Fotovoltaico: i cittadini vincono contro lo Stato

Da oggi si apre unasperanza FOTOVOLTAICO: I CITTADINI VINCONO CONTRO LO STATOAccolto il ricorso contro il decreto sugli impianti perl'energia solare "Era illegittimo e lesivo, ma la nuova sentenza potrebbedare giustizia anche a chi non ha fatto ricorso "È stato accolto dal Tar della Lombardia il ricorsopromosso dai cittadini contro lo Stato per lo sviluppo delleenergie alternative, pulite e rinnovabili.

27/ott/2006 10.49.00 Pro-Motion Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Danneggiati in 9121 in tutta Italia. Da oggi si apre una
speranza
FOTOVOLTAICO: I CITTADINI VINCONO CONTRO LO STATO
Accolto il ricorso contro il decreto sugli impianti per
l’energia solare
“Era illegittimo e lesivo, ma la nuova sentenza potrebbe
dare giustizia anche a chi non ha fatto ricorso ”

È stato accolto dal Tar della Lombardia il ricorso
promosso dai cittadini contro lo Stato per lo sviluppo delle
energie alternative, pulite e rinnovabili. In quindici da
tutta Italia avevano presentato ricorso già a poche
settimane dalla pubblicazione del decreto del Ministero
delle Attività produttive e del Ministero dell’Ambiente
del 6 febbraio 2006, che aveva modificato quello del 28
luglio 2005 rendendo di fatto poco conveniente installare
impianti fotovoltaici per la produzione di energia dal sole.

Il Tar della Lombardia, competente in materia, ha accolto il
ricorso promosso dagli avvocati Alessandro Tarducci, Iacopo
Tozzi e Riccardo Tagliaferri, dello studio legale Cnttv di
Firenze, annullando l'articolo 8 comma 1 del DM 6.2.2006 che
non applicava, fra le altre cose, l'aggiornamento Istat
delle tariffe incentivanti a domande già presentate da
oltre 9000 persone.
“Il decreto è stato impugnato - spiegano gli avvocati
Alessandro Tarducci e Iacopo Tozzi dello studio legale Cnttv
di Firenze che ha avviato il ricorso - per tutelare tutte
quelle persone che avevano fatto domanda per accedere al
fotovoltaico e che, sulla base delle novità introdotte dal
nuovo decreto impugnato, si erano viste modificare le
condizioni incentivanti, anche in maniera importante,
rendendo di fatto il fotovoltaico un investimento non così
appetibile e remunerativo come era stato indicato nel
precedente decreto del 28.7.2005”.
Al momento non sono state ancora diffuse le motivazioni
della sentenza, “ma la decisione presa dal Tar della
Lombardia è un segno estremamente positivo”.

”Il decreto 2005 - spiegano ancora gli avvocati-
prevedeva la concessione a chi installava un impianto
fotovoltaico di contributi erogati dal Grtn (Gestore della
rete di trasmissione nazionale) proporzionale alla
quantità di energia prodotta per venti anni
dall’installazione, contributi che nel corso del tempo
sarebbero stati rivalutati secondo gli indici Istat”.
Inoltre il decreto del 2005 prevedeva che l’energia
prodotta oltre al proprio consumo potesse essere venduta al
gestore. Questo significava un doppio beneficio: da una
parte risparmiare sulla bolletta, dall’altra guadagnare e
vendere energia pulita ad altri con un bilancio
risparmi/ricavi che portava ad ammortizzare la spesa
dell’impianto in 6-7 anni, senza considerare
l’incalcolabile guadagno ambientale.

Il decreto, dunque, aveva invogliato tanti a intraprendere
la via dell’energia rinnovabile, anche visti i recenti
problemi scaturiti dal blackout, dal rincaro del petrolio,
dal rifornimento di gas. A dicembre 2005 erano state
giudicate ammissibili dal Grtn 9121 domande.
(a seguire tabella con la distribuzione per regione delle
domande ammesse)

Ma poi tutto è cambiato: il nuovo decreto del febbraio
2006 e i successivi atti applicativi dell’Autorità per
l’energia e per il gas prevedono che i contributi non
saranno adeguati nel corso dei prossimi venti anni e per gli
impianti più piccoli non sarà possibile vendere
l’energia prodotta in surplus, ma solo conservarla per
autoconsumo.
“Una decisione lesiva per quanti avevano già presentato
domanda - spiegano ancora gli avvocati. - Infatti non
era più così conveniente produrre energia rinnovabile,
per gli impianti piccoli non conviene averne più del
consumo (andando quindi contro i principi stessi del
precedente decreto), e i costi degli impianti sono
difficilmente ammortizzabili. Chi ha già preso accordi e
impegni col Grtn, con i progettisti, magari ha anche
contratto un mutuo per l’impianto è stato fortemente
danneggiato da questa nuova decisione”.
“Attendiamo, comunque, la motivazione per fornire
ulteriori indicazioni sulla portata della sentenza”.

È un provvedimento, quello preso dal Tar della Lombardia,
che potrebbe inoltre accelerare i tempi del ricorso
straordinario al Capo dello Stato, ancora pendente,
presentato dai legali dello studio CNTTV di Firenze.

In teoria sarebbero potuti ricorrere al Tar tutti i 9121
aspiranti possessori di impianto.
Ora avranno giustizia.


Informazioni:
SGLA - Sportello Giuridico Legislativo dell’Ambiente
sportello@studiolegalecnttv.191.it
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl