Raid ALIFE (Caserta) Agnese Ginocchio Messaggio di condanna

Altro che commemorazione dei defunti e dei caduti, nei giorni in cui si fa memoria delle vittime della guerra passata, anzichè fermarsi un pò a riflettere sulle stragi passate causate delle atrocità dell' odio e della violenza, ci si fa beffa della memoria e si medita un vero e proprio piano di vandalismo della serie microcriminalità organizzata.

05/nov/2006 20.20.00 redazione Contatta l'autore

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Alife(Caserta):  vandali all'azione in un raid notturno.
Messaggio di condanna di Agnese Ginocchio
per  grave  atto  vandalico.
 
 
Alife(Caserta)- Che il male esista e che non dorma di notte non ne abbiamo alcun dubbio. Altro che commemorazione dei defunti e dei caduti, nei giorni in cui si fa memoria delle vittime della guerra passata, anzichè fermarsi un pò a riflettere sulle stragi passate causate delle atrocità dell' odio e della violenza, ci si fa beffa della memoria e si medita un vero e proprio piano di vandalismo della serie microcriminalità organizzata. Questo è quanto accaduto nella scorsa notte tra sabato e domenica ad Alife (alto casertano). Lungo alcune strade della cittadina dei vandali muniti di coltelli hanno dato luogo a un vero e proprio raid notturno tagliando le gomme delle auto in sosta lungo le strade in Via Iafusco, Via Castello, Piazza Santa Caterina, Piazza Vescovado ed altre strade del centro storico. La telefonata di un'amica arriva verso l'ora di pranzo di domenica a casa di Agnese Ginocchio, per chiedere alla stessa se anche la sua auto fosse stata vittima del raid. La Ginocchio che per puro caso nella notte precedente aveva parcheggiato non al solito posto ma altrove, incredula a quanto le sue orecchie stavano sentendo comincia a provare un forte senso di indignazione ed esclama: "Sono appena tornata dalla messa domenicale e del raid di questa notte non s'è udito il minimo accento. Durante l'omelia di tutto si è parlato tranne che di un fatto così grave, sono sconcertata"! E la persona amica al telefono continua di getto: " Questa notte è stata una vera e propria strage di auto. Noi tutte vittime di questo raid abbiamo esposto denuncia contro ignoti presso la caserma ei carabinieri, ma quì pare che nessuno ne parli per paura, ti prego: tu che sei sempre schierata dalla parte della gente fai qualcosa. Grazie"! Terminata la telefonata, la benemerita Agnese, donna di Pace, meritevolegià di diversi titoli e riconoscimenti per il suo impegno a favore delle cause sociali, nonchè cause di Pace, non perde inutile tempo ma si mette subito in azione segnalando quanto accaduto presso la nostra redazione e alla redazione dell'amico giornalista Gianni Gosta, portavoce della stampa casertana. "Esprimo grave condanna ai vandali di questo raid -riferisce la Ginocchio al giornalista- ma nel contempo lamento assenteismo da parte delle istituzioni e non è la prima volta che lo dico. Quì nelle zone di periferia c'è molta indifferenza in particolare verso i giovani. Non ci sono spazi sociali di aggregazione, dove poter sviluppare la propria creatività, mettere in pratica piani strategici, dove poter svolgere liberamente comunità, parlare, crescere ed affrontare insieme i problemi che incombono nel nostro territorio. Quando accadono queste cose, la colpa non è mai di uno solo ma di tutti indistintamente. La violenza attira altra violenza. Questi fenomeni di microcriminalità sempre più in aumento, dimostrano la difficoltà ed il disagio sociale che provano in particolare i giovani, di fronte al poco interesse e la totale indifferenza da parte delle istituzioni chiuse sempre più nella loro gerarchia e cerchia di amici, dove ognuno ha già assegnato il proprio posto e 'guai' provare a toccarglielo!!! Allora si prova dentro amarezza, vuoto, solitudine, rabbia. Poi alla fine si esplode mettendo in  pratica azioni negative. La realtà che si nasconde spesso dietro a questo genere di fenomeni in continuo aumento, è quella di cercare di attirare l'attenzione. Sono tempi in cui bisogna fare un salto di qualità, un cambio di rotta. Basta con i soliti discorsi di parte che non servono a nulla, ma solo a disperdere inutili energie. La fede si dimostra con le opere e con lo stare in mezzo e dalla parte della gente. Ci vogliono fatti e azioni. Non basta rendere bello l'aspetto estetico della città o del tempio, la prima cosa da fare è non trascurare i bisogni e le necessità della popolazione. Se ognuno non si assume in prima persona la responsabilità delle proprie azioni, si andrà di male in peggio. E' necessario coscientizzare le giovani generazioni sin da piccoli, educarle al sacrificio e alla sobrietà, ma per farlo è necessario che gli adulti, i cosiddetti educatori, a loro volta si aprano e comincino loro per primi a coscientizzarsi verso tali realtà. Altrimenti si correrà il rischio di mettere al mondo altri potenziali e futuri uomini depressi, terroristi, maniaci e pazzi. Basta con il finto e quieto vivere. Quì non è una campana di vetro. Ne abbiamo la prova dai tanti segnali di emergenza che ci circondano. I fatti degli altri sono i fatti nostri. Impariamo a non tacere, ma a parlare. E' tempo di svegliare questi sensi addormentati prima che sia troppo tardi e non ci sia più tempo per farlo! Quello che capita purtroppo è il sintomo di una società in degrado, una società malata di valori, di ideali e di giusto orientamento! Assumiamoci le nostre responsabilità, scendiamo dalle comode poltrone per rimboccarci le maniche e lavorare così per il cambiamento e la Pace, che significa difesa della Giustizia, Legalità e dei diritti di ogni uomo"!
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