Descrizione Evento - Convegno RnS Campania

24/ott/2006 07.10.00 Rosario Mangione Contatta l'autore

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Ad ogni buon fine si riporta e si trasmette in allegato la
cronaca della XXIX Convocazione Regionale dei Gruppi e
Comunità del Rinnovamento nello Spirito




“E’ necessario giungere al disarmo del cuore senza il
quale rimarremo piccoli nel mondo e per Dio”.
Un messaggio forte lanciato da Salvatore Martinez,
responsabile nazionale del RnS, al raduno regionale svoltosi
domenica 22 ottobre al Palasele di Eboli che ha visto
confluire oltre 6000 persone dall’intera regione Campania.
“Senza il disarmo del cuore - ha ribadito nel suo
partecipato intervento Martinez che ha invitato alla
“Cristoterapia della gioia” - rimarremo ancorati alle
nostre pigrizie spirituali. Siamo i discepoli del terzo
Millennio e come tali dobbiamo amare il Cristo intero,
indiviso”.
Tutti all’unisono hanno poi ripetuto il suo invito a non
dire mai più di essere povero perché Gesù è la
nostra ricchezza; a non dire più di avere paura perché
lo Spirito è la nostra forza; a non dire più di essere
debole perché il Signore è la nostra salvezza; a non
parlare più di supremazia di satana perché Cristo è
più grande di ogni potenza delle tenebre; a non dire più
di essere sconfitto perché il trionfo è di Cristo,
ignorante perché Cristo è Sapienza, malato perché per
le sue piaghe siamo stati guariti, preoccupati perché Dio
avrà cura di noi, schiavi perché Lui ci rende liberi,
condannati perché non c’è più condanna in Cristo
Gesù.
Il forte momento di preghiera corale si è concluso con la
richiesta, al datore della vita, di vincere la individuale
incredulità per far si che i nostri occhi giungano
finalmente a vedere la bontà del Signore per noi.

Nell’ambito dell’iter programmatico dell’intera
giornata- un susseguirsi di testimonianze e lode cantata con
la voce e col cuore, momento clou la celebrazione
eucaristica presieduta da mons. Marcello De Maio, vicario
generale dell’ Arcidiocesi di Salerno - Campagna -
Acerno, il quale ha puntato l’attenzione sulla triade -
sofferenza, croce, servizio - e ha formulato a tutti
l’augurio di giungere a un equilibrio spirituale evitando
gli eccessi dell’attivismo o del difetto opposto per
permettere al Signore di fare della nostra vita e del nostro
cuore ciò che è nel suo progetto. Altro passaggio chiave
dell’omelia tenuta da mons. De Maio nell’ambito della
celebrazione eucaristica conclusasi con danze a cura di
“Una speranza nuova” la realtà di evangelizzazione del
RnS campano, l’importanza del superamento di una
mentalità del tipo “come io sento la presenza di Cristo
nel mondo” al permettere a Gesù di servirmi per giungere
a comprendere che il servizio agli altri comprende due
tasselli fondamentali: il dominio di sé e l’accettazione
della croce.
Addentrandosi poi nell’ottica del servizio all’interno
della propria famiglia e nei paralleli percorsi esterni
mons. De Maio ha invitato - seguendo l’esempio di santi
come Laura Vicuna che, nata in Cile nel 1891, offrì a soli
10 anni la sua vita a Dio per la conversione della madre -
a offrire con la parola, l’esempio, il martirio del
quotidiano la vita per le nostre famiglie e renderle sempre
più luce e segno della presenza di Dio nel mondo.

Patrizia de Mascellis.
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