Agnese Ginocchio: "Il Sangue e la Speranza" Dedicato a Napoli

08/nov/2006 16.49.00 redazione Contatta l'autore

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 Agnese Ginocchio: " Il Sangue e la Speranza" . Dedicato a Napoli
 
 

Il commento ai fatti di quanto sta accadendo a Napoli e nel sud, giunge in questo periodo da molte ' voci' autorevoli politiche, religiose e membri della società civile. Accanto a quello del cardinale di Napoli, mons. Crescenzio Sepe, uniamo di seguito quello di una voce e Donna per la Pace della nostra provincia, la Testimonial e cantautrice di Pace Agnese Ginocchio (nella foto). Riportiamo il messaggio: "Siamo tutti chiamati a continuare il cammino e a partecipare, uniti nella solidarietà, a questi momenti di grande riflessione che si stanno susseguendo in questi giorni ( incontro-veglia del 7 Novembre al Duomo indetto dal cardinale Sepe, incontro del 10 promosso dalla Comunità di Sant'Egidio a S. Chiara e tanti altri...) a Napoli. Essi rappresentano un'occasione importante per esaminare le nostre coscienze e domandare a noi stessi quali responsabilità abbiamo nei riguardi del mondo e nei riguardi di una parte della nostra realtà partenopea campana  che da tempo lancia - il grido- ovvero l' allarme (segnale di richiamo) a risvegliarci dalla passività del quotidiano, a non essere più cristiani all'occorrenza, che si soffermano alla sola partecipazione dei riti liturgici, ma cristiani che sanno osare e dimostrare con le loro opere la scelta di vivere fino in fondo gli ideali del vangelo trasmessici da Cristo, profeta e Re della Pace. Fino in fondo significa testimoniare nel mondo il linguaggio disarmante della Pace, della Nonviolenza attiva, della Carità e dell' Amore, così come ha fatto Gesù. Quindi amare e rispettare il prossimo come se stessi. "Non uccidere"! Perchè chi uccide il prossimo uccide se stesso. Oggi si uccide non solo con le armi, ma (ancora e peggio) con le azioni, le parole, le diffamazioni, le calunnie, l'omertà, scambiando il male in bene ed il bene in male. Le chiese si facciano maestre di autentica virtù cristiana, ricordando l'esempio  delle prime comunità cristiane, che mettevano in comune ogni cosa e condividevano le gioie ed i dolori della comunità stessa. Ma dove sono andati a finire oggi quei profeti che gridano dai tetti del mondo e dai pulpiti degli altari gli abomini del popolo, condannando le ingiustizie e le oppressioni verso il povero ? Dove sono quelle persone che quando parlano lo fanno con lama a doppio taglio, che non hanno timore di nascondere la verità, che condannano la mafia, la guerra, i vili comportamenti da ipocriti ( 'adempire alle abluzioni e poi si fomenta veleno e odio nel cuore...'), quelle persone che non accettano compromessi, che non hanno paura di parlare e di manifestare dissenzo di fronte alla corruzione del potere? Dove sono questi profeti capaci di dimostrare la fede con l'esempio pratico della vita di ogni giorno? Se fin troppo spesso si ha paura di parlare, per non correre il rischio di spaventare e poi fare scappare le pecorelle dal tempio! Gli abomini sono gravi colpe di omissione,  colpe che gridano scandalo al cospetto del Cielo!
Già..ma il calice ormai trabocca il vaso. L' abominio si pratica spudoratamente nel tempio mischiando il sacro ed il profano e profanando la verità stessa.  Sono fin troppe le irresponsabilità e se ora viviamo in questo stato di degrado, se ora assistiamo increduli a questo susseguirsi di inaudite scene di violenze, di sangue, di morte, ed ancora, sotto i nostri occhi assistiamo all'uccisione di tanti nostri figli e fratelli di questa civiltà malata e carente di valori e di veri 'Ideali', non basta dunque più stare fermi, ma diventa necessario e urgente davvero l'impegno attivo per il risveglio della civiltà vecchia.
Riafferrare così le redini della storia e ricondurle verso la  nuova civiltà, fondata sulle basi di Pace e Giustizia. Riaffermare il comune senso del sentirsi partecipi della vita sociale. Sentirsi responsabili, uomini e donne compartecipi della cittadinanza. Un 'grido disperato' che solo attraverso la nostra risposta attiva a collaborare per il cambiamento e i nostri gesti di solidarietà concreta potrà tramutarsi in 'Canto di Speranza, di rinascita e di Pace' per Napoli e per tutto il sud, Cuore dell' Italia e Cuore del mondo, quel sud martoriato dalla piaga delle mafie. Dal sangue sparso deve rinascere la Speranza, come dalla morte la resurrezione. E' urgente e necessario restituire la Dignità perduta al volto di Napoli. Napoli non è l' immondezzaio e la camorra d' Italia. Il vero volto di Napoli è il Sole, la Speranza, il Sogno, la bellezza, la generosità, il Canto, il giovane, l'anziano, il bambino, l'amicizia, la convivialità, l'inventiva, la Pace, la fede, il rimboccarsi le maniche, la Vita, la danza, la Storia. Napoli è la grandezza del nostro sud. Le Istituzioni prima di parlare di piani di sviluppo e di sicurezza con la presenza dell' esercito, siano disposte ad entrare nel cuore di Napoli e della sua gente, in particolare di chi vive nella precarietà. Scendano allora nelle piazze e comincino ad usare il metodo disarmante della carità, dell'amicizia, del dialogo e dell'altruismo, forse è proprio questo che finora è mancato. Lo sviluppo verrà, ma a condizione che si lavori, si cammini, si vegli, si preghi insieme, si ascolti, ci si faccia carico degli enormi problemi che incombono in questa terra di sangue, di dolore e di Speranza. Si ripristini il valore dello spirituale, senza il quale non si può ricevere il dono di guidare ed amministrare saggiamente un popolo. Per guidare un popolo, un movimento e una storia è necessario infatti possedere sapienza, saggezza, umiltà, profonda umanità e 'Carisma' . Il Carisma che sappia infiammare, infervorare i cuori e spronarli all'azione. Il giusto Carisma che sappia incutere timore all'avversario, sappia scuotere dal torpore i dormienti e svegliare i morti dalla povere. Il Carisma che sappia rinvigorire le braccia vacillanti e gli animi affranti, per indurli all'azione e renderli così ' protagonisti'  della loro vita e dei loro 'Sogni' di rinascita e di Speranza.  Muniti di queste corazze che vincono il male con la forza del bene, si potrà abbattere il muro della disperazione, della precarietà e della malavita. Da Napoli e dal sud  nasce e parte il futuro del mondo. Se ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo a mettere in pratica queste regole( norme di vita), il futuro sarà nelle nostre mani, altrimenti saremo tutti sommersi dal mare( melma) delle iniquità e dai mille problemi dell'umanità. E sarà come immettersi in un buio tunnel senza intravedere lo sbocco di luce, in una strada senza più via di ritorno. A San Gennaro patrono di Napoli e alla Madre della Pace, Regina di Napoli, del sud, dell' Italia e di tutto il mondo, affidiamo la sorte dell'umanità e con forza innalziamo un incessante invocazione di Pace, perchè a Napoli città partenopea del Sole e Cuore del nostro sud martoriato da mille problemi, cessi l' onda malefica della violenza, che semina panico, omertà, paura, disperazione e possa ritornare a splendere la Luce della Verità  ed il Canto della gioia e della Speranza! Perchè Napoli Cuore del sud, Cuore della Campania e Cuore dell' Umanità, possa ritrovare la sua Dignità, la forza ed il Coraggio di ritornare a sognare, continuare a sperare e di osare per il cambiamento. Affinchè regni: Dialogo, Riconciliazione, Perdono,  Nonviolenza,  Legalità,  Pace e  Amore fra  gli  uomini fratelli. 'O Signore, fa di me uno strumento della tua Pace. Dove c'è l' odio ch'io porti l'Amore, dove c'è offesa ch'io porti il perdono...'
Pace, Pace, Pace per Napoli, per il sud  d' Italia e per il mondo intero. Amen"!
 
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[ Messaggio dell'  8 Novembre 2006. A.M. di Agnese Ginocchio-cantautrice per la Pace* www.agneseginocchio.it  * Comunicato inoltrato da Redazione Movimento per la Pace, coordinamento provinciale ]

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