gli italiani del veenzuela invitano il governo italiano a votare per Chaveaz

25/ott/2006 15.10.00 La Patria Grande www.lapatriagrande.net Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Egr. Direttore de "La Stampa",
a segutio della lettura dell'articolo apparso nel vostro sito web dal titolo
"Chavez fa litigare D'Alema e la Rice"
(http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200610articoli/12739gira
ta.asp) che sostanzialemnte parla delle pressioni del Governo di Washington
sul Governo italiano, ci preme sottolineare che una parte di italiani
residenti in Venezuela (ovviamente non abbiamo la pretesa di dire tutti gli
italiani, ma solo una parte, ma siamo certi che condividono le nostre idee
anche quella parte di italiani che avversa il Governo di Chavez, che pero'
stanno facendo affari d'oro proprio grazie a Chavez) sta chiedendo al
Governo italiano di abbandonare la posizione astensionista per appoggiare
col proprio voto la candidatura del Venezuela.

Stiamo parlando ovviamente dell'elezione dei membri non permanenti del
Consiglio di sicurezza dell'ONU. Eletti tutti gli altri membri, tra cui
l'Italia per l'Europa, rimane aperta la questione dell'Amereica Latina, dove
c'e' la disputa - che tutti conosciamo - fra Venezuela ed il rappresentante
degli USA, il Guatermala.

Come italo-venezuelani che hanno ricevuto enormi benefici di natura sociale
dal Governo Chavez, ci preme sottolineare tutto il nostro appoggio al
Governo di Chavez; e' per questo che abbimo invitato il nostro Governo Prodi
a schierarsi col Venezuela.

Come italiani, riteniamo che per l'Italia sia arivato il momento di avere il
corraggio di dire basta alla subordinazione statunitense. Sono passati piu
di 60 anni da quando gli USA ci hanno "liberati" dal gioco tedesco, dal
fascismo e dalla possibile influenza della dittatura sovietica; sono passati
60 anni da quando e' finita la seconda guerra mondiale; pensiamo che 60 anni
di asservimento totale siano stati piu che sufficienti per pagare "il debito
di riconoscimento".

Pensiamo che adesso l'Italia e il popolo italiano siano liberi di poter fare
le proprie scelte in assoluta autonomia e chiediamo al Governo USA di
rispettare il diritto all'autodetrminazione del popolo italiano. Se il
Governo italiano ha scelto la via dell'astensionismo - cosa che noi non
condividiamo e come italiani e tra l'altro come italiani che hanno
appoggiato i partiti che lo sostengono, riteniamo di avere il diritto di
richiedere una rettifica di comportamento e di scelte; ovviamente non
pensiamo ad una tacita accettazione da parte del Governo - il Governo USA
non ha nessun diritto di intromettersi nelle libere scelte del Governo
italiano e del popolo italiano.

Come cittadini del mondo consideriamo che sia arrivato il momento di mettere
mano alla riforma dell'ONU, che e' quanto auspicato da Hugo Chavez; e'
ipocrita, assurdo, feudale e neocoloniale che per esempio all'ONU, a 60 anni
ed oltre dalla fine della seconda guerra mondiale, i paesi vincitori debbano
avere il dititto di veto. Che razza di democrazia e' questa? E poi questa
istutuone proprio non va; cosi' come e' non e' in grado di risolvere o
contrbuire a risolvere i problemi del nostro pianeta. Il pianeta e' di
tutti, non puo' essere gestito come proprieta' privata del Governo USA.

In allegato inviamo il testo della nostra lettera inviata al Governo Prodi;
ci teniamo a precisare che alle iniziali firme si sono aggiunte quelle di
centinaia di altri cittadini italiani residenti in Venezuela ed abbiamo
ricevuto appoggio e solidarieta' da cittadini italiani residenti in Italia e
in tantissimi paesi del mondo. Lo dimostra anche il fatto che la lettera sia
stata ripresa e pubblicata da decine di siti web gestiti da cittadini
italiani sparsi per il mondo, dall'Argentina, alla Spagna, alla Francia,
all'Inghilterra, alla Germania ...

Cordiali Saluti

Dott. ROMANO PRODI
Presidente del Governo Italiano
S E D E

Egr. Presidente del Governo italiano,

i sottoscritti firmanti, cittadini italiani e associazioni di italiani ed
italo-venezuelani presenti nella Repubblica Bolivariana di Venezuela, in
occasione dell’imminente elezione dei Paesi membri non permanenti del
Consiglio di Sicurezza dell’ONU, si rivolgono a Lei in qualita’ di massimo
rappresentate della politica estera del Governo italiano, al fine di esporLE
le nostre aspettative in relazione al Venezuela, candidato ad occupare uno
dei seggio, in rappresentanza dell’emisfero americano.

Attualmente, in Venezuela si sta vivendo un momento di profonda
trasformazione economica, politica e soprattutto sociale con beneficio di
tutta la popolazione, senza esclusione alcuna, di razza, di religione, di
convinzioni politiche, di condizioni economiche e tanto meno di provenienza
geografica. Tali cambi hanno contibuito a migliorare decisamente la qualita’
della vita di tutti i cittadini residenti in Venezuela, compresi le centinai
di migliai di italiani ed italo-venezuelani presenti in questo paese. E’ sa
sottolineare, tra l’altro, questi programmi di natura soiciale hanno trovato
applicazione anche in altri Paesi, come Bolivia, Ecuador, in molti Stati dei
Caraibi e dell’America Centrale e perfino negli Stati Uniti, a dimostrazione
di un profondo senso di solidarieta’ che anima il Governo venezuelano.

Inoltre, i sottoiscritti firmatari di questa lettera, che appoggiano il
processo di cambio promosso dal presidente Hugo R. Chavez Frias, ci tengono
a sottolineare l’enome importanza economica che il Venezuela rappresenta per
l’Italia: numerose imprese italiane hanno stretti rapporti economici con
questo Paese, soprattutto nel campo della costruzione e della viabilita’
(stradale e ferroviaria), dell’alimentazione, dei beni a tecnologia avnzata;
il modello economico cooperativistico, che qui si sta sviluppando trova le
propria fondamenta nel modello cooperativistico italiano, cosi’ come i
distretti industriali ed artigianali delle nostre citta’ sono stati proposti
per lo sviluppo di questo paese, con benificio delle imprese italiane che
stanno fornendo consulenza e know how.

A testimonianza dell’enorme importanza che riveste l’Italia e la cultura
italiana in questo Paese, a partire dallo scorso anno, anniversario del
bicentenario del giuramento di Simon Bolivar sul Montesacro a Roma, e’ stata
istituita la giornata dell’Amicizia Venezuela-Italia, da celebrarsi ogni 15
agosto.

Per questi motivi chiediamo a Lei, massimo rappresentante del Governo
Italiano di appoggiare col proprio voto l’elezione della Rrepubblica
Bolivariana di Venezuela a membro non permanente del Consiglio di Sicurezza
dell’ONU, contribuendo in tal modo a consolidare i gia’ stretti rapporti
esistenti tra il nostro Paese ed il Venezuela.

Nella certezza che questa nostra richiesta possa essere presa in
considerazione, si porgono i i piu’ cordiali saluti.

Seguono le firme di associazioni e cittadini italiani

- SIMUNIV - Simpatizzanti della Sinistra dell’Unione in Venezuela;
- Circolo Gramsci di Caracas e di altre citta’ del Venezuela (Valencia,
Puerto la Cruz, Barcelona, Barinas, Maturin, Cumana, Porlamar, Merida,
Barquisimeto, Maracaibo, Caraballeda);
- FREVEMUN - Frente Venezolanos del mundo;
- Aporrea - www.aporrea.org;
- La Patria Grande - www.lapatriagrande.net;
- Empresarios italianos por Chávez;
- Clase Media en Positivo;
- Italiani Bolivariani di Puerto la Cruz;
- ECUVIVES - Encuentro Ecuménico “Juan Vives Surià”;
- JOC - Juventud Obrera Católica;
- Casa del poder popular de Petare;
- Catedra libre “Monseñor Romero” de la UCV;
- Catedra de “Derechos Humanos” de la UBV;
- UTOPÍA;
- Colectivo “la verdad del pueblo”;
- Patria Joven;
- V.O.I. - Venezolanos de origen italiana;
- Italo-venezolanos de Catia;
- Congreso Bolivariano de los Pueblos;
- Circulo “Negra Hipólita”;
- Emergencia Patriótica 333;
- Italo-venezolanos de Barinas;
- Expresiòn veraz “Universidad Central de Venezuela”;
- Voz Urgente;
- Petroleros por Venezuela;
- CEIC - Colectivo estudiantes de origen italiana de Cumaná.
Cittadini italiani
- Mario Neri; Donatella Jacobelli; Attilio Folliero; Cecilia Laya de
Folliero; Tito Pulsinelli; Antonio Coiro; Giordano Bruno Venier; Isa
Carascon; Marta Viani; Vittorio Altilio; Evelia Ochoa; Beda Sanchez; Antonio
Mobilia; Stella Coiro; Fulvio Merlo; Assunta Mauriello; Rocco Castiglia;
Pietro Altilio; Giacomo Altilio; Sandra Emanuela Neri; Immacolata Diotaiuti;
Natale Pannullo; Marcoaurelio Venier; Irving Francesco Sanchez; Laura Volta;
Leo Zanelli; Antonietta Zanelli; Giovannina De Vita; Domenico Mosuca; Marina
Yanes; Magira Scudiero; Elio Gallo; Mario Gallo; Antonio Gerardo Di Santi;
Luisa Fabbro; Vita Napoli.

La lettera e’ stata pubblicata oltre che in www.aporrea.org in numerosi
altri siti come www.bellaciao.org; www.notiiedacaracas.it e tantissimi altri

Il testo in spagnolo:

Doctor
ROMANO PRODI
Jefe del Gobierno Italiano
Su despacho


Estimado Doctor


Nosotros, los abajo firmantes, ciudadanos italianos y asociaciones
conformadas por italianos residentes en la República Bolivariana de
Venezuela, acudimos a Usted en su condición de representante de la Política
Exterior del Gobierno italiano, aprovechando la ocasión de las próximas
elecciones de los Miembros No Permanentes del Consejo de Seguridad de La
organización de Naciones Unidas (ONU), con el fin de exponerle nuestra
inquietud en relación al caso de Venezuela.

En los actuales momentos se vive en Venezuela un proceso de transformación
estructural económica, política y sobre todo social en beneficio de las
mayoría sin exclusión de raza, nacionalidad, condición política, religiosa y
económica, factores estos que han elevado la calidad de vida de todos los
ciudadanos residente en Venezuela (incluyéndonos a nosotros los italianos),
inclusive estos programas sociales han tenido su aplicación en otros países
como Bolivia, Ecuador, el propio Estados Unidos, los países del Caribe y
muchos mas como es por todos conocidos.

En este sentido, apoyamos el proceso que lidera el Presidente Hugo R. Chávez
Frías, por otra parte hay que añadir que muchas empresas italianas
mantienen convenios de desarrollo en el país, entre las que destacan;
infraestructura vial, importaciones de partes de bienes de capital,
alimentos y bebidas, asesoria para la creación de cooperativas sociales,
aplicación del modelo del servicio sanitario italiano para Caracas, modelo
de desarrollo endógeno (Distritos Empresariales), creación del día de la
Amistad Venezuela-Italia, dada la influencia de la cultura italiana en
Venezuela y al Juramento de Simón Bolívar en el Monte Sacro, el 15 de agosto
de 1805, por lo que cada 15 de agosto se celebra en Venezuela este día.

Es por ello, que deseamos el apoyo del Gobierno de Italia con su voto a la
elección de Venezuela como Miembro no Permanente del Consejo de Seguridad de
la ONU, para las próximas elecciones, estrechando aun mas los lasos de
solidaridad, afianzamiento y profundización económica para favorecer a
nuestras naciones.


Con el mayor respeto, les saludan, los italianos y asociaciones abajo
firmantes.

L'articolo pubblicato da "La Stampa"

Chavez fa litigare D'Alema e la Rice

L'astensione italiana sulla votazione per il seggio sudamericano all'Onu
irrita il Governo Usa

23/10/2006
di Maurizio Molinari

WASHINGTON. Condoleezza Rice è in disaccordo con Massimo D'Alema sulla
candidatura del Venezuela di Hugo Chavez al Consiglio di Sicurezza dell'Onu,
Clemente Mastella è atteso oggi con tutti gli onori al Dipartimento di Stato
e Francesco Rutelli è in arrivo a fine novembre alla Casa Bianca, dove sarà
ricevuto dal vicepresidente Dick Cheney: le mosse dell'amministrazione Bush
nei confronti del governo Prodi suggeriscono una crescente attenzione verso
i settori moderati della coalizione in coincidenza con le prime serie
difficoltà nei rapporti con la Farnesina, disegnando un riorientamento
dell'attenzione politica che fino a questo momento aveva guardato
soprattutto ai Democratici di Sinistra.

Il casus belli fra Dipartimento di Stato e Farnesina è la candidatura del
Venezuela al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Il Segretario di Stato Rice ha
chiamato di persona il ministro degli Esteri italiano per esprimere in
termini inequivocabili un forte disappunto nei confronti della decisione di
Roma di astenersi nel duello fra Guatemala e Venezuela in corso
all'Assemblea Generale dell'Onu per l'assegnazione di un seggio non
permanente nel Consiglio di Sicurezza durante il biennio 2007-2008. Il passo
della Rice è stato accompagnato da un'analoga telefonata del sottosegretario
Dan Fried al consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, Stefano Sannino. Il
messaggio consegnato dalla Rice a D'Alema è stato, secondo quanto si
apprende da fonti diplomatiche a Washington, assai esplicito: gli Stati
Uniti «non comprendono perché un alleato come l'Italia non si opponga alla
presenza di Hugo Chavez al Consiglio di Sicurezza nei prossimi due anni» e
se questo è l'anticipo di come l'Italia gestirà il proprio seggio non
permanente «non si tratta di un buon inizio». Il caso-Chavez per la Rice è
il primo test per l'Italia nel Consiglio di Sicurezza e l'approccio scelto
dalla Farnesina «sorprende», allontanando l'ipotesi di inserimento a pieno
titolo dell'Italia nel club di potenze che gestisce la crisi iraniana.
Secondo la ricostruzione di diplomatici al corrente dei contatti avvenuti
fra Usa ed Italia negli ultimi dieci giorni «stiamo attraversando la prima
vera situazione di tensione bilaterale». L'astensione italiana ha due
motivazioni: la volontà di non essere protagonisti di una spaccatura in seno
all'Onu al fine di mantenere un canale aperto con i Paesi non-allineati
nella partita sulla riforma del Consiglio di Sicurezza ed il bisogno di
tutelare gli interessi degli italiani che vivono in Venezuela. Ma per John
Bolton, ambasciatore Usa all'Onu, la realtà è che l'Italia è il Paese più
importante nella pattuglia dei 5-7 astenuti che hanno fatto mancare i voti
decisivi alla vittoria del Guatemala, arrivato in almeno due occasioni ad un
passo dal quorum. Poiché Chavez è un leader che, oltre ad essere alleato di
Cuba e Iran, ha paragonato il presidente Bush al «diavolo», il mancato
sostegno al Guatemala viene considerato «incomprensibile», tanto più che in
questa scelta Roma ha come alleati Paesi del calibro di Cipro.

Dopo il basso profilo mantenuto da Washington sul ritiro delle truppe
italiane dall'Iraq e l'intesa bilaterale sulla nuova missione Unifil in
Libano il caso-Chavez fa temere per la prima volta a Washington che la
politica estera del governo Prodi possa essere condizionata dagli umori
della sinistra radicale e antiam

_____________________________
postmaster@lapatriagrande.net
www.lapatriagrande.net
Venezuela


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl