Comunicato LAV. MUCCA PAZZA NEL RAGUSANO. LA LAV CHIEDE A REGIONE E MINISTERO DI INCREMENTARE I CONTROLLI.

02/nov/2006 14.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 2 novembre 2006

 

 

MUCCAPAZZA NEL RAGUSANO. LA LAV CHIEDE A REGIONE E MINISTERO DELLA SALUTE DIINCREMENTARE I CONTROLLI: “SICILIA A RISCHIO”.

 

Dal momento che la tredicenne muccada latte risultata, solo ora, affetta dalmorbo della Bse in un’azienda zootecnica di Scicli (Ragusa), vi sonofondati motivi per chiedere alla Regione Sicilia e al Ministero della Salute diincrementare controlli davvero scrupolosi sugli allevamenti dell’Isola - dichiara  il Presidente della LAV, Gianluca Felicetti– Questo caso pone inevitabili interrogativi sull’efficacia deicontrolli effettuati fino ad ora, tanto più che la storia nazionaledell’epidemia da Bse sembra indicare la Sicilia come una zonaparticolarmente a rischio”.

 

Il precedente caso dicontagio da Bse riguardava un bovino proveniente da un allevamento del nisseno,arrivato dall'Austria nel 1998; allora anche un'altra mucca fu sequestrata peressere abbattuta, probabilmente insieme a centinaia di altri bovini. Sempre nelnisseno, poi, iniziò la ricerca dei circa dieci bovini che erano arrivati, invita, in Sicilia con l'animale allora risultato positivo, ma poi non se neseppe più nulla. Questi animali furono rintracciati? Risultarono malati equindi abbattuti? Gli altri casi di Bse accertati in Sicilia risalgono algennaio 2002: si trattava di tre animali autoctoni di altrettanti allevamenti propriodel ragusano e di due animali del trapanese, provenienti dalla Gran Bretagna.

 

Nel 2002 in Sicilia una ragazzadi Menfi, in provincia di Agrigento, morì per aver contratto la variante umanadella sindrome di Kreutzfeldt-Jacob; sospetti sarebbero stati avanzati anche sualtri decessi umani, ma senza alcuna conferma ufficiale. Nel 2004 un nuovo casodi variante umana della malattia della “mucca pazza” fudiagnosticato su un uomo di Ispica, proprio in provincia di Ragusa dove inquesti giorni, a Scicli, è stato individuata la mucca da latte malata.

 

Vi è poi un’altravariabile che rappresenta una vera e propria incognita rispetto ai rischisanitari: i traffici illegali di animali d’allevamento e le macellazioniclandestine, attività sempre floride che non accennano a diminuire e che inItalia alimentano un fatturato annuo di almeno 250 milioni di euro (fonte:Osservatorio nazionale Zoomafia della LAV).  Proprio in Sicilia dove si sono verificatii due casi di variante umana della Bse, nel 2003 i Carabinieri scoprironoun'azienda zootecnica collegata al mercato della macellazione clandestina nelmessinese; i controlli svolti portarono alla luce un macello clandestino aTrappeto (Palermo) e un allevamento clandestino composto da animali malati, fraCinisi e Carini. Nell’agosto del 2004 nel ragusano i Carabinierismascherarono alcune persone (un macellaio e alcuni addetti di un’aziendaagricola) intente a rapire alcuni bovini. A Enna, Assoro e Villarosa, nel 2004quattro aziende agricole vennero poste sotto sequestro dai Carabinieri nelcorso di una vasta operazione di controllo: gli ovini e i bovini sequestratifurono 580, di cui 388 sprovvisti dei contrassegni auricolari e mai registratipresso il servizio veterinario e l’anagrafe bovina.

Nel giugno 2005 iCarabinieri sequestrarono 2.832 animali d’allevamento in provincia diEnna. Ben 446 tra bovini e ovini erano di provenienza sconosciuta, segno chel’anagrafe zootecnica, che impone la registrazione degli animali e illoro conseguente controllo veterinario, lasciava a desiderare; su 16 aziendecontrollate, ben 11 furono sequestrate per illecita gestione degliallevamenti,  spia che la “vigilanza permanente” dei serviziveterinari  non era poi tanto efficace… Nello stesso anno a Lentini(Siracusa) un allevatore fu denunciato dalla Polizia per falso ideologicocommesso da privato in atto pubblico e violazione di custodia: alcuni animalierano stati registrati con una data di nascita non corrispondente a quellareale e furono sequestrati 15 bovini.

 

2 novembre 2006

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