche un centro del Corpo Forestale dello Stato (Pisa), autorizzatoall’impiego di lepri, e il Parco Miramare di Trieste, che non specifica lespecie impiegate. La LAV ha già inviato richiesta di accesso agli atti alleprefetture ed ai responsabili di competenza per fare chiarezza.

- Ricerca suxenotrapianti all’Università di Padova: le implicazioni etiche da unaparte e i problemi di rigetto, anche per organi di una stessa specie, sono taliche questa ricerca oltre ad essere fantascienza, tortura di animali e spreco didenaro, illude i malati in attesa di trapianto.

- Alcuni laboratoriuniversitari specificano specie o denominazione dei laboratori per la primavolta nonostante la prima autorizzazione risalga a molti anni prima. Un esempioè l’Università di Lecce che nel 1994, quando venne autorizzata comestabilimento utilizzatore, non aveva segnalato né laboratori né specie. Negliultimi 12 anni come sono stati effettuati i controlli? Se non si conoscono apriori le specie impiegate come possono i veterinari preposti eseguirecontrolli rigorosi sul benessere degli animali impiegati?

 In più di un casosi specifica che gli animali impiegati nella didattica saranno sostituiti conmateriale audiovisivo, ovvero si infrange la normativa in maniera palese...perché non utilizzarlo subito? Ad esempio:

- in due casi (Università di Firenze e OspedaleCareggi, Firenze) nel 2004 e 2005 si usano suini per esercitazioni di emergenzamedica. Eppure da tempo è disponibile il manichino SAM, che simula diversecondizioni di emergenza medica e già adottato in un progetto formativo perl’addestramento di 600 medici nella Regione Veneto. Perchè a Firenze nonsi usa il manichino SAM invece degli animali?

- Altra violazione dellanormativa per non utilizzo di metodi alternativi è quello della produzione dianticorpi monoclonali con metodo ascitico, un metodo che provoca dolori esofferenza agli animali e che già da diversi anni è sostituibile con laproduzione in vitro, così come raccomandato da ECVAM. Eppure la ditta PRIMM diMilano nel 2003 ha chiesto l’autorizzazione per questo tipo di procedura.

-Analogamente al casodegli anticorpi, si usano animali anche per rintracciare la presenza dibiotossine algali in molluschi bivalvi e acque bagnabili: in Germania dal 1980si ricorre per questi test all’analisi chimica, un metodo scientifico erigoroso rispetto all’impiego di animali.

 

“L’indagine conferma che i punti interrogativisu questa materia, dati alla mano, sono fin troppo numerosi e ladiscrezionalità sembra essere il denominatore comune: com’è possibileeseguire adeguati controlli se la gestione della sperimentazione animale è cosìconfusa e lontana dall’innovazione scientifica che va inevitabilmentenella direzione dello sviluppo e dell’uso dei metodi alternativi? - conclude Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Chiediamo alle Commissioni Sanità di Camerae Senato di aprire un’indagine per fare luce sui tanti punti criticisollevati, nell’interesse del diritto alla salute dei cittadini.Chiediamo di mettere in pratica e subito l’impegno del Programma diGoverno per la progressiva abolizione dei test su animali e la promozione deimetodi alternativi, eche vengano subito approvate le propostedi legge già presentate”.

 

Seguono:

-        Tabelle riassuntive

-        File excel (allegato)

 

16 ottobre 2006

Ufficio Stampa LAV 064461325 – 3391742586  www.lav.it

 

 

 

I NUOVI STABILIMENTI UTILIZZATORI SUDDIVISI IN DUEGRUPPI:

-         1) stabilimenti ex novo  (elencoregione per regione: vedi sotto)

-         2) nuovi laboratori o dipartimenti distrutture già esistenti (es. laboratori universitari) ointegrazioni di autorizzazioni già ottenute (es: comunicazione impiego specie):vedi file excel allegato

(Uso consentito citando la fonte: elaborazione LAV 2006 su dati MinisteroSalute – www.lav.it)

 

 

1)Nuovi stabilimenti utilizzatori autorizzati,ex art 12 D. Lgs 116/92  (sono indicate le ubicazioni fisiche,in alcuni casi le sedi legali possono essere altrove):

 

Piemonte: 1

Società Gipharma (Torino),autorizzata nel 2003; industria farmaceutica.

 

Lombardia: 9

- Harlan Nossan (Bresso MI),  autorizzata nel 2002; da anni opera come allevamento specializzato,ma non è mai stato autorizzato come utilizzatore prima. Risulta anche untrasferimento di sede legale da Correzzana (Milano) a San Pietro al Natisone,fraz. Azzida, Udine.

- Istituto Lazzaro Spallanzani(Rivolta D’Adda, Cremona), autorizzata nel 2002 per uso di pesci e nel2005 per uso di ovini, caprini e suini. l’Istituto si occupa diacquacoltura, più collaborazioni in progetti in ambito zootecnico e su cellulestaminali.

- Università dell’Insubria(Varese), autorizzata nel 2002.

- Sirton Pharmaceuticals (VillaGuardia, Como), autorizzata nel 2003. Si occupa di servizi conto terzi inambito farmaceutico: test stabilità, sviluppo farmaci, etc

- Vicuron Pharmaceuticals(Gerenzano, Varese), autorizzata nel 2003; gruppo Pfizer.

- Mitim srl (Brescia). Autorizzatanel 2004; socio Assogenerici.

- Cell Therapeutics (Milano).Autorizzata nel 2004; si occupa di ricerca sul cancro.

- Primm (Milano). Aut.ne del 2004.Si occupa di servizi in ambito biotecnologico; dal loro sito risultal’allevamento di animali transgenici.

- Istituto di Ricerca sulle Acque(Brugherio, Milano), autorizzato nel 2005 per uso di pesci. Idrobiologia.

 

Friuli VeneziaGiulia: 2

- ARPA di Gorizia, autorizzata nel2003.

- Parco Tropicale, Trieste.Autorizzazione del 2005, non è noto lo scopo delle ricerche.

 

Emilia Romagna: 4

- Immuno Biologicals(Rimini), autorizzato nel 2002.

- Policlinico Sant’OrsolaMalpighi (Bologna), autorizzato nel 2002.

- Azienda Sperimentale“Vittorio Tadini”, Piacenza. Autorizzata nel 2003.

- Università Cattolica di Piacenza ,Piacenza, autorizzazione del 2003, facoltà di agraria.

 

Toscana: 3

- Plasma Life(Monteresi, Siena). Autorizzata nel 2002, utilizzo di equini.

- Riserva Naturale Montefalcone,Pisa – Corpo Forestale dello Stato. Autorizzazione del 2003 per utilizzodi lepri, non è noto lo scopo delle ricerche.

- Associazione Chirurghi OspedalieriItaliani (ACOI, Grosseto). Autorizzazione del 2004.

 

Umbria: 1

- Istituto Zooprofilattico Sperimentaledi Umbria e Toscana, Unità Supporto Massima Sicurezza, Perugia. Aut.ne 2005.

 

Lazio: 4

- IstitutoDermopatico dell’Immacolata, Roma. Aut.ne 2003. Studi in ambitodermatologico.

- Gruppo Lepetit (Anagni,Frosinone). Aut.ne 2003.

- Università della Tuscia (Viterbo).Aut.ne 2004

- Fondazione S. Lucia - EBRI,European Brain Research Institute (Roma). Aut.ne 2005.

 

Abruzzo: 1

- Allevamento Blood,Teramo. Aut.ne 2003 (conigli, ovini, caprini, equini, volatili).

 

Campania: 2

- Hardis, Napoli.Aut.ne 2003; industria chimico- farmaceutica.

- Ceinge, Napoli. Aut.ne 2005– biotecnologie

 

Puglia: 2

- IstitutoZooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, Foggia. Aut.ne 2003

- Università di Foggia, cattedra diFarmacologia, aut.ne 2003.

 

Sardegna: 1

- Azienda USL 8Cagliari, aut.ne 2005.

 

(Uso consentito citando la fonte: elaborazione LAV2006 – www.lav.it)

 

 

SPERIMENTAZIONE IN DEROGA

(exartt. 8 D.Lgs 116/92: esperimenti su cani, gatti e primati non umani, utilizzo diqualsiasi specie animale a fini didattici; ex artt. 9: non ricorso adanestesia):

 

 

 

 

2000

2001

2002

2003

2004

2005

ART 8 SPECIE

13

18

23

12

13

19

ART 8 DIDATTICA

13

17

20

10

16

11

ART 9

72

86

119

104

84

114

TOTALE

98

121

162

126

113

144

(Uso consentito citando la fonte:elaborazione LAV 2006 su dati Ministero Salute – www.lav.it)

 

 

 

 

NUMERO DELLE AUTORIZZAZIONI IN DEROGA (REGIONE PER REGIONE):RICHIESTE NEL TRIENNIO 2003-2005

 

 

Specie animale ex art 8

Uso fini didattici

ex art 8

No anestesia

ex art 9

Totale:

Piemonte

2

 

28

30

Liguria

 

 

4

4

Lombardia

5

6

24

35

Veneto

8

2

44

54

Friuli V. Giulia

 

 

2

2

Emilia Romagna

7

6

30

43

Toscana

3

7

39

49

Marche

 

 

3

3

Umbria

 

 

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