Fw:_[terza_età_1]_Intervista_a_Pisapia_su_motivazion?ÿ?iso-8859-1?Q?i_sentenza_Previti

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08/ago/2003 16.24.57 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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----- Original Message -----
From: NewLetter
Sent: Friday, August 08, 2003 1:20 PM
Subject: Re: [terza età 1] Intervista a Pisapia su motivazioni sentenza Previti

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Home > Arte > Musica > Lirica

06/08/03 06:22 - inviato da quetzal
Fw: Servizio Mailing di New Letter


----- Original Message -----
From:
To:
Sent: Tuesday, July 29, 2003 9:52 AM
Subject: Servizio Mailing di New Letter


> Il testo della proposta fatta da Giuseppe Zecchilli al Comune di Milano.
> Pazzesco!! Una proposta così ovvia e che faceva risparmiare un sacco di
> soldi..rifiutata..visto gli enormi interessi che girano attorno al Teatro
> alla Scala.
>
> Seduta Consiliare 3 giugno 2003
> 1
> SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 3 GIUGNO 2002
> Presiede Riccardo Albertini - Consigliere designato
> Partecipa il Segretario Generale Dr. Giuseppe Albanese
> - - - - - -
> Il Presidente dispone si proceda con gli interventi ai sensi dell'art. 21
> del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio
> Comunale.
> Indi dà la parola al consigliere Ciccioni.
> Il consigliere Ciccioni così interviene:
> "Metto a frutto la presenza dell'assessore Carrubba per una
> questione che attiene appunto alla partita che lui è chiamato a dirigere.
> Il Comune, Presidente e Assessore, spende per l'operazione 'taglia
> e cuci' sul progetto della Scala - meglio dire sul corpo della Scala -
> quasi
> 108 miliardi e suscita perplessità, quando non anche sdegno, in gran
> parte della popolazione. Naturalmente poi è facile che manchino i
> quattrini, come leggiamo dai quotidiani, per tenere nella prossima
> estate le manifestazioni di 'Milano Estate', un tentativo di dare alla
> Città
> un po' di cultura popolare, un momento culturale nell'afa che molti
> cittadini saranno costretti a vivere a Milano.
> Ci sono però delle proposte che vengono inviate al Sindaco, alle
> quali non viene data risposta e io tengo - essendo qui al servizio della
> Città - a farle conoscere a quest'aula perché poi non si dica che certe
> Seduta Consiliare 3 giugno 2002
> 2
> cose non era possibile affrontarle in un certo modo. Leggo quindi la
> lettera che è stata scritta dal Sindacato Nazionale Autonomo degli Artisti
> Lirici nella persona di Giuseppe Zecchillo, un noto baritono, un illustre
> uomo di cultura musicale, il quale scrive esattamente queste cose:
> 'Egregio Sindaco, ho appreso con molto rammarico e
> preoccupazione che il Comune ha tagliato quasi completamente i
> finanziamenti alle iniziative musicali-culturali dell'estate milanese.
> Visto
> che si tratta soltanto di disponibilità economiche, mi permetto di
> proporLe di favorire la realizzazione di una Stagione Lirica popolare al
> Castello Sforzesco, simile a quelle che si facevano prima e subito dopo
> la Guerra e che attiravano migliaia di persone a sera tanto da meritare il
> titolo di 'Teatro dei Ventimila' e fruttare guadagni agli impresari'.
> L'assessore Carrubba, che ascolta con attenzione, probabilmente
> ricorderà questi fatti anche se non sono molto attuali.
> Chiede Giuseppe Zecchillo nella sua lettera: 'Se l'orchestra e il
> coro della Scala sono in ferie, si potrebbe invitare l'Orchestra Toscanini
> di Parma che tutte le estati va in tournée con la propria produzione
> sovvenzionata dagli Enti locali emiliani e dallo Stato. La Scala potrebbe
> prestare scene e costumi, gratis perché sono patrimonio comunale; una
> Aida, una Butterfly, una Bohéme al Castello farebbero un enorme
> successo di pubblico, pieno garantito, con un attivo di bilancio molto
> probabile per gli organizzatori. Sarebbe la prima volta che la Lirica
> Seduta Consiliare 3 giugno 2002
> 3
> potrebbe guadagnare. A Milano poi ci sono in estate numerosi turisti e
> migliaia di cittadini che alla sera non sanno dove andare; per non
> parlare della provincia e dei Paesi limitrofi per i quali la Lirica al
> Castello
> sarebbe un richiamo allettante. Ci sarebbero insomma' - scrive Giuseppe
> Zecchillo - 'tutte le condizioni per fare una Milano-Estate offrendo ai
> cittadini buona musica senza tracolli per le casse comunali. I titolari
> dei
> locali del centro, che ora lamentano un penoso calo di affari perché
> Milano alla sera è morta, sarebbero soddisfatti di questa iniziativa del
> Comune'.
> Naturalmente faccio mia questa proposta, ma purtroppo, ahimè,
> debbo confrontarla con quanto nel frattempo ha proposto il Comune a
> mezzo dell'assessore Predolin, il quale dice che ha in animo di mettere
> un maxi schermo in Piazza Scala del costo di circa un miliardo e mezzo
> di lire, dimenticando che con la stessa spesa e probabilmente con meno
> quattrini si sarebbe potuta fare una Stagione Lirica al Castello, nella
> magia nelle quinte del Castello, dando al pubblico un prodotto genuino e
> poi la comodità di posti a sedere, mentre in Piazza Scala ci sarà
> probabilmente un prodotto artificioso alla presenza di passaggi non
> interessati a quell'opera che si prevede di dare sul maxi schermo, in una
> condizione (come dire) di freddo culturale che certo non potrà garantire
> alcun interesse da parte della Città e alcun godimento della musica
> eventualmente che verrà prodotta.
> Seduta Consiliare 3 giugno 2003
> 4
> Presidente, ci sono delle questioni che a volte i cittadini
> propongono all'Amministrazione e in questo caso non si può nemmeno
> dire dalla base, ma da un pulpito avveduto di persona che è all'interno
> del sistema culturale e musicale da molti anni.
> Io chiedo al Sindaco di innovare un poco le sue consuetudini
> rispondendo a questo cittadino e soprattutto tenendo presente - dico
> anche a Lei, assessore Carrubba - che a volte tener davanti a sé una
> proposta di questo tipo potrebbe dare alla Città dei risultati insperati.
> Perché non provare? Perché in qualche modo non approfondire
> l'argomento?".
> Il Presidente così interviene:
> "Grazie, consigliere Ciccioni, le questioni che lei ha posto sono
> state ascoltate con molta attenzione al punto che l'assessore Carrubba
> desidera risponderle subito".
> Dà indi la parola all'assessore Carrubba.
> L'assessore Carrubba così interviene:
> "Grazie, Presidente, ho chiesto di poter rispondere subito perché
> ho un impegno che mi costringe ad allontanarmi, però mi interessava
> dare una risposta per ricordare che la proposta che è stata qui
> presentata non tiene conto di alcune esperienze fatte anche di recente,
> consigliere Ciccioni. Io ricordo che noi per tre anni abbiamo organizzato
> delle Stagioni Liriche estive, due di queste Stagioni sono state
> Seduta Consiliare 3 giugno 2002
> 5
> organizzate proprio al Castello, ricordo anche che alcuni Consiglieri
> dell'Opposizione non hanno sempre apprezzato questa iniziativa; ricordo
> che queste iniziative sono state organizzate proprio dall'Orchestra
> Toscanini.
> Qual è il punto debole di questa proposta? I punti deboli sono due:
> che, a differenza di quanto ritiene il firmatario della lettera, non è
> possibile organizzare una Stagione Lirica per ventimila persone, non è
> possibile anche perché, come voi dovreste sapere o come voi sapete, il
> cortile del Castello è attualmente ingombro da un grande cantiere quindi
> non è possibile organizzare un palcoscenico né per ventimila né per
> venticinque. Comunque, quando pure il Castello fosse libero, come era
> libero qualche anno fa, non è assolutamente più tecnicamente possibile
> organizzare un palcoscenico e una platea per ventimila persone per le
> ragioni di sicurezza e per le norme che attualmente. perché 50 anni fa
> era possibile, ma attualmente non è più possibile organizzare un
> palcoscenico per ventimila persone.
> Questo rende, dal punto di vista economico, non interessante per
> gli organizzatori, tanto è vero che negli anni passati c'è stato un forte
> investimento del Comune su questa operazione della Lirica, proprio
> perché noi riteniamo che sia importante consentire il godimento della
> Lirica a tutti gli strati della popolazione; vi ricordo che si trattava di
> spettacoli di grande qualità per i biglietti che costavano, mi pare, al
> Seduta Consiliare 3 giugno 2002
> 6
> massimo 60 mila lire, con scenografie e costumi della Scala, solo che il
> massimo, diciamo, della capienza possibile mi pare si aggirasse intorno
> ai 2.000-2.500 posti proprio perché oggi non ci sono le capienze
> necessarie.
> In nessuna altra zona di Milano è possibile costruire o realizzare
> un palcoscenico per ventimila persone, quindi diciamo l'interesse
> economico dell'operazione purtroppo non c'è. Quindi quest'anno, date le
> note riduzioni di Bilancio, io ho dovuto rinunciare a investire, diciamo,
> su questo spettacolo che ricordo, tra l'altro, era realizzato grazie a un
> generoso contributo di uno sponsor privato, una banca privata milanese
> che dava 500 milioni di vecchie lire. Questa è la ragione per la quale
> non si è fatta una cosa così come proposta da quella lettera che, ripeto,
> a Milano si è fatta proprio con l'Orchestra Toscanini e, devo ricordare,
> aveva suscitato le proteste di quel signore che firma quella lettera,
> perché ricordo che quando noi facemmo le Stagioni Liriche estive con
> l'Orchestra Toscanini quel signore protestò perché utilizzavamo
> l'orchestra Toscanini".
> Il Presidente dà la parola al consigliere Bossi Emilia Moratti.
> Il consigliere Bossi Emilia Moratti così interviene:
> "Assessore, mi piacerebbe avesse il tempo anche di ascoltare
> questo piccolo intervento perché mi voglio accodare a quanto detto dal
> collega Ciccioni per quanto riguarda il progetto di rappresentazione
> Seduta Consiliare 3 giugno 2002
> 7
> virtuale della Scala sugli edifici di Piazza della Scala, cioè una
> rappresentazione.".
> Interviene, fuori microfono, l'assessore Carrubba, le cui parole
> non risultano, peraltro, udibili.
> Il consigliere Bossi Emilia Moratti così riprende:
> "No, lo so che è di Predolin, ma qualcosa c'entra anche lei, il suo
> parere almeno come cittadino. Va bene, fa niente! In ogni caso questo
> mi sembra un progetto un po' immaginifico, verrebbe in sostanza
> proiettata una rappresentazione virtuale dei palchi sugli edifici delle
> banche a destra e a sinistra, verrebbe proiettato il palco reale su
> Palazzo
> Marino e. mi viene da pensare anche gli effetti speciali di Albertini che
> si potrebbe affacciare dal balcone di Palazzo Marino, a questo punto! E
> dalla parte della Scala verrebbe proiettato probabilmente qualcosa di
> repertorio, perché si dice 'ci sono problemi di diritti d'autore sul
> proiettare cose correnti' cioè cose che vadano in scena agli Arcimboldi.
> Ma mi sembrava che all'inizio le proposte fossero un po' più di
> contenuto, cioè: visto il problema effettivamente della Piazza della Scala
> che rimaneva orfana della sua maggiore attrazione, con i conseguenti
> problemi per gli esercizi commerciali, ma anche per i cittadini, per i
> turisti che arrivano, l'insoddisfazione. tanti veramente arrivano non
> sapendo che la Scala si è trasferita agli Arcimboldi! E la difficoltà di
> anche andare a trovare la biglietteria nel mezzanino della metropolitana
> Seduta Consiliare 3 giugno 2002
> 8
> con indicazioni difficili da seguire. si era pensato, quindi, di tracciare
> come un cordone ombelicale dalla Piazza della Scala, il luogo vero di
> presenza della Scala, e gli Arcimboldi.
> Quindi pensando se era possibile realizzare una piccola struttura
> trasparente, magari si pensava utilizzando il portico che probabilmente
> non sarà interessato alla ristrutturazione, forse anche il foyer potrà
> essere interessato a una ristrutturazione veloce fatta, magari, solo nel
> mese di agosto, e in questi spazi, oltre al fatto di poter pensare a un
> megaschermo appoggiato sulla Scala dove proiettare parti di repertorio
> o le stesse, perché io ritengo che invece ci sia uno studio sui diritti
> d'autore sulla Scala che quando l'accordo fra RAI, come oggetto fisico, e
> Scala come contenuti, si può.
> Infatti in tal senso erano già stati presi contatti con l'allora
> Presidente della RAI, Zaccaria, dall'Assessore al Commercio. E in questo
> spazio oltretutto realizzare qualcosa che poi poteva rimanere anche
> dopo, cioè: la consultazione degli archivi, perché non dimentichiamo che
> la Scala, oltre ad essere - come ci hanno spiegato in questi giorni -
> un'opera architettonica, cioè un teatro storico, un luogo dove va in
> scena lo spettacolo con tutte le sue esigenze, è anche un enorme
> giacimento culturale con archivi che sono stati man mano riordinati,
> ristrutturati e resi disponibili per ulteriori usi o anche per la
> consultazione corrente. Quindi, al di là di non disperdere il patrimonio,
> Seduta Consiliare 3 giugno 2003
> 9
> quindi di consentire una parziale consultazione, credo anche che per una
> educazione dei futuri utenti, per non dimenticarci La Scala in tutti
> questi
> anni che, ahimè, ci aspettano di attesa al ritorno qui nella sede di
> Piazza della Scala, a me sembrava molto più coraggioso e pieno di
> contenuti un progetto in tal senso.
> Devo dire che sono rimasta un po' stupita dal vederlo sminuito in
> questo modo, mi sembrano cose un po' più degne di Disneyland che
> della nostra Città! E poi io penso che i soldi è bene spenderli, magari
> anche tanti, ma che duri nel tempo l'effetto; sono abbastanza contraria
> a queste manifestazioni one shot, che poi si buttano via.
> Quindi io spero che ci si voglia ripensare e questi soldi spenderli
> bene. Grazie".
> Naturalmente, visti gli enormi interessi...personali...la proposta
> (lapalissiana)
> non ha avuto seguito. Il Castello resta desolatamente vuoto...come la
> Scala d'altronde.
> Giuseppe Zecchillo ex consigliere i amministrazione del Teatro alla Scala
>
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>
----- Original Message -----
From: b.
Sent: Friday, August 08, 2003 8:11 AM
Subject: [terza età 1] Intervista a Pisapia su motivazioni sentenza Previti

06.08.2003
Pisapia: prove inoppugnabili, una sentenza precisa
di Giampiero Rossi

 «È una motivazione basata solo ed esclusivamente su inoppugnabili e incontrovertibili prove documentali e su testimonianze nonché su accertamenti bancari, in Italia e all'estero, non contestati e non contestabili. Solo chi non ha letto la sentenza può, a questo punto, parlare ancora di teoremi o di mancanza di prove certe». Giuliano Pisapia, avvocato di parte civile al processo Imi-Lodo Mondadori (nonché deputato di Rifondazione comunista) sintetizza così le sue valutazioni sulle motivazioni della sentenza che ha condannato per corruzione Cesare Previti e altri sei imputati. Ma che, indirettamente, riguarda anche Silvio Berlusconi.
Onorevole Pisapia, lei l’ha letta la sentenza: cosa gliene pare?
«Sono oltre cinquecento pagine che esaminano, con il massimo scrupolo e vaglio critico, tutto quanto emerso in dibattimento e nel contradditorio delle parti e che confermano che a carico degli imputati vi erano, e vi sono, prove certe e non meri sospetti o illazioni».

Appunto, ma alcuni suoi colleghi, sia come avvocati che come deputati, lo continuano a dire...
«Affermare questo adesso, significa non aver letto la sentenza, dal momento che il Tribunale ha dimostrato non solo la sussistenza di un granitico e imponente quadro probatorio a carico degli imputati condannati ma anche, sempre e solo sulla base di elementi inoppugnabili, l'assoluta inconsistenza e la totale inattendibilità delle tesi difensive degli imputati».

In effetti può apparire una sentenza piuttosto “pesante”. E’ così?
«Sì lo è, ma nel senso che porta con sè un vero e proprio macigno probatorio. E poi i giudici hanno voluto dare rilievo al fatto che vi fossero dei magistrati al servizio di alcuni imprenditori, che vi sia stata una corruzione senza precedenti, e anche nelle motivazioni hanno valutato i rapporti tra gli imputati e la loro stessa condotta processuale, come prevede il codice quando si tratta di stabilire le pene e l’eventuale concessione delle attenuanti».

Per quanto riguarda il Lodo Mondadori, lei che era nel processo proprio come parte civile in relazione a quella vicenda, ha trovato soddisfazione nelle motivazioni dei giudici di Milano?
«Direi che su questa vicenda, oltre alle prove documentali e alle testimonianze, sia stato chiarito che la sentenza Mondadori era stata scritta prima, al di fuori delle sedi istituzionali e addirittura preannunciata a personaggi dell’entourage di alcuni imputati. Ed oltre ai riscontri sui flussi di denaro, c’è stato Un episodio divertente e inquietante al tempo stesso: al processo la difesa di Metta aveva a disposizione una sentenza Mondadori diversa da quella agli atti, praticamente una conferma che era stata scritta prima».

Anche se non figura più tra gli imputati, questo processo riguarda molto da vicino Silvio Berlusconi. La sentenza dice qualcosa di nuovo sul ruolo dell’allora presidente della Fininvest?
«Be’ lui è fuori da questo processo per effetto della prescrizione. Però proprio Previti ha detto che aveva un mandato molto ampio per rappresentare in tutto e per tutto Berlusconi. Quindi, leggendo la sentenza è facilmente intuibile che se fosse rimasto nel processo, Berlusconi avrebbe avuto una sorte analoga a quella degli altri imputati».

Un motivo in più per chiederne le dimissioni da capo del governo?
«Le dimissioni dalle cariche istituzionali non dovrebbero essere mai legate alle sentenze giudiziarie, si tratta piuttosto di un problema di coscienza, di sensibilità personale. Credo e spero, però, che gli italiani leggendo quanto è scritto in quelle pagine si possano rendere conto di chi li rappresenta in Italia e all’estero».


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