GLI ANNI 70 DI VIBICIO BERTI

09/nov/2006 14.49.00 de luca carmelo Contatta l'autore

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A partire dal prossimo 11 novembre, presso la Galleria Pannati di Firenze,
saranno esposti quindici quadri di Vinicio Berti relativi agli anni 70.
Esponente di spicco dell’astrattismo italiano, l'artista esordì negli anni
quaranti con opere vicine al mondo popolare e alla realtà della guerra,
distaccandosi dalla tradizione pittorica fiorentina post-rosaiana.
Protagonista del movimento “Arte d’oggi”, che per alcuni anni riunì
importanti artisti italiani e stranieri, Berti approdò alla pittura astratta
proseguendo sulla strada delle avanguardie storiche di Mondrian, Malevic,
Magnelli, inserendosi nel rinnovamento della cultura artistica europea
mediante una nuova classicità in opposizione a tutte le tradizioni presenti
nell’arte contemporanea. Le posizioni estetico-culturali del pittore e di
molti suoi seguaci furono riunite nel famoso Manifesto. “Astrattismo
classico”, che proponeva una narrazione razionale e costruttiva della
materia, vista in chiave interioristica mediante il legame con la storia.
Tra il 1947 e il 1950 la geometria classica continuò a sostenere le opere,
cui seguirono ispirazioni alle prime imprese spaziali e che diventarono
emblema della concezione bertiana dell’uomo consapevole delle sue capacità.
A partire dal 1966 partì un cammino evolutivo che porta alle recenti
“Visioni verso l’alto”, rappresentanti lo sviluppo dell’astrazione classica
nei confronti del divenire della nostra realtà.

Carmelo De Luca

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